martedì 29 giugno 2010

Convocazioni vs F.C. Vigejunior

Seconda partita decisiva per il proseguo del torneo, a disposizione due risultati su tre. Non ho ricevuto le conferme d'iscrizione da parte di tutti per cui le convocazioni sono in funzione di questo, non sento più l'affetto del nostro presidente e della nostra tifoseria, il caldo e l'afa saranno arbitro e guardalinee, sarà una partita durissima contro un squadra di giovani.

Convocati:

1) The Wall

2) Il Re Leone (in arrivo da Torino)
3) H. Bogart (in arrivo da Treviso)
4) Butterfly
5) Il Piccolo Principe
6) Il Cavaliere Nero

7) Child (c)
8) Diamante
9) Spaccaghiaccio


Ritrovo alle 21.30 al campo

mercoledì 23 giugno 2010

Elitron-Smile Cafè 2-6

Nello spogliatoio, dopo la partita, il silenzio è perfetto e agghiacciante. La delusione ammutolisce. Sotto la doccia si spiegano alcune cose leggendo i nomi dei bagnoschiuma, cose tipo “dolce natura”, “neutro delicato”… ecco, se una boccetta di quella roba ti aspetta silenziosa nel buio della borsa lasciata nel buio a timer dello spogliatoio non è che poi può fare la tigre in campo. Un uomo è il suo bagnoschiuma, in fondo. Per dirla con Feuerbach, siamo quello che ci detergiamo. Il rammollimento mentale e fisico ci attende in agguato dopo il fischio di ripresa del secondo tempo. Cervelli in pappa su gambe tremolanti. In ritardo su ogni pallone, burrosi su ogni contrasto, svagati nelle posizioni. Probabilmente gli avversari nella pausa tra i due tempi, fingendo di bere dalle nostre borracce, ci hanno sputato dentro del Coccolino, fatto sta che siamo solo l’ombra sbiadita della versione del primo tempo, in cui comodamente spadroneggiamo in ogni zona del campo, difendendo ordinatamente e impermeabilmente, se si dice, e arrivando a concludere parecchie volte, concedendoci anche il lusso di sperperare due tiri liberi. Peccato, perché eravamo anche riusciti a intrattenere rapporti di cordialità con un arbitro che ci ha fatto temere il rosso per Seba ancora prima del fischio d’inizio (tanto per dire, ha corretto la nostra disposizione attorno a lui durante la chiama). Peccato, perché vederci uscire dallo spogliatoio, nel falso tunnel verso il campo (un corridoio può bastare, con un po’ di fantasia) era stata una bella emozione, dopo un periodo di stand-by e due stuzzichini amichevoli. Forse avremmo fatto meglio a girare a sinistra, fuori dallo stanzino 12 e imboccare a testa alta la via che portava alla lezione di step, con le signore che sudavano in calzamaglia. Avremmo fatto bella figura e risparmiato un salasso zanzariforme. Ma ci piace ricordarci così, sorridenti e quasi vincenti (con un po’ di fortuna in più e un portiere avversario meno strepitoso sarebbe stata un’altra gara), come nel primo tempo. E anche un po’ così, come nell’incipit che parla della fine, silenziosi e delusi dopo la partita persa contro una squadra sicuramente ben messa e con elementi validi ma assolutamente alla nostra portata. Prendiamo le sensazioni positive dell’una cosa e facciamone obiettivo per il prossimo incontro; prendiamo quelle negative dell’altra e trasformiamole in determinazione per affrontare un ostacolo che si preannuncia molto alto, nella partita di mercoledì prossimo.
Le pagelle, severe, da oggi in avanti (ma con niente di personale).
Gio 6: In un paio di situazioni dice che avrebbe potuto fare meglio, al contrario del portiere della squadra avversaria non fa miracoli come in altre occasioni ma la sconfitta non è certo imputabile a lui
Dario 6,5: baluardo difensivo, sbaglia pochissimo, sfortunato in occasione di un rimpallo che diventa autorete. Prova senza fortuna le incursioni offensive.
Ibe 6+: svariona a causa della solitudine in cui viene lasciato su un paio di azioni e cerca di bucare la struttura con una pallonata di rabbia, si inventa un colpo di tacco alla Ray Charles in una zona pericolosa, ma per il resto è disciplinato ed efficace in difesa. Sciupa uno dei due tiri liberi.
Zacca 6+: molto preciso nel primo tempo, non perde mai la palla e difende con ordine sulla pericolosa ala sinistra avversaria. Un po’ in calo nella seconda metà, assecondando il trend della squadra.
Albi 7: il migliore, corre, recupera, difende, riparte, segna e fa assist. Un peccato non averlo in campo.
Lele 5: il cuore spinge a fare cose che la ragione sconsiglia e così il mister scende in campo con una zampa fessa e i risultati si vedono; ciò che normalmente connota in positivo le sue prestazioni difensive diventa il suo punto di debolezza. Si autodescrive come molle e così lo si vede, in effetti, in campo.
Olly 5,5: ci aveva incantato nell’ultima sfortunata uscita al Libertas, qui lascia più di un punto interrogativo.
Seba 6,5: guadagna una valanga di falli, come sempre, segna ed entra in molte azioni pericolose. Anche lui si fa parare il tiro libero.

martedì 22 giugno 2010

Convocazioni vs. Smile Cafè

Rieccoci sul campo verde, un nuovo torneo, un nuovo campo...a quanto pare ben più grande di quello della Libertas e quindi nuovi accorgimenti tattici. Il torneo si giocherà senza Lupin IV, reduce da un infortunio fresco fresco, al suo posto un mancino di indubbia esperienza. Dopo aver lottato contro il tempo per avere tutta la documentazione appropriata, questi sono i convocati per la prossima sfida:

1) The Wall

2) Il Re Leone
3) Butterfly
4) Buffalo Bill
5) T'Etò
6) Il Cavaliere Nero

7) Child
8) Diamante
9) Spaccaghiaccio

Si gioca alle 22,00 al campo di via Parenzo, ritrovo per le 21,25

Il Mister

venerdì 18 giugno 2010

Iscrizione S.C.

Messaggio di servizio molto importante.

Per completare l'iscrizione al torneo è necessario:
- che mandiate una email a fc.elitron[chiocciolina]yahoo.com con luogo e data di nascita e numero della vs carta di identità e vs. indirizzo di casa;
- che facciate una fotocopia della carta di identità;
- che vi procuriate un certificato di buona salute (o ne abbiate uno in corso di validità: in questo caso per favore indicatelo nella suddetta email, con data di scadenza -valgono un anno-).

Fotocopie e certificato vanno fatti pervenire a Lele entro lunedì, perché in giornata vanno consegnati alla Sportland.
L'email mandatela appena leggete questo messaggio.

ATTENZIONE: è fondamentale fare le cose con celerità, altrimenti martedì sera NON possiamo giocare.

Domenica prossima

Alle ore 21 in via Parenzo.

1) Lele
2) Dario
3) Carlo
4) Gianluca
5) Francesco
6) Stefano
7) Alberto
8)
9)
10)

giovedì 17 giugno 2010

Summer Cup

Rieccoci a parlare di calcio giocato, inizia la Summer Cup. Qui di seguito il calendario del torneo.

Nota: come vi ho già detto è possibile iscrivere al massimo 12 giocatori, questi saranno scelti in funzione della disponibilità, dell'entusiasmo e della partita di stasera...

Domani la lista dei 12 partecipanti ed eventualmente la modalità di pagamento della quota del singolo

Il nostro girone "regular season" si giocherà in via Parenzo

13^ Summer Cup
Calcio a 5

Girone A – Parenzo

GATTI DI MARMO
ELITRON
SMILE CAFE’
VIGEJUNIOR

1^ Giornata
Martedi 22/06 ore 22.00 Elitron – Smile Cafè
Mercoledi 23/06 ore 21.00 Gatti di Marmo – Vigejunior

2^ Giornata
Mercoledi 30/06 ore 21.00 Smile Cafè – Gatti di Marmo
Mercoledi 30/06 ore 22.00 Vigejunior – Elitron

3^ Giornata
Martedi 06/07 ore 21.00 Vigejunior – Smile Cafè
Martedi 06/07 ore 22.00 Gatti di Marmo – Elitron


Girone B – Cimiano/Parenzo

I CORSARI
SMB
REAL STAFF
EAGLES

Girone C – Quanta Village

REAL GUASTALLA
INFRONT
OLD FRIENDS
DISORDINE AVVOCATI

FASI FINALI

Martedi 13/07 ore 21.30 1° Turno: 1°Gir. A – 2°Gir. C Cimiano
Martedi 13/07 ore 22.30 1° Turno: 1°Gir. B – 2°Gir. A Cimiano
Martedi 13/07 ore 21.00 1° Turno: 1° Gir.C – 2°Gir. B Parenzo – campo 3

Martedi 20/07 ore 21.30 1° Semifinale (sorteggio) Cimiano
Martedi 20/07 ore 21.00 2° Semifinale (sorteggio) Parenzo – campo 3

Venerdi 23/07 ore 21.00 Finale 1° - 2° posto Parenzo – campo 3



Le squadre saranno suddivise in 3 gironi composti da 4 formazioni ciascuno, con gare di sola andata. Passeranno il turno le prime due classificate dei gironi A – B – C. In caso di parità di punteggio tra due o più squadre, per decretare la classifica finale, saranno adottati i seguenti criteri: a) scontro diretto; b) miglior differenza reti generale; c) Miglior punteggio Fair-Play; d) Goal Fatti; in caso di ulteriore parità si ricorrerà al sorteggio. Accederanno al 1° turno dei play off le prime due formazioni che si affronteranno con gara ad eliminazione diretta. Nelle semifinali si affronteranno le tre formazioni vincitrici del 1° turno Play Off e la formazione sconfitta con il miglior scarto (differenza reti). In caso di parità tra una e più squadre saranno adottati i seguenti criteri: a) maggior numero di gol fatti; b) miglior punteggio fair play generale (play off e regolaur season); c) sorteggio. Il punteggio Fair play sarà stabilito in base ai provvedimenti disciplinari (ammonizioni = 1 punto; espulsioni = 3 punti a giornata). Nella sola finale 1°-2° posto, in caso di parità si disputeranno due tempi supplementari da 5’. Se al termine dei tempi supplementari persistesse la parità, si procederà con i calci di rigore (5 per squadra). Nella finale 3°-4°, verranno calciati 5 shoot out (partenza da metà campo e conclusione a rete entro 8’, il portiere non potrà uscire dalla sua area).


Possiamo seguire date, risultati, classifiche e quant'altro sul sito

A La Grange

Signori A La Grange,
scrivo questo post nella speranza che Michele o qualcuno dei suoi compagni passi ancora da queste parti, con la certezza di esprimere un pensiero condiviso con il mister e con il ragionevole dubbio di interpretare la visione di tutta la squadra e della sua meravigliosa tifoseria.
Il concetto che intendo comunicare è molto semplice: è ora di finirla.
Chi ha scritto su questo sito, post o commenti, ha esposto, in modo civile ed educato, le ragioni e i punti di vista individuali o della propria squadra. Probabilmente ragionando in astratto ci saremmo trovati più d’accordo di quanto non sia successo discutendo di casi specifici, con il contorno di emotività che questi hanno generato, ma tant’è, invece, abbiamo parlato di due partite e di episodi concreti che ci hanno coinvolto. Credo sia apprezzabile il fatto che i toni ed i ragionamenti siano rimasti sempre dentro certi confini e credo altrettanto sia evidente che a confrontarsi su entrambi i fronti siano persone che condividono alcune idee di base come il rispetto e la sportività, anche se poi magari l’attribuzione di alcuni fatti a queste categorie non è sempre completamente congruente.
Siamo rimasti molto amareggiati per l’epilogo della nostra sfida, abbiamo espresso il nostro punto di vista su alcuni eventi determinanti con un’enfasi che abbiamo spiegato dopo l’apprezzabile commento di Giulio, ci siamo scusati per alcune frasi che sono state pronunciate in campo, ci sarebbe piaciuto altrettanto ricevere delle scuse per un episodio di cui il capitano A La Grange stesso dice “non ho detto che era vostra, me ne sono pentito e per correttezza non abbiamo esultato sul campo”, ma non importa; abbiamo recentemente citato il nome della vostra squadra usando la figura retorica dell’antonomasia, in modo assolutamente scherzoso e privo di livore e lo abbiamo riportato nella cronaca della partita, probabilmente creando fraintendimento, cosa che ha spinto Michele a dare il suo rispettabile punto di vista. Riprendo il concetto: è ora di finirla.
Probabilmente le nostre posizioni sono inconciliabili, per molti motivi e potremmo andare avanti per mesi a contrapporle senza trovare una soluzione che accontenti tutti. Quindi, finiamola. La ragione non starà tutta da una parte, tutti avremo commesso errori più o meno gravi, ma siamo persone civili e probabilmente incontrandoci in un momento diverso del torneo e con un diverso corso degli eventi avremmo vissuto più serenamente la sfida e la relazione, come è accaduto con molte altre squadre.
Quindi, per parte nostra, l’episodio è chiuso e non vorremmo più discuterne.
L’ideale, uso parole non mie, sarebbe quello di riuscire a “riscrivere una storia nata male”. Noi ci siamo iscritti a questo torneo. Vi invitiamo, dal momento che mi risulta che l’avventura al Libertas si sia conclusa anche per voi. Altrimenti ci auguriamo di potervi incontrare presto in altri contesti, anche prima del prossimo campionato, per un’amichevole e una birra. In caso, sapete dove trovarci.

martedì 15 giugno 2010

La guerra civile

L’erba è rasata da poco, il terreno soffice e la terra entra nei bordi delle scarpe, le porte fatte con legni grezzi che sparano schegge impazzite se la palla (che è sottodimensionata e strumpallazza nelle mille buche del campo) la colpisce. E' una lotta fratricida: noi contro noi. Il fallo laterale è delimitato dall’inizio della ripida salita nel boschetto da un lato e da una siepe dall’altro. I giocatori, dopo una partitella di (sur)riscaldamento, si rifocillano su un tavolino Stonehenge, con torte salate varie, zucchine grigliate di notte con parallelepipedi di formaggio greco, insalate di pasta camuffate da regalo e di riso fatta da Condipalu con le sue proprie sacre mani, dolci ipercalorici, ricchi di suggestioni gustative e grassi saturi, si dissetano con bevande alcoliche o gasate e scendono in campo pronti a dare il meglio. Si può tirare in porta da dopo l’albero o dopo un certo punto immaginario ma a tutti ben presente, se si attacca verso il cancello. Chi la butta oltre la siepe corre a prenderla sulla strada asfaltata che scende verso il lago di Lugano. Il tempo è migliore che nelle previsioni e si comincia a sudare dopo pochi passi. Non si sa quanto dura la partita, quando si comincia. Il controllo di palla è pressoché impossibile: è come calciare una patata con i sabot. Finisce ai rigori, con Olly che para con stile alcune conclusioni non irresistibili e un portiere ormai disoccupato che non ne ferma una. Il clima è disteso anche quando da dietro arrivano roncolate alle caviglie di chi riesce nell’avventura di fare un dribbling e saltare un avversario. I momenti di maggiore tensione si verificano quando in occasione di episodi controversi ci si apostrofa reciprocamente con il nome di una compagine recentemente incontrata e tristemente nota per l’inclinazione a vincere con sprezzo della lealtà. Ma passa presto e si torna a sorridere. Si finisce sudati marci mentre il pubblico si avvolge nelle coperte di lana. Una partita di altri tempi, a perdifiato, di quelle in cui si entra e si esce senza preavviso, per il motivi più diversi ed ogni tanto ci si conta e casomai qualcuno passa dall’altra parte. Una partita mista di uomini e donne, agguerrite e tenaci e bimbi improvvisamente innamorati dei papà da cui non si possono staccare. Una festa per il cuore, una tragedia per le caviglie, un bel modo per celebrare il compleanno di un mister la cui unica preoccupazione nell’invecchiare è, pare, il rischio di dover smettere di correre dietro ad una palla.
Hanno giocato meravigliosamente, dando vita ad uno spettacolo impagabile, in rigoroso ordine alfabetico:
Dario: chiamato a dirigere la difesa, la abbandona molto presto, per tentare la sorte in avanti, sconvolgendo gli schemi che non esistono. Aiutato da Mattia che gli staziona sulle spalle e si aggrappa alle palpebre in occasione degli scatti, alterna colpi di classe assoluta e atti da sospensione della patria potestà, quando abbandona a terra il leoncino nel bel mezzo di un’azione concitata per cercare fortuna e gloria sotto porta. Il piccoletto piange e il Re Bidone scompare definitivamente dal campo già lasciato a più riprese. Incostante ed incosciente. Voto 5.
Fabio: in attesa che la natura, le punture di ozono, la fisioterapia, il basket, il piercing o il fato facciano il loro corso, riportando a miti consigli l’ernia lombare, mette chili ed esperienza al servizio della causa, improvvisandosi goleador a tratti e a tratti, a corto di fiato, ripiegando sulla linea maginot della propria trequarti, accanto alla compagna di vita e difesa. Subisce con stile un fallaccio da rosso, cerca di restituirlo ma è troppo buono, pur rendendosi protagonista di quasi tutte le scaramucce verbali. Impeccabile nel tenere il conto dei goal e probabilmente padre dell’idea di finirla ai rigori. Sciatalgico e pugnace. Voto 7.
Franci: un pannolino, un calcione, una poppata, una spinta, fino al vero colpo basso: rifilare Mattia a suo padre. Una presenza fisica devastante, gioca al di là di ogni regolamento ed ai confini del buon senso, applicando alla lettera le disposizioni del Mister, inseguendo un uomo inutile per tutto il campo. Ad un tratto svanisce e la si ritrova in curva a conversare amabilmente, probabilmente di ricette o dei segreti ineffabili del puntocroce. Granitica e poliedrica. Voto 7,5.
Gio: privato della possibilità di stare in porta dalla regola iper-democratica che chiunque passi da quelle parti la può prendere con le mani, vaga per il campo alla ricerca di una posizione che la assoluta ignoranza tecnica gli impedisce di trovare. Cerca fortuna sottoporta, tenta di arginare Olly e il Mister senza riuscirci, mette le proprie capacità al servizio dell’immaginazione a centrocampo e tutti gli girano intorno senza dargliela mai. Commette falli quando non ci arriva (circa sempre), subisce fisicamente la Franci. Quando è finalmente l’ora dei rigori non ne prende una. Cerca di salvarsi con le pagelle e non certo con i goal, visto che anche Fabio ha segnato in questa partita. Appiedato e scrivente. Voto 5.
Graziano: “mi manca un crociato” è la sua autovalutazione tecnica. Uomo ovunque, uno dei pochi che fa fare alla pallina ciò che vuole lui, si produce in interventi da Playstation, gioca con maglia nera, ostentando un bollino 100% terrone, forse non suda nemmeno, grazie alle prese d’aria presenti nei suoi jeans. Un fuoriclasse da tenere in considerazione per la stagione ventura. “Mi manca un crociato” è più o meno anche il suo contributo complessivo alla conversazione in campo. Premio Ibe per la discrezione. Voto 8.
Lele: gioca con i Birkenstock chiusi, che impara a padroneggiare dopo un paio di tiri che mettono a repentaglio l’incolumità dei presenti (sandalo da una parte-palla dall’altra). L’esperienza calcistica si trasforma in una sorta di cammino di Santiago in scala ridotta, con tutto il repertorio di sbreghi, tagli e vesciche. Si muove e corre come al solito, gomiti alti e culo in fuori, fastidioso come una zecca ma efficace come un ottimo stura-cessi. Non gli cade nemmeno un’unghia! Subisce irregolarità di ogni sorta ma non molla mai. Se eravamo lì era per lui. Svolazzante e festeggiato. Voto 10.
Lia: grandiosa e caparbia nel presidiare la difesa, protagonista di decine di azioni alla disperata, sembra spesso lì per prenderla ma riesce a perderla in modi fantasiosi. Disciplinata nel tenere la posizione, non si lamenta mai. Protagonista del calciomercato che riporta in equilibrio le formazioni dopo alcune defezioni. Nel dopo partita dà il colpo di grazia alla torta al cioccolato. Buongustaia. Voto 8.
Marta: agonisticamente invasata, sfoggia un completo viola ti gran moda e lo porta un po’ ovunque per il campo, malmena il mister in più occasioni ma chiude anche due azioni con goal che fanno venir giù il teatro. Una sconveniente scucitura al pantalone ne limita le folate offensive nella seconda metà della partita. Smoccola ai limiti della bestemmia su un fallo laterale, ma non perde mai buon umore e sorriso. Grande carattere, grande presenza, segna, tra i pochi, il suo rigore. Nel prima e dopo partita scatta alcune centinaia di foto che nessuno vedrà mai. Uomo in più. Voto 8.
Milla: qualcuno le deve aver detto “stai qui e ferma chiunque passi da queste parti” e lei, obbediente e tenace, fa proprio così. Padrona dell’avvallamento di sud-ovest, consuma l’erba nella sua zona di competenza. Non tira mai indietro la gamba e infatti dalle sue parti il gioco si fa duro e alla fine trascura la differenza tra i sessi. Gioca con i sandali aperti senza nemmeno impolverarsi. Classe e perfidia. Voto 8,5.
Olly: suda una improbabile camicia e una maglietta di ricambio nel vano tentativo di dimostrare fuori tempo massimo di essere ancora un attaccante. Spinge e corre, segna e truffa quando la palla va oltre la riga, perde numerosi contrasti con le ragazze della retroguardia, tenta di abbandonare la figlia ai margini del campo ma non ha cuore a sufficienza quando Margherita sprizza lacrime e lo invoca. Alla fine della partita, dopo averla scorrazzata per mezz’ora sulle spalle è più basso di due centimetri. Ma la crestina è sempre al suo posto. Canta e porta la croce. Voto 7-.
Palu: difende alla buona, divertendosi apparentemente di più quando sbaglia che quando la sorte partorisce lanci sensati, facendo combaciare le sporgenze e rientranze di palla e campo con la sua innata insensibilità nel passaggio smarcante. Il solito Palu, grande tecnica e cuore leggero. Cerca di defilarsi quando c’è da tirare i rigori. Mutande a quadri e sorriso incrollabile. Voto 6.
Roberto: finisce in un lago di sudore, con la canottiera mimetica da strizzare e i riccioli appiccicati alla fronte, dopo aver giocato senza risparmio, come voleva l’occasione. Protagonista dell’episodio più clamoroso della moviola, quando, nettamente saltato, falcia da dietro senza ombra di pietà Lele, che ruzzola per tre metri fin dentro la siepe e si guadagna l’applauso e l’encomio di tutta la squadra. Meravigliose anche le lamentele sull’organizzazione del viaggio, dopo avere staccato la carovana con uno sprint in autostrada. Killer. Voto 7+.
Zacca: numeri d’alta scuola per lui: stop di petto, dribbling e goal. Egoista in alcune occasioni, sfortunato in altre, quando un colpo di mortaio sibila a pochi centimetri dal cavallo dei suoi jeans, ci regala momenti di pura, allegra nostalgia in un paio di occasioni, quando il terreno di gioco lo tradisce e lui svalanga via palla ed avversario finendo culoaterra come il caro vecchio tir dei pomodori e poi quando ruzzola culoallaria e perde l’orientamento, rimanendo nuca in giù e chiappe in su per una manciata di secondi, tartarughesco nella difficoltà a rimettersi dritto, ma sempre vigile nel seguire l’azione con lo sguardo. Grandioso ed instabile. Voto 7,5.
Ai bordi del campo hanno fatto sentire il loro calore (senza sentire loro il calore, che se non correvi faceva anche freschino): Dani, Linda, Marta G, Martina, Sonia, Tina.

lunedì 7 giugno 2010

Lo sguardo al futuro

Qualche novità e altre informazioni in ordine cronologico:

- mi mancano alcune conferme per l'uscita nel varesotto di domenica prossima 13 giugno. Alberto, Prea, Francesco? Per quanto riguarda Ale il toro non gioca quel giorno, quindi? Per adesso conto:
1) Giò + 3
2) Dario + 3
3) Lele + Daniela, Linda, Graziano, Marta G.
4) Marta P., Annalisa (?) e Lia
5) Silvio + 3
6) Palu
7) Fabio e Milena
8) Zacca e Tina

A Silvio la regia del tutto che l’altra volta mi è sembrato efficiente

- Sabato 19/6 nel tardo pomeriggio abbiamo invece organizzato una partita tra noi anche per salutare l’ameregano Badway di passaggio da queste parti. E’ necessario avere la vostra conferma. Tutti convocati ovviamente
- Infine, ma certamente non per ultima, la notizia più importante: ci stiamo iscrivendo a un nuovo torneo, solo estivo, di calcio a 5. Stamattina sono andato nella sede organizzativa e sembra fattibile. Inizia il 21 giugno e termina entro il 23 luglio. Girone a 4 squadre e poi eliminazione diretta (tranne variazioni in corso – come raccontano voci vicine a Giovanni) Si gioca una volta alla settimana, ovviamente alla sera, dal lunedì al venerdì. Da quanto ho capito non c’è un campo fisso ma si ruoterebbe su quattro diversi ed il nostro dovrebbe essere in via parenzo (negrelli). L’unico vincolo è che si possono iscrivere solo 12 giocatori per cui se qualcuno ha già impegni me lo faccia sapere. Questo il Link della Summer cup.

Chiedo a tutti la cortesia di rispondermi.

Il Mister

venerdì 4 giugno 2010

10 e 10

Il 10 tocca la palla e la palla finisce in fallo laterale. L’arbitro vede male, chi non sbaglia mai? e assegna la rimessa alla squadra del 10, ma lui alza un braccio e dice che no, quella palla l’ha toccata lui. E’ il capitano, rappresenta la sua squadra. Non sta lì soltanto per scegliere testa-o-croce, palla-o-campo. Ha una fascia al braccio, che vuol dire qualcosa. Sa prendersi le sue responsabilità quando serve. Rimessa invertita: applaudiamo, ringraziamo e dopo pochi minuti abbiamo l’occasione per restituire il favore e lo facciamo volentieri. Serata no, quella, per l’arbitro. Il 10 gioca in una squadra tosta, difficile da battere, ricca di esperienza. Il 10 si chiama Danilo ed è il capitano di una squadra che rappresenta benissimo, fatta di gente che ha giocato a calcio per tanti anni ed ha imparato a praticare il rispetto, a interpretare lo sport nel suo senso migliore. Quella sera, Dany fa anche un brutto gesto, facendosi trasportare dall’agonismo dell’ultimo minuto, dopo aver segnato sul filo di lana: esulta in faccia a Seba, provocandolo. Chi non sbaglia mai? Ma il giorno dopo, Dany passa di qui e chiede scusa, perché quello non è il suo modo di giocare, di intendere la competizione: ci sono cose che contano più della vittoria, per chi vede le cose come lui e come noi. Sono valori che si imparano con il tempo, forse. Non basta avere il numero 10 sulle spalle ed essere il capitano per riuscire ad esprimerli. Si chiamano “onore” e “dignità”, cioè, stando ai signori Devoto e Oli “la cura o la conservazione della propria integrità e onestà” e “il rispetto che l’uomo, conscio del proprio valore sul piano morale, deve sentire nei confronti di se stesso e tradurre in un comportamento e in un contegno adeguati”, che uscendo dalle pagine del vocabolario e atterrando nella polverosa realtà di un campo da gioco significano la capacità di ammettere onestamente che quella palla non è tua, o almeno di evitare di sfruttare la confusione che si crea per segnare un goal “furbetto”. L’altra volta i nostri avversari hanno festeggiato, come loro costume, credo, avendolo visto fare in un’altra occasione, abbracciandosi, saltando, urlando. Questa volta il risultato era ben più pesante, significava il passaggio ai quarti. Peccato che sul terreno, tramortite, siano rimaste quelle due paroline lì. Forse per questo non si è visto saltare ieri sera. Forse perché le sorti dell’incontro sono state decise con l’inganno e la disonestà, negando l’evidenza e ricorrendo a trucchetti di basso profilo. C’è un’apparente attenuante, costituita dalla tensione dell’incontro e dalla velocità con cui i fatti si sono svolti. Ma è, appunto, solo apparente e si rivela un’aggravante, poiché condizioni come queste fanno prevalere l’istinto nelle decisioni e l’istinto si nutre di cose semplici e immediate, dice ciò che sei nell’intimo, senza filtri e svela così la tua scala di valori. Dice se per te vincere viene prima o dopo la dignità e il rispetto. In fondo, dice chi sei davvero.
Tuttavia, io non riesco a serbare davvero rancore, soprattutto dopo il post del nostro immenso presidente, che ci aiuta a vedere più chiaramente cosa abbiamo costruito in più rispetto a questi ragazzi che continueranno a giocare dopo che noi avremo smesso da un pezzo e magari diventeranno abbastanza saggi da capire che non vale mai la pena di vincere a tutti i costi, specialmente se stai giocando in un torneo amatoriale. Francamente più che risentimento a me resta un poco di tristezza per loro. E allora voglio fare loro, personalmente, un augurio sincero, che non ha nulla a che vedere con i nefasti risultati sul campo o con i traumi a caviglie, ossa, muscoli e legamenti che l’amarezza del momento spinge ad evocare ed ha invece molto a che fare con il piacere di confrontarsi con gente come Dany e gli Absolut, con squadre con cui abbiamo lottato, anche aspramente, ma sempre dentro confini ben definiti e condivisi, come, solo per citarne alcuni, gli amaranto dell’A.C Trezza, o i Uouazza Style, o come, lo scorso anno, i Re Artù Cafè. È l’augurio di imparare presto a battersi con dignità e lealtà, come non hanno fatto ieri sera. Di vincere, lo abbiamo visto a nostre spese, sono già capaci. Se riusciranno a farlo senza compromettere cose più importanti, magari gli tornerà anche la voglia di saltare.

E'

Era giovane, bello, con i capelli folti e due baffetti che nell'insieme gli davano un'aria antica, aveva quarant'anni o quasi e non c'era verso di farlo smettere di giocare a calcio, aveva due figli, aveva due figlie, sua moglie aveva partorito durante il campionato e la squadra prima l'aveva festeggiato ma poi ne aveva sentito la mancanza per un po', aveva un figlio e due gemelli, figli non ne aveva, ma chissà magari presto; si era rotto una costola, il naso, distorto una caviglia, fottuto il crociato, operato il ginocchio più volte, oltre alle botte, gli ematomi, i versamenti, i crampi al polpaccio, e il fiato corto; correva e fiato ne aveva, e aveva una passione per le liquirizie, per i biscotti ringo prima della partita, un caffè prima della partita, una banana prima della partita, niente prima della partita che se no dopo cinque minuti dal fischio doveva correre in bagno; era permaloso, pigro, per niente autocritico, narciso, emotivo, esibizionista, polemico, nervoso, s'incazzava come una bestia e non diceva niente, scattava per un niente, era taciturno, negli spogliatoi e al tavolo, l'autoironia gli mancava un poco, e la leggerezza quasi del tutto; sapeva guardare in faccia l'avversario e capire chi aveva davanti, sapeva tirarlo matto e a volte l'operazione gli scappava di mano, ma non avrebbe mai rubato con disonestà come altri avevan fatto con lui, anche se un po' gli piaceva dire che sì, in certe circostanze l'avrebbe pur fatto; non poteva fare a meno del colpo di tacco, di chiedere la distanza, di aprirsi quanto basta in barriera, di buttarsi a terra per una manciata di secondi dopo aver lasciato passare un goal, di saltellare sulle punte dopo un goal, di urlare come un matto da bordocampo, di cercare di convincere la squadra a giocare indietro, stare fermi e aspettarli, di voler vincere, di volersi divertire; era pronto a tutto, anzi, era pronto alle migliori cose, a sorridere, a imparare, a mettersi da parte, a buttarsi in mezzo, a stare su la notte, a fare una cosa di più di quanto a lui sarebbe bastato, a dire, a non dire, a sognare forte, a legare i piedi per terra, a essere un altro, a essere se stesso nel modo più potente possibile, a fare il meglio possibile e qualcosa di più, ad ammettere gli errori, a fare festa, a concentrarsi, a tirare in ballo la più selvaggia energia, anche quando la settimana se l'era mangiata tutta, l'energia; a nutrire la sua vita, la sua famiglia, il suo tempo con le grazie ricevute e sudate masticando le scarpe sul campetto; a diventare una cosa sola con i suoi, tanti, compagni, da chi c'era sempre a chi aveva giocato solo due volte in tutto l'anno, facendo della ricchezza di ognuno il suo superpotere; passando accanto al campetto non gli avresti dato due lire, ma se ti fermavi un momento vedevi che aveva un cuore intelligente e grande, e la grandezza di questo cuore ricamava la sua corsa sul campo e gli si leggeva in faccia; aveva una faccia bellissima, sdrucita e d'oro come la maglia.

Ieri l'ho visto giocare per l'ultima volta nel campionato, perchè ha perso e ora è fuori. Qualcuno mi ha detto che dovevo scrivere un coccodrillo per lui, ma io lo conosco bene e so che mica finisce qui. E sai perchè?

Perchè è giovane, bello, con i capelli folti e due baffetti che nell'insieme gli danno un'aria antica, ha quarant'anni o quasi e non c'è verso di farlo smettere di giocare a calcio, ha due figli, ha due figlie, sua moglie ha partorito durante il campionato e la squadra prima l'ha festeggiato ma poi ne ha sentito la mancanza per un po', ha un figlio e due gemelli, figli non ne ha, ma chissà magari presto; si è rotto una costola, il naso, distorto una caviglia, fottuto il crociato, operato il ginocchio più volte, oltre alle botte, gli ematomi, i versamenti, i crampi al polpaccio, e il fiato corto; corre e fiato ne ha, e ha una passione per le liquirizie, per i biscotti ringo prima della partita, un caffè prima della partita, una banana prima della partita, niente prima della partita che se no dopo cinque minuti dal fischio deve correre in bagno; è permaloso, pigro, per niente autocritico, narciso, emotivo, esibizionista, polemico, nervoso, s'incazza come una bestia e non dice niente, scatta per un niente, è taciturno, negli spogliatoi e al tavolo, l'autoironia gli manca un poco, e la leggerezza quasi del tutto; sa guardare in faccia l'avversario e capire chi ha davanti, sa tirarlo matto e a volte l'operazione gli scappa di mano, ma non ruberebbe mai con disonestà come altri han fatto con lui, anche se un po' gli piace dire che sì, in certe circostanze lo farebbe pure; non può fare a meno del colpo di tacco, di chiedere la distanza, di aprirsi quanto basta in barriera, di buttarsi a terra per una manciata di secondi dopo aver lasciato passare un goal, di saltellare sulle punte dopo un goal, di urlare come un matto da bordocampo, di cercare di convincere la squadra a giocare indietro, stare fermi e aspettarli, di voler vincere, di volersi divertire; è pronto a tutto, anzi, è pronto alle migliori cose, a sorridere, a imparare, a mettersi da parte, a buttarsi in mezzo, a stare su la notte, a fare una cosa di più di quanto a lui basterebbe, a dire, a non dire, a sognare forte, a legare i piedi per terra, a essere un altro, a essere se stesso nel modo più potente possibile, a fare il meglio possibile e qualcosa di più, ad ammettere gli errori, a fare festa, a concentrarsi, a tirare in ballo la più selvaggia energia, anche quando la settimana se l'è mangiata tutta, l'energia; a nutrire la sua vita, la sua famiglia, il suo tempo con le grazie ricevute e sudate masticando le scarpe sul campetto; a diventare una cosa sola con i suoi, tanti, compagni, da chi c'è sempre a chi ha giocato solo due volte in tutto l'anno, facendo della ricchezza di ognuno il suo superpotere; passando accanto al campetto non gli daresti due lire, ma se ti fermi un momento vedi che ha un cuore intelligente e grande, e la grandezza di questo cuore ricama la sua corsa sul campo e gli si legge in faccia; infatti ha una faccia bellissima, sdrucita e d'oro come la maglia.



With love, dal vostro Presidente

mercoledì 2 giugno 2010

Elitron-A La Grange F.C. 3-4
+ convocazioni per il ritorno

I playoff sono così. Dentro o fuori. Vai lì a giocare la tua partita e sai che può essere l'ultima, se prima hai perso. Sarà la nostra partita, domani sera. Dentro o fuori. Un passo dal burrone e nessuna voglia di finirci dentro e di finirla qui. Voglia di affrontare i Reduci, invece. E allora servirà dare tutto, a differenza di ciò che forse è accaduto nella partita di giovedì scorso, dove il nervosismo e la frenesia (di tutti, nessuna strega) hanno prevalso sulla lucidità e il buon senso, dove la fretta e l'affanno hanno avuto la meglio sulla precisione e l'efficacia e dove anche la fortuna non ci ha aiutato, mentre -a modestissimo parere di chi scrive- si è appollaiata sulla traversa degli avversari e ha coperto di baci il portiere avversario, mettendoci anche un bel po', viste le dimensioni. Il mister si è preso una vacanza e il video non lo abbiamo ancora visto, ma si dice che il tasso di conversione in rete delle occasioni dei nostri avversari sia stato spaventoso. Il loro gioco è stato molto efficace, ma, fatte salve alcune occasioni in cui abbiamo offerto il fianco al contropiede, abbastanza monocorde, con il loro tostissimo attaccante cercato immancabilmente per l'operazione mi-appoggio-mi-giro-tiro-e-ti-do-un-dispiacere. Non molto diverse le nostre soluzioni, con Seba punto di riferimento costante ma un po' parco nei rifornimenti ai compagni in appoggio, così che il gioco di una difesa A.L.G. non impermeabile ma ben messa fisicamente e attenta è stato facilitato. Dove poi non arrivavano i difensori, la serata di grazia di Michelone Benji ha un po' rovinato la nostra.
Il mister continua ad essere in vacanza (ma tornerà questa sera, a differenza del Re Melone, che si continuerà a crogiolarsi alle nubi della Versilia settentrionale) e quindi l'onere delle convocazioni ricade su di me. Ma è un onore, fare l'appello per domani, altroché. E allora eccolo. Domani in campo scenderà un manipolo di eroi, troppo vicini alla pensione per lasciare via libera senza lottare ad avversari moooolto più giovani: ci sarà tra i pali the Wall, che non ha alcuna voglia di scrivere il pezzo finale della serie e quindi cercherà di avventarsi su ogni palla che dovesse malauguratamente sfuggire al filtro fatto in primis da Green Eyes Palu, amante dell'anticipo, veterano in seconda in questa stagione, dai, Palu, hai un compito importante domani, ti vogliamo come sai essere nelle tue sere migliori, se poi ogni tanto vorrai tirare il fiato ci penserà Humphrey Bogart a prendersi cura del cuore della nostra linea arretrata, con licenza di cercare fortuna e zompetti di gioia dalla parte opposta del campo. Se non bastasse, se ci volesse un rinforzino là dietro, ecco Sua Eleganza Ale a metterci chili e qualità; il suo colpo di fulmine per questa squadra è stato di quelli che non perdonano e ora è amore reciproco: forza Ale, facciamo durare questa storia. Il bimbo Rossi deratizza, deblattiza, depiccionizza o chissaché domani, ma suo fratello Lupin IV, onusto di anni, gloria e cicatrici ce la metterà tutta per dimostrare che la stagionatura non fa bene solo ai vini e a certi formaggi ma anche a chi sgroppa sulla fascia. Ci sarà Mister Butterfly, come sempre, a oliare i meccanismi, a cantare e portare la croce, fantasia, tecnica, corsa, colpi di tacco, inspiegabili testardaggini e manovre da brivido nelle retrovie, farfallina, serve tutto il repertorio domani. Se il Cavaliere Nero frusterà il destriero a sufficienza sarà anche lui della partita: sarebbe bello, sarebbe importante, perché in situazioni come questa, spesso lui ha dato il meglio e ha fatto la differenza. Saremmo persino disposti a sentire la sua irrazionale autoincensazione nel post-partita pur di averlo in campo a fare la sua parte. Là davanti poi brillerà nella purezza della classe assoluta poggiata su un polpaccio indegno il nostro Diamante. Lui ha un modo contenuto e discreto di esultare, ma si vede quanto gli piace segnare, specialmente i goal pesanti che fanno la differenza. Mi piacerebbe poterli raccontare venerdì. Forza Elitron, siamo maschi, mica troppo giovani, e amiamo il calcio. Domani sera abbiamo una grande occasione per giocare una partita straordinaria. Lo so, lo sapete che lo faremo. Dormite, svegliatevi, non pensate ad altro. E poi aprite gli occhi, lì a centrocampo, un piede sulla palla, il cuore che spinge in avanti. Un fischio.