lunedì 21 dicembre 2009

Grande nevicata... cena mancata.


Che tristezza... La cena sociale, le meravigliose leccornie del DS, le prelibatezze pugliesi di Tina, una montagna di ragù, il brindisi tintinnante: tutto sommerso dall'abbondante, temuta nevicata.
Ma darci per vinti non è il nostro forte, no? Non resta perciò che decidere un'altra data al più presto!
Propongo il 5 gennaio: chi c'è? Chi non c'è? Prestoooooo! Rispondete tutti!
Per chi avesse l'amaro in bocca per la cena mancata, provo ad allegare la foto dei biscotti "FC ELITRON" che Marta aveva preparato per voi... anche se temo che, anzichè addolcire, non faranno che amareggiare di più...

Il Presidente, con un mesto sorriso

Foto


Per non farci mancare nulla, abbiamo anche un posto per le foto. Sono qui. Quelle pubblicate le ha fatte Marta e sono relative alla partita con gli Amigos del Chorry.

domenica 20 dicembre 2009

CENA SOCIALE

Ecco come ci organizziamo per la cena sociale di lunedì 21/12/2009.
Prima cosa: la cena sarà in CASA COPPI, alias Re Leone, a partire dalle ore 20.
Per quanto riguarda chi porta cosa, tenete presente che il menù già prevede:
Stuzzichini del Ds e salame (di impala) del Re Leone
Pasta col ragù del Presidente
Salsiccia e patate alla Bogart
Mister’s Salad
Panettone con crema di mascarpone di Green Eyes

Chiunque desideri portare qualcos’altro da mangiare è ben accetto (magari lo dichiari qui per evitare sovraffollamento), ma la cosa più importante a questo punto è il COMPITO PER TUTTI: ognuno porti una bottiglia! Piena possibilmente. (Sono ammesse anche le bibite… ammesso che vi piacciano, beoni!)

Serviranno sedie: chi ne ha di pieghevoli lo faccia sapere qui così domani sappiamo su chi possiamo contare.

A domani!

sabato 19 dicembre 2009

Elitron-Barzot United: 3-3. Le pagelle di Hum Phrey

Il Mister ha piagnucolato per tutta la cena nel caldo-gelo della sala all'aperto dallo zio. Alla fine mi ha preso per sfinimento. Ecco le mie pagelle, per il resoconto della partita conto sul DS.

Butterfly: 7. Ottima gara, da vero capitano. La sua richiesta di timeout a metà del primo tempo ha cambiato la partita: "E' una gara fisica, bisogna pestare, stargli addosso, spingere!". I ragazzi intelligenti della Elitron l'ascoltano e tutta la fase difensiva se ne giova. In partita Butterfly corre più di tutti, non perde mai un pallone ed è spesso fondamentale in difesa. Splendido il suo sinistro del 3 a 2. Mezzo voto in meno per il consueto tacco a smarcare sontuosamente l’avversario ma anche e soprattutto per l'ira che scatena in tutti i suoi compagni quando, a 78 cm dalla linea di porta, tiene la palla per un'eternità con un attaccante barzotto alle spalle a cui sarebbe bastato sfiorarla con la cucitura della scarpa per fare 4 a 3. Haaaarghhhhh!!!!

(S)Prea: 6,5. Parte un po' spaesato e impreciso. I frequenti cambi con il Piccolo Principe forse non lo aiutano a trovare il ritmo della gara, ma nel secondo tempo dialoga meglio con i compagni e tutto l'attacco guadagna efficacia. Nel finale spreca un ottimo pallone del bimbo a pochi passi dalla porta. La sua voce da bordo campo vale il tifo dei chorry’s.

Piccolo Principe: 5,5. Si muove bene come al solito ma è spesso in affanno e in qualche occasione la precisione ne risente. Forse patisce più di (S)Prea la mancanza di regolarità sul campo. La sua intelligenza tattica e i perfetti movimenti saranno sicuramente preziosi alla prossima occasione.

Child: 7,5. Ancora fondamentale la sua prestazione. Corre, difende, ruba palloni, salta più in alto dell’attaccante più alto di lui. Devastante il 2 a 2 su tiro libero: missile nell’angolino alla destra del portiere. Sappiamo tutti che non è facile. Nel secondo tempo prende anche un palo e in un’altra occasione salta bene un difensore ma spara di poco a lato una palla che avrebbe potuto dare la vittoria a tutti noi e un 8 pieno a lui.

Green Eyes: 7,5. Stasera rende ancora omaggio alla sua leggendaria versatilità. In porta indossa i guanti appena benedetti dal nostro Papa portiere e non lo fa mai rimpiangere (nemmeno nell’occasione di un paio di appoggi agli avversari…). Completamente incolpevole nei tre gol. Un terzo portiere di stralusso. Mille grazie, occhi verdi.

Hum Phrey Bogart: 7.5. Rieccolo come lo volevamo. L'assenza dei "soliti" centrali lo costringe a schierarsi al centro della difesa, ruolo a lui non graditissimo perchè di poca corsa. La sua è una prestazione di livello nella quale emerge la sua finezza mentale, studia con attenzione i movimenti dell'attaccante avversario che in una sola occasione gli prende il tempo. E' una sicurezza e lì dietro lo si potrebbe pure lasciare da solo. Un grazie particolare del Mister per la sua abnegazione in campo, per l'impegno assolto delle pagelle e per la simpa tia sempre.

giovedì 17 dicembre 2009

Atletico Madrid

Questo film ha vinto un premio al festival della pubblicità di Cannes nel 2005. A mio avviso meritatamente.

Convocazioni vs Barzot United

...Molto bene, gli animi si scaldano, il sangue gira vorticoso andando a fornire la giusta spinta per affrontare questa nuova gara. Serve anche ossigeno però, nei polmoni e nel sangue stesso. Nervi tesi ma mente lucida, grinta ma serenità.
Chi la fa l'aspetti! Il Mister paga le sue ultime scelte al destino, questa volta gli assenti si chiamano: Dario, Fabio, Seba, Igor, Alessandro, Carlo e Silvio ai quali si potrebbe aggiungere anche Giovanni che non mi ha ancora dato certezza. Ci presentiamo in 6 contando Giò, speriamo in nessun imprevisto. Viva la rosa ampia.
Convocati:
1) Giovanni Lanzarotti
2) Gian Luca Rossi
3) Gabriele Strengacci
4) Stefano Palumbo
5) Alberto Rossi
6) Marco Prea
Ritrovo al campo ore 20,20, alla tamoil alle 19,50
Il Mister

mercoledì 16 dicembre 2009

Elitron-Amigos del Chorry 4-2

Mentre mi trastullavo all’hammam e mi perdevo nei souk di Marrakech i pareri e i racconti su questa partita hanno offerto punti di vista diversi. Ci metto il mio, di uomo coi guanti e la maglia diversa, per dire qualcosa di nuovo, che non sia già stato ottimamente descritto.

Che gran casino di una partita c’è un viavai continuo di gambe che si intrecciano la palla che rimbalza di qua e di là oppure sta ferma mentre ci ballano intorno cercando di uscire dalla gabbia dove li abbiamo rinchiusi guarda un po’ dove li stiamo schiacciando lassù lontani dalla nostra porta l’ultimo dei nostri è sul centrocampo fanno fatica e urlano in continuo qualunque cosa si debbano dire urlano e gridano anche quelli fuori a bordo campo metà di mille e l’arbitro anche lui va un po’ in confusione e sfarfalla cartellini random e urla ci mancava anche questa e poi falli a go-go falli pro e contro e a un certo punto il portierino giallo che sta dalla loro parte mette una barriera pazza con una voragine nel mezzo che secondo me Seba mentre caricava la mina aveva un punto di domanda stampato in faccia ma non si è fatto scrupoli e fuoco alla miccia e uno a zero per noi anche senza Alberto mi accorgo ora peccato che poco dopo Spaccaghiaccio si perda l’uomo e il Re Leone cerchi di andarselo a prendere dimenticandosi il suo che invece si ricorda benissimo perché è lì e appena vede un buco ci spara una cannella e io che sono il portiere giallo di media taglia dalla nostra parte ci provo a metterci una mano ma sento solo vento e non quel confortante botto che fanno le parate uno a uno e ancora falli falli falli fino al sesto nostro e tiro libero finalmente dentro macché è da rifare che qualcuno si è mosso anzitempo e attenzione che ammonisco soprattutto tu Yimmi col quattro che hai già un cartellino e Seba ci riprova ma sbaglia ma ancora è da rifare e Yimmi caro te lo avevo detto forse non l’hai capito che sei peruviano o di dove diavolo che la volta scorsa avevate scritto Argentina e questa volta avete una striscia rossa di traverso rossa come il cartellino che spunta per uno bravino degli amici di Chorry che va sulle tribune del Libertas mentre Seba questa volta fa il due a uno per davvero poco poco prima che il Re Leone si inventi la puntazza da lontano in controtempo e arrotondi il punteggio mandandolo in zona sicurezza una manciata di minuti ancora e siamo alla pausa e gli stiamo facendo il mazzo a Chorry e ai suoi amici e io ancora ho fatto poco e niente perché la difesa è una diga e va bene così che si ricomincia con un portierone giallo e nero dall’altra parte e noi a farci schiacciare indietro ma se non vedono l’invito scritto e la porta con lo zerbino benvenuti quelli mica tirano mai a parte sulla panza di Giangio largo come un palo con il cuore d’acciaio e il fiato da regalare ai bisognosi e palla indietro a me stavolta che ho trovato un sinistro che non sapevo nella prima metà e così ora mi esce un destro che non volevo e la palla finisce a un indio che ci mette anche i suoi bei secondi a capire che può sparare e spara sotto le gambe mannaggia a lui e a me che rischio di rovinare tutto ci resto male e mi fanno una foto culo a terra un po’ scornato ma dura poco perché ci pensa il mister a rimettere a posto i conti sul quattro a due che resterà scritto alla fine mentre Seba sbraita e si ingiallisce pure lui e io un paio di uscite riesco a farle per il morale forse più che per il risultato ma la più bella è una parata non difficile ma fatta con un movimento che parte male e sembra più complicata del vero e stavolta la sento bella piena su tutti e due i guanti e mentre atterro pesantone tutta la curva del Chorry manda un grido che sembra chissà cosa e poi lo rifa poco dopo non so più perché ma sono gli sgoccioli sono i tre fischi sono i tre punti oh yeah.
(Ma cosa ci fanno quei due lì ancora in panchina?)

martedì 15 dicembre 2009

Cena di Natale

Attenzione! Tutti i giocatori della FC Elitron, le loro mogli, fidanzate, fidanzati e amanti sono convocati per l'inconsueta cena di Natale. Due le date da scegliere: Lunedì 21/12 o Mercoledì 23/12. Segnate presenza e preferenza. Da decidere il luogo: casa del Re Leone e Sabira o quella di Humphrey Bogart e Presidente, chi si offre?

Molto rumore per nulla

In attesa dell'articolo del nostro giocoliere di parole italo-marocchino, faccio brevi considerazioni sulla partita di venerdì scorso.
Iniziamo dalla fine. Il presidente preferisce, in un sabato mattino pieno di cose da fare, dedicare tempo alle pagelle tanto richieste, regalandoci designi di parole nei quali l'immaginazione richiama il vivo ricordo di quella serata. A lei il titolo di pagellara da metter sul curriculum vitae.
Molto rumore per nulla si diceva, il calore dei peruviani (?) si sente forte, Chorry e i suoi amici si battono forti dell'incitazione dei suoi sostenitori, l'arbitro invece si confonde e sventola cartellini gialli come un bimbo gioca con l'aquilone in una giornata di vento. La FC Elitron resta invece fredda e insensibile alle volute pressioni del pubblico e con esperienza e determinazione porta a casa il big-match della terza di ritorno. I ragazzi nero vestiti corrono e corrono, pressano come mai l'anno scorso hanno fatto, mostrando una tattica e un'intrerpretazione della partita efficace. La partita sembra giocarsi su equilibri precari, e romperli potrebbe essere rischioso. Sebbene il comportamento in campo di chi ha giocato sia stato davvero ottimo (e trovare un migliore non è per me così facile), ciò di cui voglio parlare questa sera è di chi invece è stato fermato in panchina. Durante una convocazione dell'anno scorso dissi che la presenza non significa per forza giocare, dissi che sarebbe potuto anche succedere di avere partite senza sostituzioni. Prendere o lasciare. L'altra sera questo è accaduto, e non per il valore tecnico o l'attaccamento alla squadra dei due pronti ad entrare ma perchè la mia lettura della partita è stata quella suddetta. Nel discorso prepartita mi sono sentito in dovere di ringraziare tutti voi per avermi sempre aiutato, nell'aver sempre accettato le mie scelte. Dopo la partita ho dato ancor più valore a questo pensiero. Sebbene non giocare sia una cosa veramente scocciante, ed io lo so bene perchè l'ho provato più volte, voglio ringraziare Fabio e Stefano per il loro atteggiamento di rispetto di quella mia decisione. Più spensierato il secondo, comunque artefice fino ad oggi di prestazioni sempre al di sopra della media dell'anno scorso, più cupo il primo al quale io avrei maggiormente assomigliato nella stessa situazione. "Incazzarsi ci sta" diceva il Re leone, un altro che nella sua carriera calcistica ha provato quella sensazione, è parte del calcio e guai se non ci fosse ed io non potrei che essere della stessa opinione. Credo doveroso dire a voi due che mi dispiace molto ma che in quel momento la partita l'ho interpretata in quel modo. Sono sicuro che quando metterete piede in campo la prossima volta avrete una gran voglia di dimostrarmi che non capisco niente. Questo è ciò che mi aspetto, questo è ciò che voglio.
A due colonne della FC Elitron di ieri, di oggi e di domani...
Il Mister

lunedì 14 dicembre 2009

Risultati

Settimana fortunata per noi. Barzot United impattano con i Bad Boys e soprattutto i Golden Boys crollano contro gli imprevedibili con un 2 a 0 che ha più il sapore del calcio a 11 che di quella a 5. A voi i risultati ...

sabato 12 dicembre 2009

Pagelle vs Amigos del Chorry

L'ho visto: vola. Il Mister è una farfalla, ci sono momenti in cui non tocca terra, la sfiora per una frazione di secondo con quel suo piedino e poi è di nuovo in aria. "Una coca e una piedina", ordina un piccoletto (da che pulpito) sudamericano alla ragassa, io e Marta ridiamo, lui arrossisce e, alla domanda "Siete Amigos del Chorry?", risponde alla lettera dicendoci non di che squadra è ma di chi è amico. Il Chorry esiste, in carne ed ossa, di amigos ne ha una valanga e nessuno sta zitto. "Punisco chi parla" è l'uscita migliore dell'arbitro, uno che non ha capito che partita ha davanti, o forse noi non capiamo lui e i suoi infiniti problemi, e per questo è risentito. Non si risentono, o forse un poco sì, Stefano e Fabio mentre i minuti scorrono e nessuno dei compagni in campo, pare, ha il fiato corto. Qualche giorno prima, Child, parlando con un suo amico, child pure lui, a proposito di suo fratello Humphrey, aveva detto che "corre come un ventenne". Che non c'è annotazione migliore per farti sentire quarantenne di colpo. Il fiato corto ieri Humphrey non ce l'ha veramente, ma tre ore dopo ha ancora il disegno di una pallonata stampato sulla pancia. Spaccaghiaccio spacca diavoli di pallonate addosso ai Chorry, che già si agitano e dimenano e imprecano, e con quel hijo de puta in campo hai voglia a star tranquillo, con la doppia elle peruviana. Ma tranquilli bisogna star di fronte a quell'agitazione che, dicono tutti alla fine, è un niente. E questa è la chiave di lettura che manca al qui presente Presidente, la quale invece credeva che gli Amigos dessero un gran da fare ai suoi amigos, e le pagelle non sono più come le aveva pensate durante la partita. In quest'ottica il passo sereno e saldo del Re Leone vale già qualche punto in più... Un pezzetto di punto in meno si becca il Muro, ma solo perchè il Presidente tollera gli errori, ma non gli abbacchiamenti. Vi sorrido, la partita mi è piaciuta da morire.

The Wall: 6/7
Butterfly: 8
Re Leone: 7,5
Spaccaghiaccio: 7,5
Humphrey Bogart: 8

Piccolo Principe: piacere di conoscerti

Il Presidente. Vale

mercoledì 9 dicembre 2009

Convocazioni vs Amigos del Chorry

Dopo una lunga pausa senza calcio giunge ora il momento di mettere da parte la penna del poeta e indossare gli scarpini del calciatore. Scrivere nuove poesie adesso tocca a noi, non però solo con la grazia e la finezza ma anche con la determinazione che lo sport richiede. I nostri avversari parlano e giocano una lingua diversa, lo scontro al vertice è sfida anche culturale, diversità di palleggio, modi diversi di affrontare tatticamente la gara. Chi l'avrà vinta lo sapremo solo al termine della partita. Certo è che questa volta possiamo giocare per un solo risultato, come piace tanto a noi, sapendo anche però che il 13 a 3 dell'andata è solo utile agli almanacchi.

Convocati:
1) The Wall (p)
2) Buffalo Bill (j)

3) Humphrey bogart
4) Il Re Leone
5) Butterfly
6) Green Eyes

7) Child
8) Spaccaghiaccio (c)

Spero di non essermi confuso col capitano

Ricordo a tutti che la partita si giocherà venerdì alle ore 22.
Ritrovo al campo alle 21.20 e per chi vuole alle 20.50 alla tamoil

Il Mister

giovedì 3 dicembre 2009

Big News

Da questa sera, per dieci sere consecutive, il calcio incontrerà la poesia. Un regalo del Presidente (allora non ancora in carica) per il 36° compleanno del Mister che parla di calcio ma soprattutto di calciatori, da stasera pubblicato sul blog. Non solo, altre sorprese pronte per voi...

mercoledì 2 dicembre 2009

Lotte di classe - Lettera aperta al Presidente

Così, dopo l'enorme sfida di lunedì sera che ha visto due grandi affrontarsi a viso aperto e lottare con classe, questa sera c'è stata la solita tavola rotonda col Presidente. Diversi gli argomenti all'ordine del giorno. Un'altra lotta di classe, ma stavolta intendendo parlare di poteri a confronto. "Allora questo lo cediamo perchè è vecchio e al suo posto prendiamo Raul Bova che ha gli occhi verdi" dice Lei, "ma no Presi non confondiamoci" rispondo io. "Le maglie nuove le vorrei un pochino più sciancrate e magari uno spacchetto più evidente sui pantaloncini sarebbe opportuno" dice Lei, "ma si Presi, potremmo indurre meno al contatto gli avversari così", ecc ecc.
Questo è lo scenario che potrebbe ipotizzare il Vernacoliere giocando con facile ironia sulla distanza che c'è tra la donna ed il calcio. Niente affatto, e sia chiaro, quello che avviene invece dalle nostre parti. Il Presidente conosce bene ciò che c'è da sapere sul calcio e sulle motivazioni giuste, come ha sempre dimostrato. Conosce bene infatti chi è Walter Zenga, conosce il da farsi nelle situazioni di difficoltà di qualcuno dei suoi giocatori. Si diceva che per vincere quella gara sarebbe servito il colpo di genio. Poi ci ho ripensato e a quel punto mi sono arrabbiato. E si, perchè quando ci vuole ci vuole, e le cose bisogna dirle che cavolo! Va bene rispettare i ruoli ma Presidente, l'altra sera non siamo andati oltre il pareggio perchè Lei non era con noi sul campo! Una volta alla settimana si gioca, il calendario è lì da settembre, cosa mi organizza una serata con Margot 2 (la moglie di Lupin IV) e Sarabi (la moglie del Re Leone) proprio quella sera? Sono così sceso dalla montagnetta del Santo Siro con una tavola in mano e gliel'ho consegnata, sopra c'erano scritti 4 comandamenti per avere una vita felice, in ordine di importanza decrescente.
Leggo:
1) Il calcio
2) La famiglia
3) Gli amici
4) ...la quarta non si legge bene
Caro Presidente, la prossima volta che giochiamo...stia un pò anche con noi, se ci pensa bene su quel campo ci sono quasi tutti quei comandamenti...
Il Mister

martedì 1 dicembre 2009

Pagelle vs Golden Boys

Speculari. L'impressione è che tra noi e loro possa finire sempre pari e trovare la zampata vincente è ora merito dell' attaccante e ora del portiere. Il nostro attaccante, il loro attaccante, il nostro portiere, il loro portiere. La palla deve essere spinta dentro non solo coi piedi ma anche con la fantasia, la forza e soprattutto l'ingegno. La palla deve essere presa con i riflessi, l'elasticità, e coi colpi di reni. La virtù mentale diventa quell'unico piccolo peso che può spostare la bilancia da una parte o dall'altra, visto che le caratteristiche tecniche e fisiche delle rispettive squadre si annullano. La variabile arbitro è calcolata per chi conosce il calcio e che alla fine siano scontente, molto scontente, entrambe le squadre è ancora un pareggio. Certo una frase celebre dice: "Ognuno ha la propria opinione ma io ho ragione"...per cui abbiam più motivi per lamentarci noi (percui perchè la frase è mia). Voglio dire, è scritto nero su bianco dell'Excel l'uno a zero sporco di scorrettezza, è scritto giallo sul nero di uno Spaccaghiaccio flagellato e beffato. "Il vincente trova sempre la strada, il perdente trova sempre la scusa" si diceva tempo fa. Allora si va alla ricerca del miglioramento, sempre mettendosi in discussione. Il primo che lo fa è Butterfly a cui non riesce quell'opportuna scissione col Mister e che si ritrova in campo non consapevole di esserci. La soluzione è presto fatta: Walter Zenga, smessi gli impegni siciliani e con una sicura casa a Milano potrebbe essere lui il nuovo Mister propone il Mister! Ma i commensali del terzo tempo non brillano certo d'iniziativa e le contromisure fino a quel punto si limitarono all'invettiva...cambiando discorso voltano lo sguardo a Butterfly e al Mister a quanto pare definitivamente uniti per la testa. Due pizze la prossima volta per me, nè grandi nè super...le voglio anormali!
Ma bando alle ciance, c'è da essere soddisfatti! D'oro per noi è questo pareggio che ci pone nell'ottica di essere in vantaggio, visto che abbiam mantenuto le distanze, d'oro è questo pareggio per la forza mentale di non smettere mai di crederci.
Pagelle:
23) The Wall: 7-; Si presenta al campo con un filo di voce ma la tira fuori al momento giusto. Non ha colpe sui gol semmai un pò di sfortuna per una palla strumpazzante. Battezza fuori un tiro che finisce invece su un palo
4) Green Eyes: 7; E' veramente notevole il miglioramento di questo ragazzo dall'anno scorso ad oggi. Sempre concentrato e presente, è diventato una sicurezza.
5) Il Re Leone: 7-; Avversario davvero ostico quello targato 9 dei Golden Boys; la battaglia tra i due è avvincente e di livello. Ha sempre la meglio il nostro, tranne in un occasione e i Golden segnano
7) Child: 7; Gran corsa e solita gran forma fisica. Polipo a centrocampo è catalizzatore di tutte le nostre azioni. Meno brillante del solito nella conclusione
18) Butterfly: 6 pur vittima di schizofrenia e tendenzialmente dimissionario, fa la sua onesta figura, con il solito contributo di fantasia e dribbling. L'impegno mentale nel preparare e dirigere la partita sottrae un po' di zuccheri e inventiva alle zampe. Ma se il risultato è questo, bene così
10) Humphrey Bogart: 6.5; Lotta e combatte come si deve, entrare in partita non è semplice, spezzare il fiato richiede tempo. Nel secondo tempo è più costante che nel primo.
9) Spaccaghiaccio: 7.5; parlo di uno che si prende 12 falli contro, nasconde la palla all'avversario che si irrita. Tiene palla e permette alla squadra di salire e rifiatare. Capitano

Elitron-Golden Boys 2-2

Oggi bisogna parlare di calcio, la partita lo merita –prima c’è il Re Leone che arriva in ritardo e senza fretta, trascinandosi il borsone delle maglie, mentre i vetri della Golf di Palu si appannano e il Mister cerca di concentrarsi sulla partita e sulla formazione iniziale, i Muse che cantano, una amabile dissertazione sui benefici del caldo e del freddo sulla muscolatura nel pre-partita, la ragassa che si è messa via per l’inverno, prende i soldi e timbra, l’incertezza sulla meta delle vacanze post-natalizie del Mister (Nepal, Bolivia, Perù, Cuba le destinazioni di Seba, dopo c’è una trattoria con tre anziani che giocano a carte e mangiare non si può, a quest’ora, la macchina parcheggiata in modo da nascondere il cartello di divieto, due boccali da litro di birra, l’insalata scondita di Giangio, mentre sugli schermi della pizzeria passa il Grande Fratello, con tutta la sua tristezza da spettacolo malato, imbottito di tette (rifatte, secondo Palu), e personaggi sub-umani, una dissertazione secretata anche sulle tette, i condimenti sotto la mozzarella e una cameriera svogliata, che è stata in Inghilterra per un po’ e prima lavorava dallo Zio, le dimissioni respinte del Mister, la pioggia che scroscia sul ritorno a casa, mentre il Re Leone cerca con successo di assopirsi, lodando il calduccio e il picchiettare delle gocce sulla carrozzeria.
Calcio dunque: è una partita giocata con muscoli e cuore, soffrendo a tratti, ma sempre rialzandoci e spingendo, nella mischia, con Seba sugli scudi, a prender calci e difendere la palla senza perderla anche quando sembra impossibile passare nella foresta di mangrovie delle gambe avversarie.
Cominciamo bene: gli altri arrivano all’ultimo e partono abbastanza freddi; i primi cinque minuti li passiamo accampati nella loro metà campo, facendo girare la palla con calma e rapidità, sembra il preludio ad una grande partita, che infatti faremo, pur di fronte ad avversari esperti, fisici e abili, che ci faranno sudare parecchio e portar via un solo punto. Poi i Golden Boys mettono fuori la testa e arrivano al tiro in un paio di occasioni. La prima svolta arriva quando sulla sinistra un ragazzodorato stende il Mister in ripiegamento difensivo e da due passi spara dentro la palla del vantaggio. Non perdiamo la testa, non andiamo in affanno, giochiamo come sappiamo ed il goal del pari arriva proprio allo scadere su azione ben manovrata che lascia al Re Leone lo spazio per prendere la mira e fucilare in porta, battendo un fortissimo portiere, che poco prima aveva negato a Palu la gioia del goal di testa, su perfetto assist di Seba dal corner. I cambi si susseguono con ordine e non cambia la chimica della squadra, che pare un meccanismo davvero ben oliato. Il secondo tempo riparte sulla falsariga del primo, con grande equilibrio e la sensazione che sia una partita che può essere decisa da un episodio. Sensazione che diventa scomodissima quando su una sbavatura difensiva da poco un ragazzodorato è abile ad inventarsi un tiro non facile, che sbatte sulla spalla del portiere e scompare alla sua vista. Qui inizia una scena al rallentatore con tutta la Elitron a sbracciarsi e indicare il pallone urlando “è lì, è lì”. Il 23 è l’unico che non sa dove sia “lì” e si guarda intorno, per mettersi alla pari con i compagni. Eccolo, il maledetto, che ricade verso il palo opposto con una rotazione da garuffa, tocca il legno ed entra di dieci centimetri prima che ci arrivino i guanti. Un niente, un mezzo golletto, ma tanto basta, che le frazioni non esistono sul campo di battaglia. Di nuovo sotto e malamente. Giusto il tempo di un brivido per una valutazione sbagliata di un innocuo lancio verticale, battezzato fuori, che invece rimbalza sulla traversa e sulla schiena del portiere e per poco non fa il patatrac e poi via di nuovo, sempre tranquilli col coltello tra i denti, alla ricerca del pari. Time-out: scopriamo che mancano sette minuti, considerevolmente di più di ciò che ci aspettavamo. Ed eccolo il pari: arriva, su un tiro-cross ravvicinato di Seba, caparbio nel difendere la palla e trovare lo spazio, fortunato nel trovare la deviazione in porta di un giocatore avversario. I Golden sono carichi di falli, noi pensiamo di potercela fare, cominciamo forse a pensare al 3-2 dell’andata. L’arbitro ha un’improvvisa smania di protagonismo, che coniuga con una probabile scarsa simpatia per noi (anche i dorati si lamentano, però) e si inventa un’infrazione per cambio irregolare e un’ammonizione a Spaccaghiaccio per simulazione, che insieme ad una fischio che gli è partito dal nulla nel primo tempo colorano una direzione di gara un po’ lassista e avara di cartellini. Seba (ancora lui, giustamente capitano la prossima volta) si fa roncolare per la centesima volta e abbiamo l’opportunità del tiro libero. Spaccaghiaccio si sistema la palla con calma e spara una bordata. Respinta. Manca niente alla fine, siamo sul filo del rasoio, ma consapevoli che il pari può andare bene, come ha detto il Mister negli spogliatoi. Ancora fallo, ancora libero per noi. Questa volta, in un consolidato schema fallimentare provato nell’incontro con i Barzot, sulla palla ci va il Bimbo. Altra fucilata, il portieredorato fa un passo dalla parte sbagliata ma è molto bravo a ritrovare la rotta per smanacciare via anche questo tentativo. Una manciata di secondi e arriva il triplice fischio. Partita tosta, molto fisica, molto tesa. L’impressione è di aver avuto non solo muscoli ma anche molta testa e molto cuore, di non avere avuto mai paura per davvero. Alla fine abbiamo centrato uno dei due risultati buoni e con ottime probabilità resteremo primi almeno fino alla notte di venerdì, quando incontreremo di nuovo il Chorry e i suoi amici. Sarà il secondo episodio di una corsa entusiasmante, sarà la penultima partita del 2009, sarà, ancora una volta, una bella occasione per giocare con questa fantastica squadra.

Anteprima

In esclusiva, per chi non c'era, siamo in grado di mostrare una breve clip di uno dei momenti chiave dell'incontro di ieri sera.

lunedì 30 novembre 2009

Elitron-Praja 6-0

Nicola il cameriere è nato in Germania, anche se parla con l’accento siciliano. La sua famiglia aveva un capannone di quarantamila metri quadri dove demolivano le auto e ne rivendevano i pezzi, accumulati su scaffali danteschi, poi la legge è cambiata e per metterlo a norma anti-inquinamento ci sarebbero voluti troppi soldi e così hanno chiuso, tutti a casa, e lui è venuto in Italia. A Stoccarda aveva quindici operai sotto di sé e manovrava macchine gigantesche. Io dallo sfasciacarrozze ci sono stato solo una volta, in cerca di pezzi per la Vespa che mi avevano saccheggiato una notte, ed è veramente come nei film, con l’odore di benzina, pozze di olio per terra, loschi figuri, macchinari infernali, carcasse arrugginite e cani cenciosi che ti ringhiano contro a denti scoperti da dietro il cancello. Ma a lui piaceva: gli piaceva schiacciare le macchine sotto la pressa, spostare rottami di ferro e scherzare con i suoi uomini, tra i liquami inquinanti che saranno il destino mortale dell’azienda di famiglia. Ora fa due turni massacranti come cameriere, centinaia e centinaia di coperti, e ci intrattiene con uno show sul Sorbicaffè della Bindi, a lui sconosciuto. Sua moglie viene dalla Transilvania, è psicologa, ma qui assiste una persona anziana ed è un passo avanti, dopo aver servito anche lei ai tavoli nel Fort Apache del Vivà a mezzogiorno.
Questa è una storia. Ce la racconta Nicola, condendola di “compare” ad ogni svolta e c’è un po’ di nostalgia nelle sue parole, insieme all’enfasi che rima con l’ottimismo a tutti i costi di chi ne ha viste parecchie, nella vita.
La partita con i Praja di storia invece ne ha poca.
C’è un giochino che gira tra la gente del marketing, che dice che se li descrivi con le variabili sociodemografiche il principe Carlo e Ozzy Osbourne sono molto simili. Così, se ci si ferma ai dati oggettivi, misurabili, la vittoria con i Bad Boys e quella con Praja si assomigliano parecchio. Punteggi da tennis, porta inviolata, tre punti in carniere. Ma le sensazioni sono molto diverse. La settimana scorsa c’era euforia, soddisfazione per una partita giocata con una formazione connotata dal turnover e vinta in grande scioltezza, con belle sorprese, tipo il Poker di Marco l’ombroso. C’era il sollievo di aver fatto bene quello che la volta prima era riuscito a stento. Questa volta mezzo pensiero era già oltre il weekend e avremmo voluto avere segnali più confortanti, conferme più decise, al di là di ciò che resta scritto sulla carta e delle sue conseguenze pratiche, al di là del rassicurante rientro del Re Leone. Il calendario delle prossime tre giornate parla chiaro: ci giochiamo quasi tutto nei prossimi centoventi minuti. Con singolare coincidenza chiuderemo l’anno con questi tre incontri, che sulla carta potrebbero dirci se davvero centreremo quell’obiettivo di cui abbiamo parlato tanto ma scritto ancora pochissimo. Dunque venerdì avremmo voluto la goleada, avremmo sognato di giocare in scioltezza totale, con tocchi di prima, come chiesto dal Mister e con risultati spettacolari. Invece no. Invece la sensazione alla fine è di non essere riusciti a fare ciò che potevamo fare, di non esserci espressi al meglio, preferendo le verticalizzazioni fameliche all’impostazione lucida e al ragionamento che ci saranno necessari nei turni a venire. Abbiamo mangiato, ma ci è rimasto un po’ di appetito; abbiamo vinto, ma ci rimane un dubbio. Son cose di lusso rispetto allo scorso anno, ma vedere Ale a bordo campo per dieci minuti, in una sera in cui deve ancora finire di lavorare la dice lunga sullo spirito Elitron di quest’anno: le mezze misure non ci piacciono già più. D’altra parte, quando t’innamori di un grande sogno non vorresti mollarlo mai.

domenica 29 novembre 2009

Convocazioni vs Golden Boys

Ohi ohi, stavolta è proprio dura dover scegliere chi avere in campo, anche per la quasi totale disponibilità di tutti. Vi assicuro che passerei volentieri la palla, anche se di tacco, a qualcun altro. Per la seconda volta di seguito le convocazioni vengono dopo aver visto una partita in cui ha dominato chi ha corso di più, chi ci ha creduto di più, chi è stato meglio in campo. In attesa di avere prima o poi tutti allo stesso livello, la strada è lunga e c'è tempo per tutti, ho scelto in questo modo per la partita che è una delle più impegnative del girone. Spero che nessuno degli esclusi ce l'abbia per questo.

Convocati:

1) The Wall (p)
2) Buffalo Bill (j)

3) Il Re leone
4) Humphrey Bogart
5) Butterfly
6) Green Eyes

7) Child
8) Spaccaghiaccio

Mi auguro che il presidente possa essere dei nostri e possibilmente anche il direttore sportivo.

Ritrovo al campo alle ore 20.20 puntuali. Per chi vuole alle 19,50 alla Tamoil

venerdì 27 novembre 2009

Pagelle vs Praja

Ubi maior (o major) minor cessat. Tradotto letteralmente secondo wikipedia: Laddove ciò che è superiore c'è, quel che è inferiore cessa. Questo è il diktat che viene pronunciato negli spogliatoi. Corsa e strapotere da mettere in campo, questa è l'attesa. La bellezza del calcio è però che ciò che conta non è solo il potenziale ma spesso a farla da padrona è la contingenza, insieme all'umore, alla forma e all'interpretazione. Davanti a noi una giovane squadra che non merita l'ottavo e ultimo posto, corsa e pressing dalla loro, una certa mancanza di tattica che invece devono ancora trovare. Ma proprio la loro confusione non viene messa a bada da noi fratelli maggiori. La partita, spesso caotica, non viene tuttavia mai messa in discussione. 6 a 0 e un altro set a noi. Una partita non al massimo livello è per i nostri egoisti ed ambiziosi caratteri la medicina migliore per affrontare la prossima, e fondamentale, partita.

Pagelle:

23) The Wall: 6.5; Importanti molte delle sue uscite al limite dell'aria che spezzano qualsiasi velleità avversarie. Non subisce gol da almeno 100 minuti ed è forse record. Da migliorare qualche rilancio, bene coi piedi.

4) Green Eyes: 6+; La sua posizione migliore è quella di centrale difensivo ma per la disponibilità del Re Leone viene schierato sulla destra. Spesso il vuoto su quella fascia tende a risucchiarlo ma nel complesso riesce a mantenere la giusta collocazione.

5) Il Re Leone: 7,5; Frega il Mister che lo crede da recuperare mostrando una prestazione all'altezza dei suoi standard. Un mese di stop gli ha fatto un baffo. Speriamo che domattina non ne risenta.

6) Buffalo Bill: 6; Prestazione di impegno e di presenza. Aveva chiesto il cappello con i sonagli ma la squadra non glielo ha fornito per tempo. Porta allegria negli spogliatoi. Nel post partita non rilascia dichiarazioni.

7) Il Piccolo Principe: 6+; Un recupero di forma inaspettato. Miglioramento esponenziale. Sente e vive la partita al di sopra di tutti. Questo lo porta spesso più a correre che a capire dove correre, iter da cui tutti noi siamo passati. Suo il sesto e meraviglioso tiro gol, nato da un'azione corale notevole.

9) Spaccaghiaccio: 6; Al di sotto delle sue potenzialità. Lascia salire senza marcarlo almeno un paio di volte il difensore, cerca di giocarla molto di più coi compagni. L'impressione è che non siano queste le partite in cui si può esaltare. Lo aspettiamo con curiosità per la prossima.

10) Child: 7,5; Capitano inesauribile, movimenti morbidi e vigorosi al tempo stesso, da lui non si passa, con lui si va segnare. Forza allo stato puro.

18) Butterfly: 6+; Si vede poco, perché saggiamente gioca poco, preservando la gambetta bizzosa per le partite decisive. Quando c'è aggiunge velocità e fantasia alla manovra offensiva. Un meno al voto naturale per l'eccessivo ricorso al colpo di tacco nei primissimi minuti in cui sta in campo.

xxx) Sua Eleganza: 10; Non gioca ma si presenta al campo solo a metà del secondo tempo per vedere la sua squadra. Al termine saluta tutti, senza nanche fermarsi per cena, per tornare a casa. Attaccamento che fa piacere.


Il Mister

martedì 24 novembre 2009

Convocazioni vs Praja

Scocca la mezzanotte e come promesso ecco le convocazioni. La partita sembra ancora lontana ma in realtà è solo domani. Tra un mese sarà già Natale e Milano si prepara all'evento, abbellendosi e colorandosi di luci, scaldando le castagne per le strade e abbassando la temperatura. Il calore dentro di noi si accende invece, pronti per una nuova sfida, pronti a volersi imporre con forza.
Anche noi tra poco saremo più belli, ancor di più. Le maglie sembrano ora in mano a qualcuno di valido.
Domenica sera Zacca valutava che arrivare primi vorrebbe dire affrontare poi un girone ben duro. D'altra parte è anche inutile nasconderci e puntare in alto, il più possibile, è il nostro dovere. Con l'umiltà dei forti, di chi ha bene in testa la giusta concentazione e che conosce che ogni sfida, anche quella meno dura, deve essere propedeutica a quella successiva, così come le due ultime sfide ci hanno insegnato.
Tante le valutazioni da fare: rientri importanti, ritmi di gioco da sostenere, capacità di sistemarsi in campo da confermare, ecc...ma di tutto questo ne parleremo giovedì sera con:

1) The Wall (p)
2) Buffalo Bill (j) (che sta per jolly)

3) Butterfly
4) Child (c)
5) Green Eyes
6) Il Re Leone

7) Il Piccolo Principe
8) Spaccaghiaccio

Carichi ragazzi, carichi...


Il Mister

Elitron-Bad Boys 6-0

Cattivi ragazzi. Corrono come lepri ha detto Palu. Sono giovani. Corrono come giovani lepri. Noi siamo (meravigliosi) uomini di una certa esperienza. Le lepri corrono senza ragione, sfuriando con i muscoli elastici sul prato, sulla moquette, sotto il cielo e sotto il pallone di gomma nel freddo non troppo convinto di novembre. Cattivi ragazzi. Le cose che non sanno, le cose che devono ancora vedere. I dischi che abbiamo comprato certi pomeriggi di sabato, i libri che abbiamo letto. Dove fanno le vacanze? Si va ancora in Grecia sui traghetti puzzolenti e impregnati della guazza salata che vien su di notte? Quanto dura il loro tempo? Quando sei giovane sei immortale: i giorni sono infiniti, gli anni non ne parliamo. Sembra che niente debba mai finire. Smetti di essere giovane davvero quando cominci a pensare che i bei tempi andati, eh…, quelli sì che erano belli. Noi siamo (quasi tutti) uomini di una certa esperienza che guardano correre le lepri e si chiedono come sarà per loro considerare il duemilanove come “i bei tempi”. La maturità comincia con un disagio che ha a che vedere con il tempo, con la sensazione che improvvisamente le cose hanno un inizio e una fine che puoi prevedere. Quindi noi non corriamo a casaccio, perché certi tempi sono finiti, perché niente dura per sempre e se ci pensi bene smettere con tutto questo è una prospettiva con cui dovremo fare i conti sul serio. Noi giochiamo la partita perfetta. Chiusi, attenti, concentrati, ogni minuto è da spremere, perché dura sessanta fottuti secondi. Siamo vecchi, ma che spettacolo. Siamo vecchi ma sappiamo come fare. Siamo vecchi, ma giocheremo per sempre e la nostra soddisfazione la puoi tagliare a fette con un coltello da pizza, mentre aspettiamo la pizza. I dettagli tecnici non contano. Bravo Alberto, che è giovane ma sta al suo posto in una squadra seventies, bravo Prea che all’appuntamento importante non arriva solo puntuale, ma con un mazzo di quattro rose, bravo Palu, sempre più roccioso in mezzo alla difesa, bravo Giangio che attraversa il nordest per arrivare come niente fosse in Corvetto all’ora giusta e ne valeva la pena; bravi tutti gli altri che hanno fatto la loro parte con precisione e determinazione. Ma non è questo che conta. E’ piuttosto quella sensazione dopo, quell’euforia che ti sorpende addiruttura la mattina successiva. Quell’impressione che per quei quaranta minuti, con quei ragazzi di una volta che ti stavano vicino con la stessa maglia, il tempo si sia fermato. La felicità si costruisce nel tempo, ma anche in una partita, qualche volta.

giovedì 19 novembre 2009

Pagelle vs Bad Boys

Capolavoro: Opera eccelente; L'opera migliore di un autore o di un epoca.
Questo dice un vocabolario di italiano trovato qui su internet.

Ma se dovessi spiegare qual è il vero capolavoro di questa serata di novembre inoltrato direi che capolavoro è...

...quello di una squadra che scende in campo con la voglia di dimostrare che può fare più di quanto visto nell'ultima prestazione.
Capolavoro è il movimento corale, l'attenzione al passaggio, la precisione nello stare in campo, la scelta dei tempi di gioco. Capolavoro è quello di The Wall che in una serata priva di impegni spaventa gli avversari e incanta il pubblico con le sue uscite a voce alta, quella di Sua Eleganza che influenzato fino a ieri mette in campo tutto l'agonismo a disposizione, quella di H. Bogart che vuole e riesce a dimostrare che la costanza è fondamentale, quello di Child oramai lontano ricordo di Children, quello di Butterfly che rischia la gamba per far parte della festa, quello di Sprea (sembra questo il nomignolo) autore di 4 de 6 gol, quello di Buffalo Bill portiere a tempo perso e centrale quadrato come piace a tanti e di Green Eyes che onora la fascia da capitano con una prestazione ancora di rilievo. Peccato che oltre alle momentanee assenze del Piccolo Principe, di Spaccaghiaccio e del Cavaliere Nero siano mancati ancora il Re Leone, Diamante e di Lupin IV (rinominato ultimamente Costinha)...ragazzi, abbiam bisogno di voi, tornate in fretta.

Capolavoro è avere tra il pubblico e a cena non solo la fondamentale presenza del Presi (oramai la sua partecipazione al match è sinonimo di vittoria) ma anche della sua "nuova" segretaria o direttore sportivo (ancora da decidere) Marta Parlante (anche detta Collant...per la graziosa fascia color simil visone che portava in capo).

Capolavoro è disprezzare la "sòla" pizza a favore del raffinato filetto per rimanere con una gran fame a bussare nel pancino di Humphrey

Ma scusate Signori del calcio, il vero capolavoro di questa sera son le pagelle che Presi e Collant ci hanno offerto. Le pubblico così come me le hanno date, fantastiche:

Alberto: 9.5; muscoloso
Marco: 9; ombroso
Giovanni: 7.5; tenore
Gianluca: 7.5; fighetto
Palumbo: 7; cascamorto
Fabio: 6.5; misterioso
Gabriele: 6.5-7; grilletto
Alessandro: 6.5; riservato


Saluti a tutti e dormite tranquilli campioni d'inverno...

Il Mister

lunedì 16 novembre 2009

Elitron-Rivareno Team 4-2

Oltre ai gusti classici, tra le sue specialità originali, la gelateria Rivareno (Milano, Torino, Firenze, Venezia, Ferrara, Milano Marittima) annovera Leonardo, con pasta di pinoli e pinoli tostati, Contessa, crema di mandorla e nocciola con amaretti e mandorle caramellate, Dattero, con datteri egiziani dell’oasi di Siwa, San Luca, cioccolato bianco con riso soffiato croccante, Otello, cioccolato allo zabaione con torta Barozzi al cioccolato e caffè (se un giorno porti fuori la ragassa, fai il fico e proponile questo, spiegando che la torta Barozzi è un prodotto che nasce alla fine del 1800 a Vignola, come alcune ciliegie famose ed un prosciutto cotto particolare. Se pensi che questa argomentazione sia un po’ vecchia ed abbia scarso appeal per una fanciulla di quell’età, magari più impressionabile dalla suggestiva oasi di Siwa, dove c’è fin troppa acqua e si parla ancora la lingua berbera –chissà perché è sexy il concetto di “berbero” – non hai senso della realtà, amico: non ci sono meno probabilità di impressionarla con questa cosa che di portarla fuori tout-court). E tra le specialità c’è anche l’eccentrico Zafferano al sesamo, con sesamo caramellato e tostato o l’esotico Mango Heera, con mango indiano e yogurt bianco.
A Venezia Rivareno sta dietro campo Santa Maria Formosa, con la sua splendida chiesa, in un luogo dove non passavo mai, nemmeno nelle lunghe camminate al freddo dei finesettimana invernali, quando mi piaceva vagare senza meta per calli non frequentate dai turisti, vezzo che, insieme al passo veloce, ti fa sentire parte della città e non sgradito visitatore (“non xe turismo, xe un’invasiòn” si lamentava il vecchio pigiato dai giapponesi sul vaporetto numero 52).
Quanto gelato avranno dovuto mangiare gli avversari di giovedì scorso (esordienti, corretti, giovani) per farsi mettere sulle maglie lo sponsor della gelateria? E che saporino sgradevole avranno avvertito nel degustare le specialità Elitron direttamente dal produttore?
Tra le nostre specialità, Palu, rapido difensore con tatuaggi floreali e occhi smeraldo; Zacca, occhio pigro e piedi cresciuti all’ombra dei trulli; Seba, per chi ama il gusto un po’ stagionato dei goal risolutivi; Gio, porzione abbondante per palati semplici; Prea, gusto che non sempre c’è, ma si fa apprezzare, Giangio, nouvelle cuisine, ricetta in perfezionamento; Ibe, per gli amanti della cannella; Lele, con spezie che danno l’aroma che serve. Non facile mettere in una bella vaschetta tutti questi gusti e tirarne fuori un amalgama gradevole e vincente. E infatti per un po’ non ci si riesce e dopo essere andati sopra due volte (Zacca e Seba) e due volte esser stati raggiunti su palla inattiva, la fine del primo tempo col risultato in equilibrio ci provocava non pochi timori. Poi, dopo un avvio stentato della seconda frazione, si accende la luce, quando il Mister decide di rischiare la gamba (sua) per non rischiare la testa (della classifica). E così Seba s’inventa un'altra delle sue soluzioni-dal-cilindro e Palu mette la ciliegina candita sulla torta gelato con un’azione da manuale del calcio: anticipo, triangolo e chiusura a rete. Tanti auguri a te.
Non ci abbiamo capito molto, anche perché abbiamo sperimentato un numero spropositato di formazioni, così restano coriandoli di impressioni, che svolazzano e confondono un po’. Ma quando si posano, per terra c’è un disegno. Una montagna, pare, e un gruppetto di ragazzi in maglia nera proprio lì in cima. Hanno il fiatone e negli occhi l’ombra del pericolo scampato. Ma sono in vetta.


(nella foto, Leonardo)

Convocazioni vs Bad Boys

In attesa dell'atteso commento del nostro The Wall diramo le convocazioni per mercoledì.

Ritrovo come al solito alle 20.20 al campo e per chi vuole alle 19.50 alla tamoil

Convocati:

1) Lanzarotti Giovanni (p)
2) Iberini Fabio (p)

3) Palumbo Stefano (c)
4) Strengacci Gabriele (che se non gioca è meglio)
5) Rossi Gianluca (che arriverà all'ultimo secondo dalla trasferta di lavoro)
6) Stella Alessandro

7) Rossi Alberto
8) Principe Igor (se domattina, svegliandosi, non avrà la schiena bloccata)
9) Prea Marco

venerdì 13 novembre 2009

Pagelle vs Rivareno Team

Che bella e importante vittoria la nostra, soprattutto in una serata in cui non si brilla e non si offre all'avversario la giusta dimensione delle nostre potenzialità, soprattutto in una settimana in cui molte grandi cadono.
La FC Elitron si barcamena con fragile fretta, sintomo di una collocazione in campo che risulta per molti confusa e complicata. Da sottolineare che nonostante l'ampia rosa le scelte del Mister sono ridotte all'osso. Senza voler per questo togliere merito ai partecipanti ma solo per evidenziare dunque la fondamentale scelta estiva di aggiungere valore a ciò che già era.

Pagelle:

1) The Wall: 7+; Belle parate, chiamate che fanno tremare l'avversario e che danno sicurezza alla propria squadra. Nessun gol di cui aver debito. Sintesi perfetta dell'interpretazione di come uno deve stare tra i pali. Il voto più alto è riservato alla voce miracoli. Alla ricerca della perfezione

2) Buffalo Bill: 6-; Nel viaggio verso il match gli viene comunicato che deve scendere in campo con la casacca nera e non con quella rossa. Lotta e prende botte. Sbaglia un paio di palle in fase di impostazione e non riesce a portare la giusta calma nella difesa ma c'è da dire che questa è stata la sua prima partita e che è stata frastagliata da numerosi ingressi e uscite dal campo. Il suo attaccamento alla squadra commuove il Mister. Alla ricerca della santità

3) Il Cavaliere Nero: 5+; Sacrificato in difesa dal senso che il Mister vuole dare alla tattica, soffre i tagli dell'avversario di turno che per sua sfortuna è sempre il più mobile. Da lui ci si aspetta la capacità di impostare il gioco ma la squadra è sfilacciata e arraffona e lui non crea la differenza e l'ordine. Alla ricerca della geometria

4) Green Eyes: 7,5; Proprio non può sbagliare. Deve essere ed è la sua partita oggi che è più adulto. Temperamento, grinta, concentrazione e costanza. Grande, enorme miglioramento rispetto a quel ragazzo che era. Non paga da bere ma si prende cura delle maglie. Alla ricerca di un futuro sempre migliore

5) Huphrey Bogart: 5 ; Pregevole l'impegno e la voglia di migliorare la sua ultima prestazione. Dalla sua non ha certo la possibilità di giocare con continuità. L'interpretazione della gara è ciò che più gli manca ma conoscendo i suoi mezzi ciò dicui necessita è il tempo per poterci lavorare. Bene negli ultimi dieci minuti quando una squadra più quadrata gli permette di fare un ottimo lavoro. Alla ricerca della serenità

6) Butterfly: 7; Entra quando non può proprio farne a meno e dopo aver chiesto invano alcuni accorgimenti tattici, li mette in pratica perfettamente. Cambia volto alla squadra e alla partita: improvvisamente diventa quasi tutto facile. Il voto è la media tra quello che si merita per la sua eccellente prestazione come giocatore e quello che prenderebbe come Mister, per i continui cambiamenti di posizione che richiede a una squadra già abbastanza confuso di suo. Alla ricerca della guarigione e dei quaranta minuti

7) Marco Prea: 5,5; Sacrificato sulla destra, così come il Cavalire Nero, non riesce ad espimere il proprio potenziale tecnico. Il gioco del torneo, a differenza della partita tra amici, offre minori spazi e ritmi più alti dei quali si deve abituare. Nella parte finale viene schierato davanti, posizione nella quale si esprime meglio. Deve lottare tra gli avversari e ben si comporta. Non segue un importante azione imbastita da Buffalo Bill e Butterfly che gli offrono la possibilità del gol. Alla ricerca del nomignolo

8) Spaccaghiaccio: 6,5; Solito lavoro prezioso senza il quale la FCE sarebbe uscita probabilmente con un risultato meno prezioso. Fondamentale il suo gol che sposta gli equilibri. Un pochino al di sotto delle proprie possibilità, mal supportato da un team che non lo mette in condizione di giocare ed avere palloni buoni. Per la prima volta chiede il cambio. Alla ricerca della felicità

martedì 10 novembre 2009

Convocazioni Vs Rivareno Team

Conosco una squadra che l'anno scorso è arrivata settima nel primo girone. Era costituita da giocatori forti, e molto, esperti però più del calcio ad undici che di quello a cinque. Ma era alle prime uscite ed il tempo gli è stato necessario prima che trovasse il gioco, il senso, la quadratura, prima che facesse tremare squadre di vertice. Oggi di quella squadra si parla con timore già tra i cunicoli che portano agli spogliatoi e i team avversari la affrontano con altra concentrazione. La velocità e il ritmo del suo gioco, il grande ampliamento della rosa, il suo attacco pungente e fisico e la voracità dei suoi difensori hanno già fatto tramontare la leggenda per renderla realtà.
Giovedì questa squadra affronterà un nuovo e sconosciuto avversario che per la prima volta partecipa al torneo. Ci sarà da fidarsi del fatto che sono "solo" settimi.......?

Che la storia non abbia voglia di essere ciclica non ci scommetto, metterci del nostro sarà ancora la vera arma.

Il nostro inviato speciale descrive la Rivareno Team come una squadra giovanissima che corre come l'età le permette ma senza senso. Sono passate tre settimane da quando sono stati visionati, non vorrei che si fossero aggiustati.

La FC Elitron invece si appresta ad affrontare l'incontro con caratterristiche fisiche e tecniche diverse dal solito. A tutti quelli che prevedono una partita facile vorrei dire di stare casa


Ritrovo puntuale alle 20.20 al campo

Per chi vuole h 19.50 alla tamoil

Convocati: (che bel gruppo!)

1) Lanzarotti Giovanni (p)
2) Iberini Fabio (p)

3) Rossi Gianluca
4) Strengacci Gabriele (che probabilmente non farò giocare)
5) Palumbo Stefano (il festeggiato che pagherà da bere)
6) Scarascia Marco
7) Stella Alessandro

8) Alesci Sebastiano (c)
9) Prea Marco

lunedì 9 novembre 2009

grazie x auguri

e cmq giovedi sera offro da bere a tutti quelli che c sono,ammesso che c sia io.....

Classifica 5a giornata - Girone Bianco


La giornata si è chiusa con la prevedibile vittoria dei Barzot, che ci affiancano a 12 punti, ma restano in seconda posizione in virtù della nostra migliore differenza reti.

venerdì 6 novembre 2009

Elitron-Gli Imprevedibili 7-5

Le cose cambiano. Le vecchie foto ce lo dicono.
Le nostre facce hanno segni che non c’erano e quello che ci piace è diverso da un tempo. Una cosa a cui oggi non pensiamo più era così importante una volta. Cambiano le mode, le pettinature, le parole che usiamo spesso e poi dimentichiamo. A volte lentamente, impercettibilmente, goccia a goccia e te ne accorgi solo se quella persona la rivedi dopo anni, a volte rapidamente, come Camilla, che proprio oggi ha un mese ed è già così diversa dal giorno in cui abbiamo messo il fiocco qui sopra. Cambiano i vestiti, con le stagioni e la scollatura della ragassa a novembre è una citazione di sé stessa quando faceva caldo e anche lei aveva un pensiero che oggi non ha più.
Gregor Samsa va a dormire impiegato e si sveglia scarafaggio.
La Elitron va in vacanza (sparsi qua e là, al mare a far castelli e cercare di dormire, a scappare dai tori su un pezzo di scoglio o nel nord Europa a pedalare) che crede di essere una squadra spompa ma rocciosa, votata alla difesa, capace di costruire dighe davanti alla porta e rendere la vita dura agli avversari affamati di goal e torna in campo che non è più la stessa, che con un paio di innesti importanti ha stravolto la visione del gioco, ha scoperto di saper correre e alla filosofia del primo-non-prenderle preferisce l’atteggiamento zemaniano del farne-uno-di-più. Così capita di prendere tre goal in contropiede in una partita in cui siamo costantemente in vantaggio.
Questo incontro è un ultimo strappetto prima di un tratto che possiamo sperare sia in leggera discesa (così dice la classifica dopo quattro giornate, ma non bisogna perdere umiltà e concentrazione, meglio cominciare a dirselo da oggi). Il nome degli avversari deve destare sospetti, anche perché ce li ricordiamo giovani, tonici e ben messi da qualche partita sbirciata lo scorso anno; mettici insieme una formazione più che rimaneggiata, anche per forfait dell’ultimo minuto –che bella cosa però la rosa ampia e di qualità– ed ecco che si arriva al campo con la tensione giusta.
Il Mister fa auguri personalizzati prima di uscire dallo spogliatoio (se il vino si fa in vigna, si comincia a metter via i tre punti sulle panche di plastica, ascoltando e concentrandosi).
Palu, bravo, continua, stasera il timone della difesa è nelle tue mani, Ale, via le mani dalla schiena, Seba, fai quello che sai (tanto lo fai lo stesso, meglio far finta di suggerirtelo), Zacca, ci sei piaciuto, sei stato via un po’, devi confermarti, Igor, hai poca benzina, usala per una strada che valga la pena, portiere, goditela. Chissà cosa si è detto Mr. Butterfly prima di uscire dallo stanzino. E poi via, va in onda la Elitron 2.0, mostruosa nei primi dieci minuti, opportunista ad aprire le marcature con un colpo di fioretto mentre l’avversario ha la guardia bassa e la barriera ignora le urla di chi chiede protezione della palla, un po’ distratta sul finire di primo tempo quando concede un break agli avversari e li lascia riavvicinare, un po’ sfiatata al time-out (correre a certi ritmi non è per tutti, ma i cambi filano piuttosto lisci e l’assetto è mantenuto). Lo spettacolo va in onda è quello di una squadra sicura di sé e dei propri mezzi: difendersi a riccio non se ne parla, appena si prende un goal via veloci ma tranquilli a centrocampo per riportarsi a distanza di sicurezza. Mai sotto, mai davvero spaventati. Dall’altra parte una squadra scanzonata, che non si prende troppo sul serio, ma si impegna, con la panchina che si fa beatamente i cazzi suoi e lancia ululati allo scattante portiere imprevedibile. Finisce 7-5, con altri tre punti che grazie ad una differenza reti di tutto rispetto ci consentono di goderci ancora per una giornata almeno il primo gradino della classifica. Eccoci, in cima al breve strappo, superato con energia e tranquillità. Da qui si vede un tratto di strada che sembra liscia e in fondo propone il primo traguardo volante. Lasciare dietro tutti lì non conta molto, ma forse prima della nostra metamorfosi non osavamo sperarci. Ma oggi noi non siamo più impiegati: siamo insettoni con le gambe lunghe, un pallone tra i piedi e nella testa un’idea esatta di dove deve finire.

martedì 3 novembre 2009

Pagelle vs Gli Imprevedibili

The Wall: 6-; Dei 5 gol nessuno è colpa sua. Sbaglia solo un rinvio di piede, non tanto nel controllo quanto nella scelta del dove. Il meno in pagella è dovuto alla sua silenziosa presenza, il Mister vorrebbe ascoltare la sua voglia di giocare con urli degni di un tenore. Di fatto è la sua prima vera partita e di tempo ne ha. Silente

Green Eyes: 6; Un'altra partita buona. Deve fare il Leader in una difesa nuova e inventata. Questa volta non si trova mai scavalcato da un lancio a costo di rinunciare un pochino alla sua arma migliore, l'anticipo. Disciplinato

Il Cavaliere Nero: 5,5; Leggermente sotto allo standard a cui ci aveva abituato. La sua presenza in area è infatti rara e la marcatura subisce attimi di sbandamento, anche per colpa della mobilità del suo avversario. Coraggio

Butterfly: 6+; Chiede corsa e dà il buon esempio, come sempre. Gioca molto alto e diverse volte è in affanno sul ripiego difensivo, ma in una partita con il baricentro molto in avanti. In una giornata di pagelle al ribasso, un più per la stoccata su punizione che apre le marcature. Opportunista

Sua Eleganza:5,5; Buona la sua prestazione in fase di impostazione, la marcatura è però troppo distante. Tra tutti è quello che può migliorare di più sotto l'aspetto del fiato, nei time out lo si sente recuperare in modo vistoso. Motore ibrido

Il Piccolo Principe: 5,5; La premessa è d'uopo. E' la prima vera partita del nostro funambolo. Se la gioca tra la tensione del non voler deludere e la solita predisposizione alla corsa e al movimento. Il voto non vuole essere punitivo ma di stimolo. Nedved

Spaccaghiaccio:6,5; Risulta quasi monotono descriverlo. Il solito volume di palloni giocati che fanno salire e respirare la squadra. Per gli avversari rubargli il pallone è cosa vana. Pecca semmai in fase di chiusura nella nostra metà campo. Gol a ripetizione che gli giustificano tutto. E' il migliore tra tutte e due le squadre. Detta legge. Premier

lunedì 2 novembre 2009

Elitron-Barzot United 2-4

Quando si vince l’antologia da spogliatoio delle cose giuste è una gradevole lista di eventi che si accumulano nei ricordi del dopo partita e vanno a formare, tutte insieme, la positiva sensazione di aver giocato bene per diversi motivi. Non importa se sia stato più determinante quel contropiede là, o la fucilata da fuori area o ancora l’assist o il colpo di testa magistrale: tutto fa brodo, tutto si amalgama come in un piatto riuscito e concorre felicemente al buon risultato. Quando si perde, invece, piacerebbe trovare “la” ragione, ridurre ad una sola grande causa l’insuccesso e così la sommatoria delle opinioni personali, che sono allegramente tutte diverse, non aiuta a chiarire i motivi della sconfitta. Così questa volta: saranno stati gli errori sui calci piazzati (un rigore –da ripetere, fra l’altro, per l’evidente infrazione dell’ottimo portiere avversario– e due tiri liberi sono occasioni che non si presentano tutte le volte), sarà stata la poca lucidità offensiva, qualche colpo di sfortuna (nessuno dei goal subiti è arrivato da azione, tutti da palle inattive), sarà stato lo svarione difensivo che ci ha tagliato le gambe o le parate decisive dell’estremo avversario… chissà? Non è chiaro. Non più di quando si cerchi di capire perché si è vinto, probabilmente, ma almeno in quel caso c’è un argomento decisivo che risolve la situazione: tre punti in classifica in più. E chissenefrega perché.
Comunque, un paio di certezze lo scontro con i Barzot ce le ha date, anzi tre.

La prima è che l’anno scorso non avremmo giocato questa partita in questo modo.
L’anno scorso avremmo subito di più, impensierito di meno. Abbiamo sfidato la seconda migliore squadra del precedente torneo e abbiamo perso a testa alta, senza soccombere. La qualità tecnica, con l’innesto del più giovane del giro e di un anzianotto di talento (posso dirlo, siamo coetanei) è sicuramente cresciuta in modo apprezzabile. È cambiato il modo di stare in campo e di giocare. Restano ampi margini di miglioramento, certo, dobbiamo imparare a sfruttare di più le nuove possibilità, capitalizzare meglio l’abilità di Seba a tenere alta la palla e difenderla facendo salire le ali, ma gli equilibri e i movimenti sono già diversi e più efficaci.

La seconda certezza è che l’anno scorso non avremmo giocato questa partita in questo modo.
L’anno scorso forse ci avremmo messo più testa, più concentrazione. Questa volta siamo stati un po’ abulici e svagati, poco concentrati in alcune fasi, caotici e in affanno in altre. Umiltà, concentrazione, dedizione: cose che non devono mancare mai se vogliamo permetterci il lusso di sognare certi traguardi (quali? Non abbiamo ancora un sogno ufficiale).

Il terzo punto fermo è che con la sfiga non si può scherzare: è priva del senso dell’umorismo. Dopo una stagione praticamente bruciata dall’infortunio al ginocchio, Carlo si è ripresentato quest’anno con grande voglia di esserci. Un gomito fuori posto e un impatto frontale senza freni si sono messi di traverso un’altra volta, speriamo per brevissimo tempo. Viene da chiedersi se ristampare quel 17 sulla maglia nuova sia stata una idea felice.

La quarta sicurezza ce la regala il calendario: stasera siamo di nuovo in campo. L’infermeria trabocca, le agende di alcuni anche, ma la rosa è ampia e ricca di qualità, quindi possiamo –e dobbiamo– fare bene. Lunedì il Dattero è aperto. Vediamo di arrivarci con tre punti a cui brindare.

sabato 31 ottobre 2009

Convocazioni vs Gli Imprevedibili

Ritrovo lunedì h. 20.20, puntuali stavolta!

Convocati:

1) The Wall (p)
2) Buffalo Bill (p)

3) Green Eyes
4) Il cavaliere Nero
5) Sua Eleganza
6) Butterfly (c)

7) Child
8) Spaccaghiaccio

Pagelle vs Barzot United

Buffalo Bill: 6; Sempre forte nelle uscite, è il suo cavallo di battaglia, ringhia quando la palla arriva dalle sue parti. Non impeccabile sui tiri. Dei due gol che prende non ha comunque grosse colpe: il primo gli arriva dopo aver passato una selva di gambe, il secondo è un tiro da dentro l'area. Sfortunato.

The Wall: 6+; Rieccolo sui campi, vorrebbe giocarsela tutta questa partita, non ne può più di stare a guardare. Il debutto arriva nel secondo tempo della partita più difficile del girone. Non sbaglia e non ha colpe. Ritrovato

Green Eyes: 6+; Deciso, vigile, ha voglia di mettersi in mostra. Cerca sempre l'anticipo, talvolta facendo sbiancare il Mister. La sua gamba è quella dei contrasti migliori. Presente

Humprhrey Bogart: 5-; La sua peggior partita. Dopo un martedì in cui ci ha fatto vedere tutta la sua forza, la sua solita capacità di lottare, si presenta di venerdì senza la testa giusta. Sognatore

Butterfly: 6,5; in una serata non felice si riguadagna con i denti la fascia di capitano. Il fiato che risparmia nel dirigere la squadra lo spende tutto per correre e rincorrere a tutto campo. Più pungente del solito in avanti, firma un bel goal. Indomito.

Lupin IV: 6; Sacrifica se stesso e la sua costola per salvare un gol. Adesso è all'ospedale in cerca di radiografie più confortanti che redditizie. Era appena rientrato da un lungo infortunio. Sfortunato

Child: 6-; Ti aspetti dal capitano il valore aggiunto ma così non è, la sua prestazione è comunque buona. Non sbaglia mai un pallone ma non incide come avremmo sperato. La partita del giorno dopo forse è più nella sua testa di quanto ci si aspetti. Sperduto

Spaccaghiaccio: 6+; Se la squadra arriva a giocarsi tre (dico tre) tiri liberi è soprattutto merito suo. Il solito milione di palle da lui giocate. Rispetto al solito non mostra gli abituali corsa e pressing. Si dimentica del difensore che arriva al gol. Talvolta rallenta un potenziale contropiede. Innamorato

mercoledì 28 ottobre 2009

Convocazioni vs Barzot United

Ascolta il tuo cuore che batte, guardati mentre metti il tuo piede in campo, hai i fari puntati su di te, l'odore buono è di quell'atmosfera, sei pronto ad andare verso la palla, a farla tua, a lottare con tutte le tue forze e la tua testa? Sei pronto a voler vincere? Non è un gioco in cui tu tieni in mano solo un joystick, non è PlayStation o X-Box...è un momento in cui metti tutto te stesso in gioco.

Convocati:

1) Giovanni Lanzarotti - The Wall (p)
2) Fabio Iberini - Buffalo Bill (p)

3) Carlo Rossi - Lupin IV
4) Gabriele Strengacci - Butterfly
5) Gianluca Rossi - Humphrey Bogart
6) Stefano Palumbo - Green Eyes

7) Alberto Rossi - Child (c)
8) Sebastiano Alesci - Spaccaghiaccio

Ritrovo h. 20,20 al campo

H. 19.50 alla Tamoil per chi vuole

Amichevolmente

In un anno non bisestile ci sono cinquantadue lunedì. Sono cinquantatre solo nel caso in cui il primo gennaio cada di lunedì (negli anni bisestili la regola si estende al 2 gennaio). Mai cinquantaquattro, non ci stanno in un anno, calendario alla mano. Lo si dice a beneficio di Ibe che odia il lunedì e cerca di piazzare le trasferte di lavoro in questo giorno. Il discorso vale ovviamente per qualunque giorno della settimana.
Con il latte che una bufala produce in un giorno (circa dodici litri) si possono fare circa tre chili di mozzarella (fonte). Visto che la produzione annua si aggira sui trentacinque milioni di chili (fonte), dovrebbero esserci in giro per l’Italia circa trentaduemila bufale, numero sufficientemente plausibile da credere che ciò che viene venduto come tale sia effettivamente mozzarella di bufala (anche perché, in alternativa, si tratterebbe di frode alimentare, reato non trascurabile).
Quelle sopra sono le conclusioni di un paio di discorsi emersi durante la cena post partita (il Dattero, con la nuova gestione, è aperto anche di lunedì, tra l’altro) e sono appena meno interessanti delle sortite offensive di quella metà della Elitron che indossava la pettorina arancione e che ha dovuto clamorosamente capitolare di fronte all’altra metà, trascinata da un incontenibile Giangio, protetta nelle retrovie da un Palu quasi perfetto e da Ibe, più che altro impegnato a chiamare a sé i palloni che vagavano in area, arricchita dai funambolici arabeschi di gambe del senatore Carlo, mai domo, e impreziosita dalle giocate raffinate, fatte con i piedi buoni di Zacca e Igor, almeno finché gli occhi di quest’ultimo non sono schizzati fuori dalle orbite per la fame d’aria e la fatica di tornare a giocare dopo mesi passati a sguazzare in una piscina nel tentativo di spiegare alle proprie lombari quale sia la posizione da tenere durante la corsa e la vita, più in generale. Un altro Lazzaro stava tra i pali degli arancioni (infelice scelta), con una Gibaud alla caviglia e molta voglia di tornare a giocare: test superato, almeno dal punto di vista della tenuta delle articolazioni; sulla reattività e precisione degli interventi si può e si deve migliorare. Non è che il male stesse tutto di qui e il bene tutto di là, ma la metà Hare Krishna della rosa si è data molto da fare per suggerire questa impressione. A parte il Re Leone, il quale, preso sotto la doccia di casa sua dalla furia causata dall’incontinenza idraulica dei suoi marchingegni di plastica e scotch, si è strappato di dosso il Tensoplast dopo solo qualche giorno dall’applicazione, ma sembra perfettamente ristabilito e non ha sfigurato (peccato la sua assenza venerdì), per il resto si è visto ben poco: poche idee, poco fiato, poca precisione. Pazienza. Anzi, meglio che queste cose succedano tra noi che in campo contro avversari nel torneo. Comunque attenzione. La nota positiva è data dal fatto che per un’amichevole infrasettimanale siamo riusciti ad essere in dodici. E questo non può non essere letto come un segno della grande voglia di esserci, di fare parte di questa squadra. Che è un ingrediente fondamentale del successo, insieme alla capacità di vedersi vincenti, come insiste a dire, saggiamente, il Mister. Speriamo che venerdì a questi elementi ci riesca di unire fiato, idee, cuore, gambe e goal. Sarebbe bellissimo.

lunedì 26 ottobre 2009

Classifica 3a giornata - Girone Bianco


A parte l'arrivo di una nuova squadra nel girone, a sostituire l'Albania decimata da defezioni e squalifiche, per il resto nessuna sorpresa, con Barzot e Golden Boys che vincono e si tengono sotto. Basta uno sguardo distratto alla classifica per capire come la partita di venerdì sia importante. Buona settimana.

mercoledì 21 ottobre 2009

Home page

Comunicazione di servizio. Mettete (!) fcelitron come vostra home page o andatela a vedere spesso durante la giornata (se vi è possibile). Da oggi un servizio in più: Flash News - con tutte le informazioni varie ed eventuali (alcune a cui rispondere con urgenza). Non vi arriva, a differenza dei post, la mail al vostro indirizzo.

martedì 20 ottobre 2009

Elitron-Amigos del Chorry 13-3

La ragassa del calcetto fuma intirizzita fuori dalla porta, nella versione invernale con involucro di lana e parte del suo fascino arrotondata dall’imbottitura, mentre Seba beve un caffè e ne offre un altro; ai tavoli alle nostre spalle si sente parlare in spagnolo. Sono loro. Quando si alzano sono alti come da seduti, ma sono sudamericani e quando abbiamo incontrato altri sudamericani ci hanno fatto piangere.

Il calcio è gioia, il calcio è concentrazione e così si ride e si scherza mentre vengono distribuite le maglie (borsone nuovo, segnare a bilancio), come nello spogliatoio del Milan di Ancelotti, quello dei bei tempi, non quello di ora, che mettono la colonna sonora della Champions per condizionarsi à-la-Skinner, tristesse. Poi viene il momento della concentrazione. Guarda chi c’è nello spogliatoio e ascolta il Mister: roba veloce stasera, ci possiamo permettere il pressing, pare. Flashback. Maglie blu, facce da foresta pluviale, proviamo a correre più di loro e finisce in tragedia, ubriacati da passaggi e finte, ammazzati dalla loro velocità superiore, dalla tecnica asfissiante, con le gambe attorcigliate dalla loro samba infernale. “Immaginatevi sconfitti”. Nell’incubo che non vogliamo c’è musica sudamericana, ci sono loro che non ti sfiorano e accarezzano il pallone come in una danza, c’è il loro ballo: rumba, bolero, merengue, guaracha, conga, cumbia che sia o forse più probabilmente una milonga, dal momento che hanno una vistosa scritta “Argentina” sulle maglie.

E invece no, amigos. Invece al fischio parte il rock’n’roll.
E siamo noi a suonarlo. È un muro travolgente, una rullata di batteria che lancia la carica, non lascia respiro, ti viene a cercare in ogni angolo. C’è un chitarrista coi baffetti e un cantante con gli occhi di ghiaccio: sono loro i front men che ti ricorderai, quelli che tutti sognano di essere, sono loro che ti calcano le parole nelle orecchie e nello stomaco, che ti fanno saltare in mezzo alla folla e riempiono la rete, ma dietro c’è la sezione ritmica, che colma i vuoti, crea struttura e dà forma al pezzo. È la batteria di Giangio o di Sua Eleganza, che suona con le mani dietro alla schiena, sempre, è il basso virtuoso del Mister, che alle volte si affaccia alla ribalta o di un concreto Lupin, che va giù piatto, ventre a terra, come sa, mettendo cuore e muscoli al servizio della causa. (Il portiere fa il tecnico del suono: se tutto fila liscio, chi lo conosce? Se sbaglia si ricordano di lui, ma le mani guantate dei nostri due muovono le levette come si deve).
Solo una pausa, un secondo per respirare, qualcuno ha chiamato un pezzo fuori scaletta e uno degli amici di Chorry accenna un passetto incrociato su una melodia di fisarmonica, tra lo stupore generale. Un tango sbilenco per una platea attonita. Ma riparte una nota a sorpresa, steccata di punta dal Mister, una grattata di plettro a tutto volume e via di nuovo con la nostra di musica. Nella pausa proviamo ancora a far finta di aver paura, ad evocare goleade prese nel secondo tempo, ma lo show va avanti, anzi i pezzi migliori arrivano adesso e concediamo pure i bis, duetti fantastici che mandano in goal a ripetizione i due davanti.
Prova a ballare la milonga adesso, se ci riesci. Stacci dietro se puoi, sputa i polmoni. Migliaia di chilometri in aereo per venire a farti schiantare su un campo di moquette in Corvetto. Massimo rispetto, giocatori dell’altro emisfero, ma stasera è musica boreale. E’ il rock’n’roll targato FC Elitron.

Dopo, una fettina di mutanda casta spunta sopra il bordo dei jeans della ragassa. Non servono i trucchi quando hai l’indole. Andiamo a piedi verso una pizzeria da lunedì, dove ci attende un cameriere della specie scortese-che-fa-il-simpatico con battute fuori luogo e la confidenza sbagliata di chi vorrebbe (giustamente) andarsene a casa dopo una giornata di lavoro e sorride storto alla richiesta di un giro gratis di ammazzacaffè.
Vincere è così bello che anche noi siamo bellissimi nel sottopassaggio del metrò, a camminare in formazione sparsa per i gradini della linea 3. Sembriamo una rock band nel tunnel verso il palco. Sentite? È il lungo boato di una folla, come alla fine di una canzone, come dopo un goal. No, erano solo le macchine di chi si affretta verso la tangenziale. Ma noi siamo la Elitron, signori, e se c’è da suonare ancora, siamo pronti.

Elitron - Amigos del Chorry 13-3 - Pagelle

Qualcuno ha per caso capito chi era il chorry? Nel caso a lui voto 10.

Mi chiedono di stare più basso coi voti, dopo una vittoria per 13-3 però è dura, e poi contro i secondi!!!

Ci provo

Green Eyes: 6.5 - Partita senza tante palpitazioni quella di occhi verdi, in 20 minuti prende un solo gol mentre la sua squadra, in attesa di battere un fuori che le spetta, si ferma totalmente. Annoiato

Buffalo Bill: 6+ - Anche lui poco impegnato, la difesa lo protegge bene. In porta ha i movimenti eleganti e morbidi di un portiere vero. Mezzo punto in meno per un tiro che forse poteva trattenere. Delicato

Humphrey Bogart: 6.5 - Prende il posto del Re Leone con determinazione e precisione. Gestisce con perfezione una difesa che si sta reinventando, nuova nei meccanismi imposti da Spaccaghiaggio. Un paio di volte sfida l'attacco altrui, atteggiamento che da ultimo uomo è rischioso. Attaccato alle caviglie dell'attaccante di turno come un gatto attaccato ai maroni, senza però mai essere falloso. Umile gladiatore

Lupin IV: 6 - Sarebbe l'uomo preferito di Carlo Ancelotti. Negli spogliatoi toglie la tensione di una gara che si preannuncia importante. La sua applicazione ai meccanismi della squadra e il suo impegno è totale. Combatte e lotta con vigore. Si lascia sovrastare fisicamente da un avversario sul loro terzo gol. Camaleontico

Butterfly: 7 - Con i due là davanti a scorrazzare come cavalli pazzi non c'è molto da preoccuparsi di dirigere l'orchestra. Così per una sera, a parte gestire i cambi, il Mister si concentra sul gioco e offre un'ottima alternativa sull'altro fronte alle scorribande del Bimbo, soprattutto in fase offensiva. Eccede in colpi di tacco, ma per sua fortuna gli riescono quasi tutti. Spensierato

Sua Eleganza: 6.0 - Kafka non aveva visto ancora lui prima della "sua" metamorfosi. Non nel gioco, ma nell'aspetto. Testa rasata che lascia interdetto il Mister, si comporta come già aveva fatto vedere. Interventi col bisturi, mani sempre dietro alla schiena per non rischiare nulla. Col fiato corto dopo 20 minuti di gioco giocato. Moicano

Child & Spaccaghiaccio: 8 - Ma chi sono sti due? Potenza, corsa, piedi, tagli, protezione della palla, anticipi, recuperi, sovrapposizioni, inserimenti e gol. In prestito dall'olimpo? Al primo la fascia di capitano, al secondo la palma di non sostituibile. Andromediani (o Androattaccanti?!)

Buona notte a tutti e non dimenticate di assaporare l'aria pulita, la carezza di questi venti e la bellezza di questa vista. La vetta è solo nostra.

Il Mister

lunedì 19 ottobre 2009

Classifica 2a giornata - Girone Bianco


Gli Amigos battono gli Imprevedibili (dal mio amico/loro portiere ho notizie che vi dirò stasera); vincono anche Barzot United, che continuano a non sembrare quelli dello scorso anno, ma sappiamo che molte squadre forti si svegliano nella seconda metà del torneo e Bad Boys con un'Albania che probabilmente non ha ancora risolto i problemi di formazione. Siamo l'incontro di cartello, questa giornata. Alè!

venerdì 16 ottobre 2009

Convocazioni vs Amigos del Chorry

In un girone non semplice, con un calendario non certo facile, la FC Elitron deve combattere contro le squadre probabilmente più forti proprio nei primi quattro incontri. I primi l'han vista vincente, i secondi due le chiedono una conferma. E sulla carta sono proprio le prossime due partite che ci diranno a quale livello siamo, fin adesso, arrivati. Allora giochiamola e giochiamocela questa partita. Uno scontro contro questi nuovi sudamericani che ha quasi il sapore di rivincita, perchè i risultati parlano di una squadra terribile. Vi chiedo di pensare a questi tizi che corrono e corrono, si muovono vorticosamente senza cenni di fatica, che con i loro piedi danno del tu alla palla, cercando di irriderci. Vi chiedo di pensarvi perdenti a fine partita, vi chiedo di provare la rabbia e il rimpianto dello sconfitto che non ci sta. Vi chiedo di pensare così non perchè questo sia il mio pronostico, anzi io ci credo molto nella vittoria che faremo, ma perchè voglio che il nostro ingresso in campo avvenga con una determinazione mai vista.

In due partite abbiamo già schierato dieci giocatori, e la rosa quest'anno sarà la nostra arma in più. Fuori il Re leone per due settimane e Diamante per un mese e mezzo, dentro Gianluca. Le mie convocazioni si basano sempre su quello più in forma, questo è il calcio.
E se c'è un dubbio?


Convocati:

1) Green Eyes - Stefano Palumbo (p) (c)
2) Buffalo Bill - Fabio Iberini (p)

3) Humphrey Bogart - Gianluca Rossi
4) Lupin IV - Carlo Rossi
5) Sua Eleganza - Alessandro Stella
6) Child - Alberto Rossi
7) Butterfly - Gabriele Strengacci

8) Spaccaghiaccio - Sebastiano Alesci


Giovanni, per favore, porti la tua maglia per il secondo portiere?...e decidi tu a chi darla...
E magari anche la videocamera e la macchina fotografica...voglio raccontare qualcosa ai miei nipoti un giorno


Il Mister

martedì 13 ottobre 2009

E meno male che non è il cavallo alato

AAA stampelle cercasi. Dalla profondita del suono che il mio cellulare mi propone, l'uomo dall'altra parte mi parla di versamento. Ma di chè, acqua forse? o Latte, lattee, LATTEEEE? Basta uno straccio e rimettiamo a posto tutto, no? No. Il versamento è di sangue,di essudato e di trasudato e non sporca. Non una distorsione ed infatti i tempi di recupero sono più brevi: due settimane di tensoplast e un paio di stampelle che la farmacia offrirà a lui. E meno male che è il Re Leone e non il Cavallo Alato, sennò ci toccava pure abbatterlo....

Elitron-Golden Boys 3-2

Maledetto autunno. Che vento. Che cielo terso per tutto il giorno, sopra la formazione da riaggiustare, il Bimbo che disinfesta, il tempo che passa in attesa della sera, della prova con i ragazzi d’oro che fanno paura. Che giornata spettacolare, maledetto autunno, che porti sui banchi del mercato le castagne, i funghi, la zucca, i colori caldi, la voglia di stringere tra le mani una tazza bollente, con le gambe rannicchiate sulla sedia, togli dall’armadio i vestiti un po’ più pesanti, mentre le cartacce sfiorano i marciapiedi e le foglie cominciano a volteggiare dai platani della circonvallazione. L’aria è elettrica e non fa più caldo. L’ottobre da infradito è alle spalle. La coperta è gelata, l’estate è finita. Maledetto autunno che copri la ragassa della reception.

Torno a casa e trovo il piumino sul letto, tra venti giorni guadagniamo un’ora di sonno e tante di buio al pomeriggio. Ma non c’è da pensarci ora, quando negli occhi c’è ancora lo spettacolo della Elitron di stasera. Gli avversari hanno esperienza, fisico e l’accento vagamente bergamasco mentre parlano di Padre Pio, protettore del nostro improvvisato portiere di giornata (o ritrovato, dopo una giovinezza dissoluta passata lontano dai pali?), ma noi abbiamo Seba e Ale che sono due belle novità che si aggiungono ai ragazzi dell’anno scorso e alla fine abbiamo ragione noi. Così, mentre il vento sbatacchia sulla volta del campo Seba aggancia il suo primo pallone e si capisce subito che musica andremo a suonare. Prendigliela se sei capace. Chissà se la ragassa ha un brivido di freddo, che il golfino non basta quando si apre la porta, proprio mentre Ale scodella dalla difesa un diagonale telecomandato, una palla che nel destino aveva scritto l’incontro con i piedi di Zacca, addomesticatore leggiadro che rientra sul sinistro e ne tira fuori una delle sue: al riparo i bambini! Uno a zero. Canosa dalle mille risorse gastronomiche, sii clemente questo Natale che questo Zacca ci serve così. Dario è una roccia. Gioco maschio ha chiesto il Mister prima di imbarcarci. La specialità del Re Leone, che martella, sradica, respinge e ops, era una caviglia, “quinto fallo, capitàno”. Lasciamolo perdere l’arbitro che chiama “vantaggio” il caracollare in una selva di gambe avversarie. Nel time out un piccolo consiglio a Palu, già di suo tornato portiere con un guizzo su un diagonale nell’angolo di destra: quando si rialza non è più lui, ha vent’anni di meno e l’ombra di un ciuffo immaginario, forse una bici sgangherata legata al cancello del campo e una tipa in mente. I portieri giocano più a lungo perché a volte la testa conta più delle gambe se non devi correre. Ci sarà un tiro libero, dai, si capisce. E allora stai avanti, fagli capire che la porta è piccola, maledettamente piccola, apri le braccia, muoviti. Grande Palu, per questo e cento altri interventi. Se servirà ti schiaccerò una mano nella portiera della macchina per riprendermi il posto, tanto sui piedi ti è già passata la Prius in un’allegra sera dell’anno scorso quando Giangio frullava impanicato il moncherino del cambio, ma ora non si può non volerti bene. Fare il mister della Elitron è facile solo per quaranta minuti a settimana, quando non devi scegliere nel bendidio di quest’anno. Scegliere significa scartare, sempre, fare a meno. Il Mister si ricorda anche di essersi autoproclamato Farfalla. C’è spazio, i meccanismi sono quelli giusti e si vede che è a suo agio mentre svolazza sulle Asics in cerca di spazio, di fantasia. Corre, passa, dirige. Solo un po’ più arduo il compito quando deve imbrigliare Sebastiano Bakunin, ma è una frustrazione col sorriso. Uomo ovunque, uomo partita, il nostro esordiente di lusso sfodera due sassate che regalano qualche rimpianto notturno ad un altrimenti perfetto portiere avversario e tre punti alla squadra. Santo subito, al primo match. Carlo ha un segreto. Se lo porta appresso da ieri notte. Lo ha custodito a casa, non l’ha portato in ufficio, anzi è proprio stato a casa per non sbagliare. Uno di quei segreti che ti tormentano lo stomaco. Non è facile entrare in corsa quando la squadra sta girando alla perfezione, trovare il passo nella marcia, il movimento nella coreografia. Ma lui ci riesce benissimo. Suo l’ultimo numero da circo, secondi prima del fischio finale. Se non fosse che lunedì i locali sono quasi tutti chiusi saremmo tentati di pensare che sia una serata perfetta.

Maledetto autunno, cominci bene.

Elitron vs Golden Boys 3-2 - Pagelle

Un vento forte spazza via le nuvole e si vedono le stelle, non solo quelle alte nel cielo ma anche quelle in un campo da calcetto verde sintetico, chiuso da un pallone già vestito da inverno. I Golden Boys si nascondono dietro un nuovo nome, il vecchio, Pasticceria Stella (o Sella?), era targato settimo posto.
La Elitron 2.2 è una squadra nuova, grazie agli innesti di valore che la campagna estiva ed il recupero di altri gli hanno donato. Gioco con palla a terra, a parte di un paio di lanci perfetti del Re Leone, continui passagi che hanno senso, movimento rotatorio degli uomini in campo che fa girar la testa all'avversario, metter la palla in banca sempre, schemi da non spiegare ma da intuire in fretta, uomini che occupano il rettangolo di gioco e che interpretano il calcio come si deve, ingredienti questi di una vittoria.

Pagelle:

Green Eyes - Stefano Palumbo: 8; In macchina ci avverte che un 6 gol al passivo dobbiamo metterli in conto. Il Mister non ci sta e gli dice di puntare a non prenderne nessuno. Dall'altro sedile The Wall fornisce consigli pregiati sul da farsi. Il risultato di tutto è però suo. Prestazione grandiosa, oltre ogni aspettativa. Al termine della partita un avversario gli chiede di fargli vedere dove tiene nascosto il santino di Padre Pio. Capitano

Il Cavaliere Nero - Marco Scarascia: 7+; E' uno dei nuovi acquisti della campagna estiva. La pesante figura che oscurava, lo scorso anno, i suoi piedi fatati è un ricordo. Un gol di pregiata fattura. Se son bastati 10kg a farlo diventare fondamentale, fra altri 10kg sarà un fuoriclasse. La forza di volontà che c'è dentro ognuno di noi può esser sconfitta solo da noi stessi. Vincente

Il Re Leone - Dario Coppi: 7; Avvolto dalla noia di sbranare l'avversario questa sera si concede più e più volte delle folate offensive all'insegna della sua potenza fisica. Non c'è problema, c'è chi lo copre. Potrebbe far a meno di un paio di interventi con l'avversario di spalle alla porta nel primo tempo. Nel secondo invece si registra. Un paio di lanci alla Platinì. Piuma e ferro

Sua Eleganza - Alessandro Stella:7.5; Gianluca Rossi: 10. Che bell'aquisto che ci ha fatto fare Humphrey Bogart! Diligente tatticamente e possente fisicamente, a sinistra come al centro non concede nulla. Applicazione e disponibilità. E' un peccato che non giochi per tutti i 40 minuti, ma si assicura la stima del Mister. Ingegnere

Lupin IV° - Carlo Rossi:7; A fine serata si scopre che si è presentato al match con una gastro-enterite in corso, tenuta e sopportata perchè oramai si era esposto. Ma col Mister si può parlare, sempre. Più pericoloso della bomba alla Perrucchetti, poteva finire in tragedia per tutti, si muove invece con energia e applicazione, non sbaglia un passaggio e si mette a disposizione della squadra. Disponibile

Butterfly - Gabriele Strengacci: 7; A lui tocca sempre l'arduo compito di cantare e portare la croce. Gioca, corre e dà disposizioni dal campo e da fuori. Parte in ritardo, temendo per un doloretto muscolare, ma poi non si ferma più. Disegna ricami offensivi e si offre spesso come sponda a Seba. Manca solo il goal, che poteva arrivare su uno stop di petto e tiro da antologia. Cervello

Spaccaghiaccio - Sebastiano Alesci: 7.5; E' ovvio che il voto sia sempre in proporzione a ciò che sono le potenzialità di ciascuno. In realtà ci fa fare il salto di qualità richiesto. Lotta e corre per tutti i 40 minuti della gara. La palla quando arriva a lui è in banca, nessuno di noi ha però le chiavi. Tira e ritira più e più volte, come Diamante ha l'esser attaccante nel DNA. Due dei tre gol son firmati da lui. Anarchico. Nessuno gli toglie la palla però, anche in tre contro uno. Devastante

lunedì 12 ottobre 2009

La Elitron ruba alla Elitron

Disastroso messaggio alle ore 11.30, Alberto questa sera dovrà lavorare dalle 19,15 per la Elitron disinfestazioni. Lavoro lungo a quanto pare, non riuscirà ad essere presente per il match. Convocato al suo posto Zacca. Prepariamoci ad una super sfida ragazzi, stasera non sarà dura ma durissima.

Il Mister

Classifica 1a giornata - Girone Bianco


Godiamoci il primo posto finché dura. I nostri avversari di stasera hanno dato una spazzolata ai Barzot, giunti secondi assoluti l'anno scorso. Ma...

domenica 11 ottobre 2009

Convocazioni vs Golden Boys

Per lunedì 12/10 convocati:

1) Palumbo Stefano (p)
2) Strengacci Gabriele
3) Coppi Dario
4) Rossi Alberto (c)
5) Rossi Carlo
6) Alessandro Stella
7) Alesci Sebastiano

Ritrovo ore 20.20 al campo. Io mi trovo alle 19.50 alla tamoil con chi c'è.
Ricordo ad Alessandro e a Seba di portare la fototessera.

Buonanotte,

Il Mister (forse)

venerdì 9 ottobre 2009

F.C. Elitron-Albania 12-2

Il portiere indossa i jeans, dopo la partita infila la giacca sulla maglia a maniche lunghe e torna a casa. Il 10 è sovrappeso ma ha piedi attrezzati e dà del tu al pallone. Come si fa a capire se hai giocato bene o male quando gli avversari sono in quattro? Gli albanesi non son più quelli di una volta, come le stagioni. Un tempo si raccontava che guardando il TG1 si facevano un’idea dell’Italia come del Bengodi (chissà oggi vedendo Minzolini cosa pensano). Oggi gli albanesi sono immigrati di lusso, parlano bene l’italiano e hanno il codice fiscale, sennò niente iscrizione. Oggi va di moda aver paura dell’arabo: è lui che abita sopra il petrolio e quindi ci hanno insegnato a temere che facciano il botto il metrò. I marocchini vendevano le sigarette e hanno avuto un periodo à-la-page prima che gli sbirri cominciassero a fare il loro lavoro. Szigarètt. Il 7 prova a fare come ai vecchi tempi e minaccia il Prea di ritorsioni, ma si vede che è nervoso per la cavigliona, vittima di un contrasto ancora oggi anonimo, e che non ci crede troppo nemmeno lui. La classifica degli albanesi del precedente torneo suggeriva prudenza. Invece la rappresentativa era sguarnita (anche un po’ razzisti, che non chiamano altri che gli albanesi) e siamo andati dentro come il burro, con Zacca ad aprire le danze stagionali, alleggerito dalla dieta e quindi affamato di gloria (il goal su velo del Mister gli è regolarmente assegnato nella classifica marcatori). Il Bimbo finalmente cancella una brutta pagina e quello che ci siam tenuti in cuore su di lui per troppo tempo vien fuori gioiosamente in abbigliamento da doccia. Che puzza e quanti peli già sul pavimento degli spogliatioi, ma che bellezza se vuol dire che si ricomincia. Ribadiamo un principio. Le maglie sporche si mettono nel sacchetto, non per terra. Gli altri fanno la loro parte e alla fine questa partita ci porta tre punti, che sono una certezza, un bel vantaggio nella classifica marcatori e alcuni dubbi. È tanto o poco aver preso due goal da loro quando gliene hai rifilati dodici? La distrazione spiega? Basta? Dobbiamo essere contenti? Dobbiamo migliorare in qualcosa o semplicemente ha ragione il re Leone e da un cinque-contro-quattro non si può giudicare la squadra, come da un calcio di rigore un giocatore? Dubbi che risolveremo presto, già lunedì, quando incontreremo i ragazzi dorati. Così come cercheremo di risolvere altri dubbi inerenti la ragassa delle ricevute. Se siano i generosi scorci che offre agli ammiratori della prima misura o la sua aria vagamente annoiata di chi riserva ad altri ambienti le sue energie migliori a rendercela tanto simpatica. Se sia la sua indolenza vagamente felina o chissà quale oscuro ingrediente che insaporisce la pietanza e non sai dargli un nome, ma c’è. Vedremo.