venerdì 30 aprile 2010

Elitron-Gli Inguardabili: le pagelle (visti da dietro)

E' passato molto tempo, forse troppo, dalla sera della partita e le immagini e sensazioni di questa vittoria sono un po' sbiadite. La cantonata micidiale può essere dietro l'angolo.
Gio: Partita passata più a chiedersi che combinavano i suoi lì davanti piuttosto che ad essere impegnato dagli avversari, nessuna sbavatura tuttavia quando viene chiamato in causa, presente. voto 7
Palu: ogni tanto si dimentica di essere la versione migliore di se stesso, non dal punto di vista atletico, che resta uno dei suoi punti forti, ma da quello della concentrazione. ma quando non segue chissà quale pensiero fugace non è un bel cliente per chi la vuole buttare nella nostra porta. voto 6.
Giangio: ha ormai preso confidenza con il centro della difesa, che domina con sicurezza e personalità. gara senza sbavature. voto 6,5.
Ale: in qualche occasione sembra ancora patire l'emozione del torneo, ma ha disciplina e senso della posizione da vendere. voto 6.
Lele: solita prestazione di grande corsa, intelligenza tattica e direzione d'orchestra. furetto sulla moquette, mastino della tattica, marmotta al tiro. voto 6,5
Olly: tre goal di grande qualità e conferma della capacità di sacrificarsi anche lontano dalla porta avversaria. Eto'o bianco. voto 7,5
Seba: riesce a farne sbroccare due nella stessa partita, stabilendo un record. Rischia il rosso diretto per un'imprecazione fuori ordinanza. giusto per non dire sempre che è bravo, utile e terribilmente innamorato della palla. voto 7-

lunedì 26 aprile 2010

Elitron-Absolut 3-3

Servivano tre punti per giocarci le residue speranze (del tutto teoriche) di agguantare direttamente i playoff, senza dover ricorrere agli spareggi. Non sono arrivati, ancora una volta per un soffio, a causa dell’ennesimo goal preso quando il tempo è prossimo ad esaurirsi (nota a margine: ripassare la gestione del vantaggio in chiusura di partita), a causa degli Absolut che sono una squadra tostissima, arcigna in difesa, esperta e con un paio di attaccanti che sanno fare male nell’uno-contro-uno, aggiungi qualche sbavatura difensiva e vien fuori il risultato, che ci sta un po’ stretto per come è maturato, ma in assoluto non è un cattivo risultato. Si parte bene, ordinati, con Giangio che prende le misure in difesa; le ripartenze non sono veloci e spesso approdano con un po’ troppa fretta a Seba, che è però in serata di grazia e si inventa un tiro velenoso che ci dà il vantaggio. Conteniamo, con il mister che non si toglie la felpa sopra la maglia e continua ad impartire ordini soprattutto per quanto riguarda lo schema offensivo. Cambia l’attaccante Absolut e anche Giangio va a respirare in panca. Palu ama l’anticipo, ma come altri amati, l’anticipo talvolta tradisce: pari che dura fino alla fine del primo tempo. Nel secondo stessa musica: difficile trovare varchi nell’organizzata difesa Absolut, ma grande attenzione anche da parte nostra. Poi finalmente il mister smette la tuta e noncurante del raffreddore scende in campo e illumina: prima con un lancio lungo linea che permette a Seba di saltare l’ultimo avversario e presentarsi in area per farsi mettere giù, trasformando poi il rigore e quindi con un colpo di tacco che libera sulla sinistra Olly, bravo ad addomesticare la palla e scegliere il tempo giusto sull’uscita del portiere. In mezzo il loro capitano che si beve Giangio e insacca da due passi. Ma soprattutto, a un minuto dalla fine, un calcio d’angolo battuto velocemente sul primo palo e una deviazione bella e fortunata passa in un tunnel di varie gambe e dà il 3-3 finale. Quasi non c’è tempo per rammaricarsi che è ora di tornare in campo. Stasera va in scena il ritorno con gli Inguardabili, che all’andata fu una boccata d’ossigeno dopo un periodo non buono. Questa volta ci arriviamo in migliori condizioni e anche con la consapevolezza che tre punti vorrebbero dire la certezza matematica di arrivare almeno agli spareggi. Un pezzettino della strada che volevamo fare.

domenica 25 aprile 2010

Convocazioni vs. Gli inguardabili

1) The Wall

2) H. Bogart
3) Butterfly
4) Green Eyes
5) Sua Eleganza

6) Diamante
7) Spaccaghiaccio

Ritrovi come al solito, le ragazze che vengono mi facciano sapere

sabato 24 aprile 2010

FCE vs. Absolut - il video


Absolut

I nostri avversari di ieri sera, come noi una squadra anche fuori dal campo:




Le pagelle di Zacca vs. Absolut

GIO:6/7

La sicurezza acquisita negli ultimi tempi e trasmessa alla squadra crea illusioni ottiche di interventi strepitosi anche quando gli avversari la buttano direttamente fuori.

Incolpevole sull’ultimo goal!

STE :6

Le sue gambe sono l’entrata del lungo tunnel che riporta alla luce gli avversari. Sono un paio di episodi, ahimè determinanti, che penalizzano una prestazione ampiamente sufficiente.

GIANGIO: 7

Potrei ricopiare l’ultimo mio commento fatto a Giangio e ciò sta a significare che il ragazzo è una garanzia nel tempo ad alti livelli. Arcigno e caparbio non concede nulla all’avversario n.10.

A chi si addice di più questo numero?

CARLO: 6+

Generoso Rossi. Non si ferma mai crea e si infila nei varchi e spariglia le carte degli avversari, ma in alcune occasioni anche le nostre!La strepitosa condizione fisica di una nuova giovinezza ritrovata a 40 anni, lo porta nel dopo partita a dichiarazioni ambiziose sulla figliolanza (Ciao Gessa, spero che lo sapessi già!), ma trascurare l’aspetto tattico in campo.

LELE: 6,5

Nel primo tempo legge la partita e nel secondo la scrive: prende in mano il pallino del gioco e questa volta non si perde in fronzoli e il tema che ne viene fuori è essenziale, lineare e logico.

ZACCA: 6,5

Piede caldo e morbido quello di ieri sera, la squadra è molto offensiva e questo lo penalizza a livello di minuti giocati. Un tiro pericoloso di sinistro e ottimi passaggi per le ripartenze.

SILVIO: 6/7

E’ il miglior Tardelli “de noi altri” dei mondiali dell’82.

Sacrificio, goal importanti e soprattutto esultanza!! Commuove tutti quando senza fiatare, come se non bastasse quanto dato in campo, porta anche le maglie da lavare a casa.

SEBA: 7

La stessa testarda personalità che lo costringe al passaggio ai compagni solo con un coltello alla gola, è quella che conduce per mano la Elitron FC ad un risultato importante che, di fatto, consacra la squadra allo stesso livello delle prime.

LA CURVA: 8

Troppo di parte nei confronti di Olly, ma questa sera il ragazzo è encomiabile! Fanno sentire la loro presenza e si mangiano quasi tutte le mie liquirizie!

Un saluto particolare alla new entry Monica, per chi avesse dei dubbi la fidanzata di Seba!

mercoledì 21 aprile 2010

Convocazioni vs. Absolut

La prossima fase del nostro percorso vuole e deve essere utile per affrontare le ormai prossime gare di eliminazione diretta in altro modo. E' necessario infatti introdurre elementi nuovi nella nostra gestione per migliorare ulteriormente, perchè non ci può assolutamente soddisfare una vittoria, seppur di prestigio. La gara contro Huracan ci ha fatto vedere che un ritmo elevato mette in difficoltà qualsiasi avversario ma al tempo stesso ha suggerito che 40 minuti a quel livello sono duri. La gara con Los del Barrio ha invece messo in mostra una crescita dal punto di vista dell'interpretazione tattica, un ottimo sviluppo della nostra fase offensiva e di conseguenza qualche buco di troppo nelle retrovie dalla parte in cui più si attaccava. Resto convinto che i gol subiti in questa serie A siano da attribuire più ad errori di impostazione che di marcatura e per questo dobbiamo trovare soluzioni: tra queste penso sia necessario avere più ossigeno, fiducia ed infine ma non per ultimo fornire una disposizione sul rettangolo di gioco atta a ricever palla. Le sensazioni descritte dal muro nel suo resoconto parlano di quelle piacevoli sensazioni che la vittoria dona. Restando fermo sul fatto che ciò che vogliamo raggiungere sia il divertimento e che il modo migliore per ottenerlo sia vincere, mettendo insieme tutti i pensieri di cui sopra, introduco l'elemento nuovo (e non prenderò certo nessun premio per questo visto che molte altre squadre già lo fanno) ed ovvero l'ottavo giocatore convocato. Faccio questo per diversi motivi: dare pesantezza alla squadra, presenze dunque utili a sopperire ad eventuali infortuni, presenze utili a formare un gruppo più folto ed unito, avere più soluzioni in funzione delle diverse abilità dei singoli, vedere una sana competizione, voglia di conquistarsi il posto e soprattutto disporre di una maggiore freschezza fisica. Non temo le sostituzioni, abbiamo trovato il modo giusto per ruotare in modo tale da essere sempre tutti in tensione partita. E' finito il tempo di scherzare, è arrivato il tempo di giocare.

Convocati:

1) The Wall

2) Humphrey Bogart (c)
3) Il Cavaliere nero
4) Butterfly
5) Lupin IV
6) Green Eyes

7) Diamante
8) Spaccaghiaccio

Ritrovo al campo ore 20,20, alla Tamoil alle 19,50 e chi avesse bisogno di un passaggio si faccia sentire. Della tifoseria chi ancora non mi avesse comunicato la presenza me lo dica

Il Mister

Elitron-Los del Barrio 7-4

La partita la puoi vedere nel video e forse, chiudendo gli occhi ancora ricordare. Bella, gestita e dominata con sicurezza, aspettando e ripartendo, chiudendo e soffrendo, sbagliando e sfruttando gli errori degli altri. Preparata bene dal mister, gestita per fasi: aspetta e vai, contieni e riparti, alza un muro e aggredisci poi a tutto campo; realizzata da tutti ma proprio tutti quelli che hanno giocato, ciascuno secondo le proprie caratteristiche, con sacrificio e attenzione. Guarda bene e vedrai queste cose. Vedrai la freddezza di non perdersi d’animo contro una squadra che all’andata ci strapazzò lasciandoci storditi, la calma di reagire ad una violazione dell’ABC del buonsenso (il portiere che verticalizza verso il centrocampo, rasoterra, ma dai?!) che ci manda sotto di un goal. Vedrai un talento coi baffetti che devasta la difesa del Barrio, un bomber con centinaia di partite da ricordare che si sacrifica in copertura e vedrai i loro compagni metterci tutta la voglia e tutta l’energia possibile e saltellare di gioia per il più facile e ininfluente dei goal. Quello che non vedrai sono due cose, che si sentono subito dopo la partita e nei giorni successivi. La prima è una sensazione. Vincere è una sensazione fisica, una scarica di qualche roba chimica prodotta dal corpo. Arriva dopo il fischio, dopo aver stretto un po’ di mani sudate di sudamericani che hanno fretta di andarsene e come tutte le emozioni che si rispettano, arriva nello stomaco, come un volo di farfalle, ma più forte, una strizzata che reclama una bella espirazione o un urlo. E’ come aver paura, ma con il segno più davanti. La seconda sensazione arriva più con calma, parte dal cuore, dal vedere il gruppo sudato e felice negli spogliatoi, e arriva alla testa. E’ la sensazione di potercela fare, di poter dire la nostra contro qualsiasi avversario. Con gli Huracan abbiamo sfiorato il colpo e ceduto solo su un errore su calcio da fermo (incidentalmente, la strana coppia Olly-Seba, non è nuova a dare certi spettacoli: già contro i Bad Boys, nel primo girone, si erano prodotti nel numero della barriera col buco). Ma l’impressione era che la squadra valesse più della sua classifica. Ora, dopo questa vittoria, l’impressione si è rafforzata e sta diventando una piacevole certezza. Tutta da confermare, ovviamente, anche perché “potercela fare” è ben diverso da “farcela”. Ma cresce l’esperienza, migliorano alcuni aspetti tattici: se la concentrazione e l’umiltà la accompagneranno, ci caveremo altre soddisfazioni. Abbiamo fatto una lunga strada, in molte sere di freddo e di buio, abbiamo gioito e sofferto, provato gioia e frustrazione e anche rabbia, a volte. Ora è primavera, il momento che inconsciamente abbiamo aspettato per mesi, il momento delle partite più importanti, il periodo in cui si possono raccogliere i frutti, se ci sono. Mettiamoci cuore, testa, polmoni, animo e coraggio, concentrazione e tecnica e che il sole splenda sulle nostre vittorie.

lunedì 19 aprile 2010

FCE vs. Los del Barrio - Il video




Pagelle vs. Los Del Barrio

The Wall: 7- Il muro sfoggia un'altra prestazione di ottimo livello salvando in più situazioni la squadra da pericolosi attacchi avversari. Parate in volo e uscite a terra con perfetto tempismo fanno perdere di vista il gol preso su sassata che passa tra le sue mani e un malaugurato rinvio di piede che viene intercettato e sfruttato al meglio dall'attaccante sudamericano

H. Bogart: 7+ Ottima partita nonostante la posizione da centrale difensivo non lo ponga nella situazione a lui preferita di corridore. Vincente la scelta di stare attaccato all'avversario che gli si presentava in zona, come un francobollo su una lettera

Lupin IV: 7 Il ritorno in una gara, tra l'altro molto impegnativa, è da grande. 5 mesi di inattività sembrano non essere un problema. Corsa, marcatura e nessuna paura di cercare il contrasto mettono in chiaro le sue intenzioni su come essere protagonista in questa parte finale del torneo

Butterfly: 6,5 Meno lucido del solito, cerca più volte la punizione facendo schermo con il corpo alla palla, ma non ottenendo nulla se non di regalare il pallone agli avversari. Dimostra duttilità quando si sacrifica come centrale per fare rifiatare H.B.

Il Cavaliere Nero: 7- Dopo l'assenza per influenza il ritorno in campo è più che buono. Siamo alle strette finali, e lui vuole dire al Mister che c'è, non ci sono più tanti appelli prima fase del torneo che conta e lui vuole esserci

Child: 7,5 Grande gara del giovane Rossi che è il vero uomo partita. In attacco è vero pericolo, non solo in fase realizzativa ma anche come assist man, a centrocampo è piovra che intercetta tutti i palloni mentre in difesa lascia troppe volte andar via l'avversario

Diamante: 7 Realizza il primo gol della partita, il suo che dovrebbe essere lavoro sporco è comunque aggraziato dalla sua classe, fa girare la squadra come il Presidente disse...


La tifoseria: 8,5 Mezzo punto in meno per il leggero ritardo nel riempire gli spalti che manda in ansia la squadra. Poi surclassa la curva del Barrio, addirittura con canti (un po' old-fashioned). Con questo sostegno vincere è un gioco.

In attesa delle pagelle...

... buon compleanno D.s.!

mercoledì 14 aprile 2010

martedì 13 aprile 2010

Convocazioni vs. Los del Barrio

Il muro descrive con minuzia gli sviluppi di questa nostra serie A, ponendo l'esperienza che stiamo facendo come un tesoro che domani ci tornerà utile. Anch'io la vedo, nella crescita dei singoli, nella continua partecipazione di ognuno e nel desiderio di trovare al più presto la nostra giusta collocazione. In mattinata il nostro n°9 mi informa della sua indisponibilità per questa settimana e nel messaggio successivo mi dice che dobbiamo aggiustare la classifica, dobbiamo farcela. Con l'aiuto del sole il ghiaccio piano piano si scioglie e sarà sempre più facile attraversare le difficoltà. La squadra si trova così a fare gruppo, a mostrare ancora di più la sua compattezza, la sua solidità. Rispetto all'ultimo incontro le disponibilità si moltiplicano ed oggi la preoccupazione del Mister è quella di scegliere invece di cercare nel deserto. La partita di giovedì è la più dura del girone, lo dice il risultato ed il gioco espresso all'andata. Rispetto a quella gara però ci sono sette partite giocate, la consapevolezza che non siamo inferiori a nessuno, nonostante la classifica dica diversamente. Il pallone è rotondo ragazzi, state pronti a divertirvi.

Convocati:

1) The Wall

2) Humphrey Bogart
3) Butterfly (c)
4) Il Cavaliere Nero
5) Lupin IV (anche detto Costinha - al grande rientro)

6) Child
7) Diamante

Ritrovo al campo alle 20,20, per chi volesse alla Tamoil alle 19,50. Ricordo sempre alle ragazze di farmi sapere chi viene.


Il Mister

Elitron-Arriba Perù 1-3

Il mister dice che la classifica non conta in questa serie A. Tolto il baratro dell’ultimo posto e dei playout, il resto va bene. Avremo gli spareggi e l’opportunità di arrivare a giocarci i playoff, obiettivo di questa stagione. Quello che conta è fare esperienza per i tempi a venire. L’esperienza è ciò che ottieni quando non ottieni ciò che vuoi, dice qualcuno. In ogni caso, l’esperienza è un disegno visto da lontano, un mosaico di tante partite, in cui le tessere vanno però incollate una ad una e ciascuna è fatta di quaranta minuti di corsa e volontà di vincere. Se poi non ce la fai, avrai fatto esperienza, che prima del fischio d’inizio è il minore dei mali. E così ce la mettiamo tutta per provare a portare via i tre punti ai Perù, anche se uno è in vacanza, l’altro pure, uno lavora, uno arbitra, uno ha il pupo, uno un pezzo rotto che s’aggiusterà dopo mesi solo domani, uno non si sa dove sia e un altro corre su campi più grandi mentre l’altro ancora ha le gambe molli per la febbre e a tirar le somme i numeri fanno ridere. Dunque spazio al nuovo, per una formazione di vera emergenza (se due su sei non hanno ancora giocato una partita quest’anno, si può ben chiamare emergenza). Torna l’ennesimo fratello rosso, dopo un secolo, dopo un lontano esordio all’inizio dell’anno scorso, quando quello che siamo oggi era solo un lontano sogno (ma di strada da fare, di esperienza da accumulare ce n’è ancora tantissima). E arriva un rinforzo fresco fresco, alle spalle un’amichevole estiva e basta, un puntello per la fase offensiva, particolarmente sguarnita. E così ci proviamo. All’inizio è casino. Forse ci sono parole più auliche o tecniche, ma la sensazione a pelle è quella: casino vero. Il Mister corre e cuce, smista e dirige, ma in campo c’è ansia più che calma, frenesia più che ragionamento. Lo schema non c’è e quindi si corre dappertutto per tappare tutti i buchi, quasi ognun per sé. Ma dopo pochi minuti ognuno trova il suo pezzetto di terra da difendere, i movimenti sono più armonici e sembriamo quasi una squadra. Ci gela una stoccata da futsal che passa tra diverse gambe e ci mette sotto. Ma non molliamo e con un po’ di fortuna, materializzatasi in una deviazione, riagguantiamo il pari, che dura fino all’intervallo. Proviamo a crederci fino in fondo, proviamo a tener duro, più che altro, perché la costruzione dell’azione è penalizzata dall’assortimento delle inclinazioni individuali dei superstiti: più difensori e interditori che produttori di gioco. Ma stringiamo i denti, tappiamo i buchi, ci sdraiamo sui binari e cerchiamo qualche idea là davanti. Va bene così, fino al frittatone: un tiro abbastanza comodo e potente, respinto, finisce sui piedi di Palu, che forse troppo alla svelta cerca di liberarsi dalla patata bollente che gli è toccata in sorte e regala palla sulla trequarti ad un Perù che spara il meno irresistibile dei tiri che però incontra la meno invincibile opposizione di quell’ex ragazzo col 23 che sta in porta e riporta sopra i nostri avversari. Proviamo a non scomporci, con risultati discutibili ma non drammatici, rifiatiamo durante un timeout, scopriamo che manca ancora metà del secondo tempo, ripartiamo, ma arriva il KO: un diagonale ben messo offre ai Perù un facile tap-in e il 3-1 finale, sancito poco dopo dal triplice fischio. La sensazione è che difficilmente avremmo potuto fare meglio, anche se ancora una volta contro questi avversari ci resta il rammarico legato all’impressione che con una formazione appena più attrezzata di quella che abbiamo potuto allestire avremmo potuto fare meglio. Pazienza, zero punti, anche questa volta. E un po’ di esperienza in più, che è ciò che ottieni quando non riesci a fare un goal più di quelli con la maglia diversa dalla tua.

venerdì 9 aprile 2010

FCE vs. Arriba Perù - Il video





Elitron-Huracan 3-4

Nel pomeriggio uragani improvvisi e fuggevoli preannunciano la partita. Il sole illude, ma poi si alza il vento che fa sbattere le finestre e porta nuvole gonfie di acqua. Chi ha saputo cogliere la metafora che il tempo ci offriva non si è illuso sul 3-0 per noi, maturato in un primo tempo pressoché perfetto. Raggi di sole ovunque: tra i piedi, nel cuore, nella testa, a dettare passaggi, animo, idee, visione, goal. Luce sui movimenti del gruppo, nell’ispirazione degli attaccanti, luce dalle fucilate secche che la palla dà quando sbatte sulla rete dietro la porta, nel sacco. L’uragano in pugno, dominato e vinto. E’ solo una nuvola passeggera forse l’autorete sghemba, lo sberleffo della malasorte che porta la biglia ad impigliarsi in una gamba che da dove stava non poteva muoversi. Questione di equilibrio bipede. Questione di millimetri. Ma nell’intervallo il mister scruta il cielo, gli ricorda qualcosa questo tre-a-uno: gli ricorda la partita di andata, interrotasi a metà proprio su questo punteggio e ci mette sull’avviso. Non mollare, anche se abbiamo dominato, non è finita, nulla è guadagnato. Anche se fin lì abbiamo giocato probabilmente i migliori venti minuti della stagione. C’è stato un plebiscito di guerra nello spogliatoio 8, prima della gara. Tutti d’accordo: coltello tra i denti, assalto a testa bassa, all’arma bianca, colpire a fondo prima di essere aggrediti. Chi ha più esperienza di noi e ogni tanto passa dalle nostre parti continua a dirci che quest’anno l’Huracan spazzerà via tutto e si prenderà il titolo. Felici di giocarci contro di nuovo allora: ogni volta un poco meglio. Felici di dovere spendere tutto ciò che abbiamo per fronteggiarli. Che bel sole splende per venti minuti. Si riparte e si capisce che ora comincia la salita, che le nubi si addensano. Con calma e la solita pletorica ragnatela di passaggi, finte, attorcigliamenti e ghirigori gli Huracani riconquistano il pari. Manca davvero poco alla fine e un punto per uno non è sbagliato e non è sgradito. Il finale è un’immagine, di quelle che ti restano incollate alla retina per tanto tempo e riassumono molto più di ciò che dicono a prima vista. Il finale sono due facce che guardano un pallone sfuggito al destino, atterrato nella nostra rete. C’è incredulità e sorpresa più che rabbia o dispiacere sulle due facce da finale. C’è la stessa espressione che aveva un pugno di bambini, tanti anni fa, con le maglie bianche e rosse. Bambini abituati a giocare in un grande prato sotto una casa ai bordi della città. Un prato grande, con due porte, dove una volta all’anno i genitori tracciavano linee con il gesso. Due fratelli maggiori facevano gli allenatori, un signore con i baffi la parte dell’arbitro. Scala A contro scala B. E poi tutti insieme si mangiava la carne alla griglia. Tutto pronto, un anno: le costine sui vassoi coperti con l’alluminio, le reti delle porte fatte con teli verdi da ponteggio, le linee disegnate, il fischietto al collo, i bambini con le maglie addosso, la pioggia, improvvisa e inattesa. La pioggia, maledizione. Non si può giocare. Ma come? C’era il sole… I due della barriera hanno quella faccia lì: una faccia da pioggia improvvisa e gelata. L’Huracan esplode in campo e ai bordi. Da dove arriva quest’acqua? Da dove arriva la palla? Dov’è passata? Non si sa, ma si sa, si vede, dov’è finita e com’è finita. Tanti anni fa poi la pioggia ha smesso, i grandi hanno preso delle scope e disperso le pozzanghere nelle zone sterrate davanti alle porte, dove l’erba era consumata da tanti pomeriggi di gioco, abbiamo corso inzuppandoci le scarpe, sbanfando nell’aria umida, mentre il sole si scavava di nuovo il suo posto dove l’aspettavamo, abbiamo acceso il fuoco, mangiato, ci siamo divertiti. Adesso nel campo hanno tirato su una nuova casa, ci sono alberi diversi da quelli su cui ci arrampicavamo da bambini e altri bambini fanno giochi diversi nel parco che hanno costruito. Adesso abbiamo imparato a giocare anche se piove, sudare si può e se salto arrivo a toccare la traversa, ma la faccia di quando prendi un goal o quando piove, che è poi la stessa cosa, è sempre quella.

mercoledì 7 aprile 2010

Pagelle vs. Arriba Perù

Con una formazione che proponeva due innesti e un solo attacante di ruolo era molto difficile affrontare i Perù. La squadra nel complesso, come gruppo, merita un 6,5, che è più della media dei voti dei singoli: per la voglia, lo sforzo dimostrato nel cercare la coesione e l'equilibrio. E' un voto che nasce nello spazio tra un giocatore e l'altro, nell'intangibile ma palpabile voglia di essere una squadra e di mettercela tutta, nonostante l'enorme difficoltà.

Gio: Il portierone sta cambiando, i miglioramenti tra i pali sono stati dall'anno scorso a quest'anno visibili a tutti e anche coi piedi non concede più palle all'avversario. Il tutto fa sì che la squadra acquisisca sempre maggiore fiducia in lui e quando lo si sente urlare "mia" la tranquillità si manifesta sui volti dei compagni. Il grande cambiamento, quello fondamentale, è però un altro ed ovvero l'aver visto, in una situazione complicata come quella di ieri sera, non lo sgomento e l'arrendevolezza ma la capacità di crederci, questo significa essere calciatore. Voto per la partita: 7-
Palu: gioca quasi sempre da perno centrale di difesa e qui si comporta bene, quando si propone nella costruzione dell'azione ricorre troppo spesso a lanci alti e sovente disperati. correo nella confezione dell'1-2. Voto 5,5
Ale: ce la mette tutta, soffre ma non si lamenta mentre sputa i polmoni. disciplinato in difesa, meno in fase offensiva, dove l'anossia lo lascia senza idee. voto 6-
Franci: torna dopo un lontanissimo esordio, agli inizi della passata stagione, e offre una prestazione di livello, segnando con un po' di fortuna anche l'unica rete della serata. ha fiato e gambe, piedi e vigore agonistico. Voto 6,5
Lele: indulge ad un pericolosissimo slalom a un metro dalla linea della nostra porta e si abbandona ad un comprensibile nervosismo nel finale, ma sono due nei in una gara in maiuscolo, passata a portare la croce, correndo come un dannato per tutto il campo, col solito possesso palla e la solita rabbia in difesa e a cantare, anzi urlare gli ordini alla truppa che doveva imparare in diretta sul terreno della battaglia posizioni e movimenti. Voto: 7+
Fla: sostiene l'onere dell'attacco per quasi tutta la gara, con poco tempo per riposarsi. cede leggermente nel finale, quando anche per lui le energie vanno in riserva, ma si dà molto da fare in questo esordio, ripiegando spesso sulla fascia per la fase difensiva. Voto: 6+

martedì 6 aprile 2010

Pagelle vs. Huracan (di Ale)

Dopo essere stato eletto inviato speciale per una notte, grazie ad una votazione probabilmente irregolare (su cui sta già indagando la magistratura) mi trovo costretto mio malgrado a redigere le tanto temute pagelle della sfida FC Elitron – Huracan.

The Wall (8): Sicuramente il migliore nella serata. Arriva su ogni pallone, non concede praticamente nulla nel primo tempo, tanto che, se non fosse per una palu(mbella) tracciata dalla palla dopo una deviazione sfortunata, terminerebbe il primo tempo imbattuto. Sulle reti non può praticamente nulla. Tenta addirittura di fare gol con un prezioso pallonetto a metà della ripresa che avrebbe sicuramente portato all’invasione da parte del pubblico se fosse andato a segno. Non gli basta parare, ma vuole e riesce sempre a bloccare anche i tiri piu insidiosi. Octopus

Green Eyes (6,5): Non è facile giocare di anticipo con gli Huracan, veloci, tecnici e soprattutto tutti brutti. Lui erge un muro dove può, prende a sportellate chiunque gli passi vicino. Oggi gli occhi verdi, sono quelli di un cobra. Non vede avvicinarsi la palla nell’autogol. Sfortunato

Humphrey Bogart(7): Preziosa performance dell’uomo in impermeabile. Non concede praticamente nulla al temutissimo n.10, chiunque passi la meta campo deve arrendersi al suo sguardo da duro. Suo il preziosissimo assist del primo gol, che taglia in due la difesa degli Huracan. Tenta addirittura di sorprendere tutti calciando di stinco anziché di piede in uno schema su punizione. Subisce, a mio avviso, un fallo di ostruzione sul terzo gol. Propositivo 

Butterffly(6/7): Non svolazza oggi la nostra farfalla. Sa benissimo che non può permettersi la solita strategia che lo vede correre come un pazzo per tutto il campo. No questa volta attende paziente i sudamericani come un predatore studia le sue vittime. E la farfalla diventa cosi un falco i cui voli sono meno coreografici, ma piu pragmatici. Non passa attimo che il falco non piombi sulle gambe (e a volte diretto sulle tibie) degli sventurati Huracan. Morde, graffia, non si da pace per tutta la partita. E quando esce e potrebbe godersi il meritato riposo ecco che da falco diventa leone e ruggisce la sua grinta verso i suoi giocatori:  Metamorfico

Spaccaghiaccio(6,5): Come nasconde la palla lui agli avversari non la nasconde nessuno. Tanto che gli Huracani sin dall’inizio non capiscono chi siano i sudamericani tra le due squadre. Prezioso il suo lavoro, quando prende palla e fa salire o respirare la squadra. Come al solito lascia il segno, facendosi trovare sul prezioso taglio di Humphrey e soprattutto con una magia che disorienta i tre sventurati che vorrebbero soffiargli la palla. Peccato per l’ultimo gol degli Huracani che lo vede corresponsabile dell’apertura della barriera. Illusionista

The Child(6/7): Uomo ovunque di questa squadra. Gol di rapina, rievocando “el Buitre” di madrileno ricordo. Spezza il gioco, si propone nelle ripartenze e quando serve difende. Ricorda il calcio totale dei tulipani cruijffiani. Getta il cuore oltre l’ostacolo quando si immola con una scivolata provvidenziale e che infiamma il pubblico. Motoperpetuo

Silvio(6,5): Terzo uomo di un’attacco invidiabile. Condivide con Spaccaghiaggio una piccola responsabilità sull’ultimo gol, gol che conferma una tremenda realta: oggi è difficile fare gol alla Elitron! Lui, come le altre due punte, spaventano subito gli Huracani, tanto da chiuderli fin dalle prime battute nella loro metacampo. Piace per la sua visione di gioco, mai una palla buttata via per caso, ma sempre finalizzata a ottenere il meglio: blocca e smista i palloni come napoleone smistava le sue truppe. Stratega

Il Tifo(9): Oggi il tifo è uno di quelli che ti ricordi. Tutta la curva è il sesto uomo in campo. Urla, si sbraccia, improvvisa una temibilissima Haka, che spaventerebbe anche il più  coraggioso dei Maori, e soprattutto sorprende estraendo dal cilindro termini tecnici propri del migliore dei giornalisti di calcio. Cosi si sentono parole come Rimessa, Ripartenza, Fuorigioco(?) che proiettano le nostre ragazze non solo nell’Olimpo della Torcida, ma anche in quello del giornalismo. TechnoTorcida

 

lunedì 5 aprile 2010

Convocazioni vs. Arriba Perù

Evviva la rosa ampia...le convocazioni arrivano solo 24 ore prima del match perchè rintracciare giocatori validi è stata un opera lunga e difficile. Il pericolo di scendere in campo in 4 è stato sventato, speriamo di non avere imprevisti.

Convocati:

1) The Wall

2) Green Eyes
3) Buttefly
4) Sua eleganza
5) Il cavaliere nero (se supera la tormenta di neve a Bormio)
6) Flavio
7) Francesco...l'ultimo rimasto dei rossi (se ce la fa)

Attenzione...io arriverò tardi al campo, finisco di lavorare alle otto

giovedì 1 aprile 2010

Elitron-Boom Boom 4-0

Un cane con una zampa malandata attraversa la strada nella campagna vicino Parma e saltella naso all’aria nel campo vicino. All’imbocco dell’autostrada c’era nebbia, ma pian piano si è dissolta per lasciare il posto al sole, che illumina ed esalta il verde rasato dell’erbetta che comincia a ricrescere. Sembra quasi primavera in questa primavera che non vuole cominciare. Dopo qualche ora i tergicristalli spazzano di nuovo il parabrezza e gli uccelli volano bassi, infatti, e fa di nuovo freddo. Quattro goal, come una rondine, non fanno primavera, ma scaldano il cuore e la speranza, dopo un girone di ritorno che lascia varie sfumature di amaro nella bocca ancora affamata della FC Elitron. Sarà uno squarcio passeggero o un nuovo inizio? Quando torni a vincere è facile cedere alla tentazione di pensare che ti sei lasciato alle spalle un passato non gradevole. Quando lo fai come è successo con i Boom Boom è quasi impossibile resistere all’ottimismo e alla voglia di riprovarci, anche se il nome del prossimo avversario è Huracan FC. Assedio è la parola giusta per descrivere i primi quaranta minuti di questa seconda metà di serie A. Un tiro al bersaglio incessante e straripante, contro un portiere incubo che para con ogni parte del corpo, in ogni angolo della porta. Un muro di fuoco ininterrotto dietro al quale dopo un tempo senza reti comincia a serpeggiare il timore della beffa. Appena il tempo di pensarci sul serio che finalmente Olly ha un movimento da rapace d’area e con un passo si guadagna lo spazio per raccogliere il perfetto assist del mister e girare imparabilmente il pallone nella porta dei BB. Uno a zero e tutto cambia con un avversario che deve cercare di rimontare e ci lascia più spazio. Olly replica e Palu fa il terzo, dopo averci provato diverse volte in una serata in cui ha appetito di goal, con un bel colpo agli incroci che sorprende l’estremo avversario. Prova a sorprenderlo anche Ibe con un rilancio fuori ordinanza, dopo che il collega si è spinto a cercare gloria nella nostra area. Chiude i conti mister Butterfly, accarezzando in porta il più facile dei tap-in, offerto da un ottimo assist di prima di Ale che torna da Roma con un lavoro nuovo che lo lascerà, speriamo, giocare un po’ di più. Bene. Sembra primavera questa vittoria, vista il giorno stesso. Ora è tempo di capire, mentre il tempo vero fa ancora le bizze. Naso al cielo, cuore nelle scarpe, coltello tra i denti, polmoni guai a voi! C’è l’Huracan. Ci sta di perdere ed è per questo che vogliamo vincere. Dai!