Oggi bisogna parlare di calcio, la partita lo merita –prima c’è il Re Leone che arriva in ritardo e senza fretta, trascinandosi il borsone delle maglie, mentre i vetri della Golf di Palu si appannano e il Mister cerca di concentrarsi sulla partita e sulla formazione iniziale, i Muse che cantano, una amabile dissertazione sui benefici del caldo e del freddo sulla muscolatura nel pre-partita, la ragassa che si è messa via per l’inverno, prende i soldi e timbra, l’incertezza sulla meta delle vacanze post-natalizie del Mister (Nepal, Bolivia, Perù, Cuba le destinazioni di Seba, dopo c’è una trattoria con tre anziani che giocano a carte e mangiare non si può, a quest’ora, la macchina parcheggiata in modo da nascondere il cartello di divieto, due boccali da litro di birra, l’insalata scondita di Giangio, mentre sugli schermi della pizzeria passa il Grande Fratello, con tutta la sua tristezza da spettacolo malato, imbottito di tette (rifatte, secondo Palu), e personaggi sub-umani, una dissertazione secretata anche sulle tette, i condimenti sotto la mozzarella e una cameriera svogliata, che è stata in Inghilterra per un po’ e prima lavorava dallo Zio, le dimissioni respinte del Mister, la pioggia che scroscia sul ritorno a casa, mentre il Re Leone cerca con successo di assopirsi, lodando il calduccio e il picchiettare delle gocce sulla carrozzeria.
Calcio dunque: è una partita giocata con muscoli e cuore, soffrendo a tratti, ma sempre rialzandoci e spingendo, nella mischia, con Seba sugli scudi, a prender calci e difendere la palla senza perderla anche quando sembra impossibile passare nella foresta di mangrovie delle gambe avversarie.
Cominciamo bene: gli altri arrivano all’ultimo e partono abbastanza freddi; i primi cinque minuti li passiamo accampati nella loro metà campo, facendo girare la palla con calma e rapidità, sembra il preludio ad una grande partita, che infatti faremo, pur di fronte ad avversari esperti, fisici e abili, che ci faranno sudare parecchio e portar via un solo punto. Poi i Golden Boys mettono fuori la testa e arrivano al tiro in un paio di occasioni. La prima svolta arriva quando sulla sinistra un ragazzodorato stende il Mister in ripiegamento difensivo e da due passi spara dentro la palla del vantaggio. Non perdiamo la testa, non andiamo in affanno, giochiamo come sappiamo ed il goal del pari arriva proprio allo scadere su azione ben manovrata che lascia al Re Leone lo spazio per prendere la mira e fucilare in porta, battendo un fortissimo portiere, che poco prima aveva negato a Palu la gioia del goal di testa, su perfetto assist di Seba dal corner. I cambi si susseguono con ordine e non cambia la chimica della squadra, che pare un meccanismo davvero ben oliato. Il secondo tempo riparte sulla falsariga del primo, con grande equilibrio e la sensazione che sia una partita che può essere decisa da un episodio. Sensazione che diventa scomodissima quando su una sbavatura difensiva da poco un ragazzodorato è abile ad inventarsi un tiro non facile, che sbatte sulla spalla del portiere e scompare alla sua vista. Qui inizia una scena al rallentatore con tutta la Elitron a sbracciarsi e indicare il pallone urlando “è lì, è lì”. Il 23 è l’unico che non sa dove sia “lì” e si guarda intorno, per mettersi alla pari con i compagni. Eccolo, il maledetto, che ricade verso il palo opposto con una rotazione da garuffa, tocca il legno ed entra di dieci centimetri prima che ci arrivino i guanti. Un niente, un mezzo golletto, ma tanto basta, che le frazioni non esistono sul campo di battaglia. Di nuovo sotto e malamente. Giusto il tempo di un brivido per una valutazione sbagliata di un innocuo lancio verticale, battezzato fuori, che invece rimbalza sulla traversa e sulla schiena del portiere e per poco non fa il patatrac e poi via di nuovo, sempre tranquilli col coltello tra i denti, alla ricerca del pari. Time-out: scopriamo che mancano sette minuti, considerevolmente di più di ciò che ci aspettavamo. Ed eccolo il pari: arriva, su un tiro-cross ravvicinato di Seba, caparbio nel difendere la palla e trovare lo spazio, fortunato nel trovare la deviazione in porta di un giocatore avversario. I Golden sono carichi di falli, noi pensiamo di potercela fare, cominciamo forse a pensare al 3-2 dell’andata. L’arbitro ha un’improvvisa smania di protagonismo, che coniuga con una probabile scarsa simpatia per noi (anche i dorati si lamentano, però) e si inventa un’infrazione per cambio irregolare e un’ammonizione a Spaccaghiaccio per simulazione, che insieme ad una fischio che gli è partito dal nulla nel primo tempo colorano una direzione di gara un po’ lassista e avara di cartellini. Seba (ancora lui, giustamente capitano la prossima volta) si fa roncolare per la centesima volta e abbiamo l’opportunità del tiro libero. Spaccaghiaccio si sistema la palla con calma e spara una bordata. Respinta. Manca niente alla fine, siamo sul filo del rasoio, ma consapevoli che il pari può andare bene, come ha detto il Mister negli spogliatoi. Ancora fallo, ancora libero per noi. Questa volta, in un consolidato schema fallimentare provato nell’incontro con i Barzot, sulla palla ci va il Bimbo. Altra fucilata, il portieredorato fa un passo dalla parte sbagliata ma è molto bravo a ritrovare la rotta per smanacciare via anche questo tentativo. Una manciata di secondi e arriva il triplice fischio. Partita tosta, molto fisica, molto tesa. L’impressione è di aver avuto non solo muscoli ma anche molta testa e molto cuore, di non avere avuto mai paura per davvero. Alla fine abbiamo centrato uno dei due risultati buoni e con ottime probabilità resteremo primi almeno fino alla notte di venerdì, quando incontreremo di nuovo il Chorry e i suoi amici. Sarà il secondo episodio di una corsa entusiasmante, sarà la penultima partita del 2009, sarà, ancora una volta, una bella occasione per giocare con questa fantastica squadra.