venerdì 29 aprile 2011

Come finirà?

Up to me cantavano i Jethro Tull (e dopo di loro, con testi diversi e tutti accomunati dal fatto di non avere alcuna relazione con il senso di questo post, anche Bob Dylan e i Five Times August). “Tocca a te”, tocca a noi. Vinciamo e abbiamo altissime chance di andare dritti ai playoff. Non prendiamo i tre punti e ci complichiamo la vita. Ma. Gli altri si giocheranno la loro di partita, cercando, ognuno, di fare il meglio. E come finiranno? Difficile dirlo con certezza, il girone è equilibrato e quindi proviamo a interrogare la statistica e generare tutte le possibili soluzioni e incrociarle tra di loro. Il risultato lo vedete qui sotto. Insomma, ci sono buone possibilità di farcela, quasi il 50%. Ma dobbiamo fare il nostro. Up to us!



Nota: la statistica considera le attuali differenze reti e su queste calcola l'esito di eventuali parità punti: almeno per quanto ci riguarda al netto di goleade clamorose è un criterio abbastanza attendibile.

mercoledì 27 aprile 2011

Elitron-A.C. Trezza 2-3

Nel 1937 un’unità dell’aviazione tedesca, inviata in appoggio al fascista Franco, bombarda la città di Guernica, ispirando un noto quadro cubista in cui si confondono pezzi di umani, bovini, lampade e cavalli. Una cinquantina di anni più tardi la grafite dell’impianto di Chernobyl prende fuoco per un malfunzionamento dell’impianto ed una serie di errori umani, causando il più grande disastro nucleare della storia (ma i giapponesi stanno lavorando per mettersi al passo). Io avevo quattordici anni e il responsabile della sicurezza e qualità domestico, cioè mio padre, proibì, conformemente alle indicazioni dell’allora ministro della sanità Costante Degan , il consumo di verdure a foglia larga, latte fresco e finanche il recarsi a giocare a calcio nel grande prato condominiale. Faceva caldino, io ero un postsovietico con inclinazioni gorbacioviane, deluso perché la Glasnost aveva fatto cilecca, ma soprattutto incazzato perché avevo voglia di giocare e non potevo. Passano quindici anni e, mentre il mondo aveva ancora il naso all’insù puntato verso Manhattan e si domandava cosa fosse esattamente l’antrace, Robert Steinhäuser si assenta per un breve periodo dal ginnasio Gutenberg di Erfurt, nel cuore geografico della Germania, e produce per giustificarsi un certificato medico palesemente contraffatto. Scoperto, viene espulso. Siamo in Germania, dove un ministro, (peraltro di nome Guttenberg, quasi come la scuola) ancor oggi, si dimette per aver copiato testi per la propria tesi di laurea. Dilettante. Insomma Robert ci resta male a non poter più tornare in quella scuola dalla quale aveva voluto tenersi clandestinamente lontano per qualche giorno. E quindi, dopo alcuni mesi, decide di tornarci a suo modo, vestendosi da ninja, armandosi e aprendo una alla volta le porte delle classi per sparare e uccidere tredici insegnanti. Nell’operazione gli scappano anche tre morti “collaterali”. Poi si tira un colpo lui stesso e lì finisce la sua breve, triste, drammatica vita ed anche questa introduzione apparentemente insensata, ma invece destinata a dimostrare che il 26 aprile, data comune degli eventi descritti, nell’ultimo secolo, è stato più volte un giorno abbastanza di merda (si aggiungano un incidente in una miniera cinese, con più di mille vittime, e un disastro aereo). Il 26 aprile 2011 è il giorno in cui è stata fissata la data rimandata per l’incontro di ritorno con AC Trezza. Noi ci presentiamo, sprezzanti di questo ulteriore segnale che Dio, pur in precedenti occasioni difeso dalla deplorevole dialettica denigratoria degli avversari, si ostina a inviarci per dissuaderci dalla pratica del futsal o calcio a cinque altrimenti detto. Siamo a ranghi ridotti, la lista delle sciagure personali muscolari o articolari o semplicemente organizzativo-logistiche sfiora il fluviale. Ci si mettono anche i ladri di scooter a complicare la faccenda. Con il mister si arriva al campo in anticipo, come costume, dopo aver dissertato lungo la strada sull’esiguità della rosa e sull’esegesi del criptico commento di Teto alle convocazioni, si guarda un po’ di serie B, in scena alle ore 20 su entrambi i campi, e si ricorda una partita risolta due anni fa da un paio di siluri di Ibe su punizione. Ibe l’arbitro agente di commercio, che quest’anno ci ha abbandonato (ma solo fisicamente). Ibe che a sopresa si presenta (in bundle con Teto e Sebi) e viene arruolato seduta stante e sbattuto al fronte, come un qualche giovane contadino in una storia di guerra di altri tempi che si conclude certamente con delle lacrime versate da una timida e croccante ragazza che lo amava al paese e gli avrebbe immolato la verginità proprio la notte dopo quella dell’infausta chiamata alle armi (“quando torno ti sposo” le aveva detto lui, per contrastare il presagio di sventura che l’affliggeva). Alla fine dunque siamo sette, abbiamo voglia di giocare a calcio e possiamo farlo, questa volta (e poco importa che a casa, la prossima generazione protesti perché non mi trattengo a vedere le mal sceneggiate Avventure di Sammy, la tartaruga giramondo). Scendiamo in campo con due buoni propositi, probabilmente condivisi: vincere e cercare di evitare risse, con una spiccata simpatia per il primo. Proviamo a realizzarli, ognuno secondo il suo modo e stile. Noi cerchiamo di partire forte, bombardando per diversi minuti la porta avversaria, dove un eccellente portiere ribatte colpo su colpo, i trezzini chiudendosi e ripartendo e sfruttando i calci piazzati, piatto forte del loro menu. E infatti alla prima buona occasione, complice un non eccellente intervento del nostro portiere, il sommelier con le braghe lunghe la mette. Si riparte, con analogo copione e analogo raccolto per noi, cioè zero, e per loro qualche occasione in contropiede, rintuzzata in extremis. Finisce il primo tempo e si assiste ad un piccolo doppio paradosso. Da una parte la squadra che sta vincendo appare divisa da animate discussioni sull’applicazione della tattica, dall’altra la squadra che ha oggettivamente e necessariamente impostato la partita sull’azione offensiva conviene che bisogna spingere di più, andare più avanti. Verso la metà del secondo tempo succede tutto e di tutto (la cronologia potrebbe essere fallace). Prima Trezza manovra una bella azione con passaggi brevi e veloci, facilitati dall’insufficiente pressione dei difensori a strisce, smarcando un uomo davanti alla porta e raddoppiando. Poi Sebi inventa un goal in caduta libera diagonale rasoterra e le speranze si riaccendono. E’ questo il momento in cui va in scena la prima parte di una tragicommedia dell’arbitro, involontariamente protagonista della fasi cruciali della partita, grazie ad errori abbastanza equanimemente distribuiti, ma causati ripetutamente da un deplorevole deficit di personalità. Prima una mal calcolata uscita del prolisso sottoscritto termina con un fallo da rigore evidente, non concesso. Poi un intervento irruento del mister viene punito con un giallo-a-richiesta quando il fallo era praticamente prescritto, grazie alla più recente porcata legislativa del presente mercenario governo di mafiosi. Gli animi si scaldano e così il piede del nostro bomber che prova l’ennesima conclusione verso la porta avversaria e questa volta pesca il jolly dell’errore umano di un portiere incapace di mezze misure, che dopo aver surclassato San Gennaro, ora si fa passare la palla tra tutti gli arti disponibili e la lascia finire in rete. E’ il pari e poco dopo arriva il quinto fallo degli amaranto, tra le proteste. La partita è in bilico, tutto può succedere ad una manciata di minuti dalla fine. E quel che succede è che innanzitutto si compie la seconda parte della partitura per arbitro solo, con la negazione di un fallo tanto palese quanto pesante, perché sarebbe il sesto e ci porterebbe al tiro libero, poi il libero arriva davvero. La palla viene faticosamente stabilizzata sul punto di battuta, il portiere avversario batte due volte la mani e stende le braccia, parte la rincorsa e poi il tiro. Parato. Occasione sprecata. Si riprende, c’è un fallo a metà campo. Teto va in marcatura sull’attacante avversario e non gli lascia nemmeno il tempo di domandarsi a chi smistare il passaggio che sta arrivando: lo schiocco prodotto dal noto contatto scarpa caviglia è di quelli che non lasciano tanti margini al dubbio. Punizione in posizione centrale, poco fuori area. Discutibile e discussa strategia difensiva organizzata da chi scrive e goal a meno di due minuti dalla fine. Proviamo a crederci ancora, proviamo a raddrizzare di nuovo la partita, quand’ecco che il terzo atto della tragicommedia arbitrale si compie. Lancio lungo al limite dell’area amaranto, intervento scomposto da dietro da parte del difensore di turno su Sebi che viene sbilanciato. Arriva un fischio. Mentalmente andiamo nuovamente verso l’immaginario dischetto del tiro libero, ma mentre siamo lì lì per andarci anche fisicamente di fischi ne arrivano altri due, a dire che la partita finisce lì, che usciamo sconfitti da una gara che non avremmo meritato di perdere.
“Pessimo, pessimo, pessimo” continua a sbraitare il mister e ancora in questo momento non si capisce a cosa si riferisse esattamente. Lo urla mentre esce dal campo, lo strilla mentre entra negli spogliatoi, lo strepita ininterrottamente mentre si toglie le scarpe e le sbatte sul pavimento. Si interrompe solo per dire bravi tutti comunque e poi riprende ossessivamente mentre altri discutono animatamente, con congruo livello di decibel, circa le responsabilità individuali ed il loro impatto sul risultato della partita. C’è molto nervosismo, troppo. Così troppo che son costretto, ora e qui, a scusarmi con i compagni presenti per l’esagerazione di un gesto, deprecando nel contempo la qualità di certi materiali scelti evidentemente più in ragione del risparmio economico che della solidità strutturale e dell’efficienza funzionale.
Dopo c’è la pizza, il filetto al pepe verde con insalata mista modificata di Carlo, una macedonia sola per due richiedenti, la birra, le chiacchiere, le risate, l’ostentazione di una sterile conoscenza dei meandri del regolamento del gioco, le confidenze e il pudore su vicissitudini sentimentali e alcune sorprendenti ed esecrabili dichiarazioni di gradimento verso la pratica limonatoria. Dopo c’è il ritorno a casa e la domanda del mister “ma tu adesso ti metti giù e riesci a dormire subito?”, che nasce da quella maledetta voglia di rigiocare subito che ti resta addosso quando le cose vanno così ed è figlia della frustrazione, del rimuginio su certi dettagli e della fame di vincere.
Aber für heute reicht's.

martedì 26 aprile 2011

ACT al microscopio

Mi spiace mettere questo post appena dopo quello di Giò ma il tempo stringe. Qui di seguito i soliti grafici prepartita che servono più che altro a colorare un po' il blog, a rendere felice Dario e forse a creare elementi utili a qualche mente fine.
Albo d'oro: questo sarà il nono torneo dei nostri avversari che evidentemente migliorano con gli anni. Lo scorso anno il miglior piazzamento: quarti.








Risultati altalenanti in modo quasi studiato, fisiologico direi. Gli accaniti appassionati di statistica capiranno perchè son contento di incontrarli stasera, nulla di significante invece per i fatalisti (per i quali, tra l'altro, questa serie di grafici risulterà inutile)



Nel prossimo vediamo come due situazioni diverse poi convergano. Loro perdono o vincono, il pareggio esce pochissimo (ed uno dei due della serie è con noi). Noi invece non siamo riusciti a vincere in diverse occasioni in cui avremmo meritato e le assenze all'inizio e alla fine di questa serie A sembrano essere state determinanti. Due squadre che differiscono per molti aspetti da un punto di vista fisicico e tecnico ma che in definitiva, in sostanza, si assomigliano: risultati altalenanti che portano comunque ad una classifica vicinissima, le uniche due ad aver battuto Fila Football Club, due squadre che in fase simpatizzano e non in fase confliggono ed infine...i due migliori blog del torneo.


La differenza in classifica di un punto la si può attribuire a differenti variabili, io dico che è stato il loro pareggio nel ritorno contro Arriba Perù al posto della nostra sconfitta.





I precedenti sottolineano l'equilibrio suddetto. Nella nostra sconfitta è storico un rigore enorme non assegnato a Silvio (...non quel Silvio...) sul 5 a 4, rigore che avrebbe dato anche Ceccarini .


Nel 5 a 5 dello scorso anno (vedi video) i 56 tiri da noi fatti non furono sufficienti ad andare oltre al pareggio. Nell'andata di quest'anno i complimenti per il portiere trezzino furono da parte di tutti i presenti.
















Elitron-Fila Football Club 3-7

Uscendo dal campo dopo la vittoria sui Golden Boys eravamo uno squadrone. Vittoria, gioco, condizione. Poi la sorte impietosa ha cominciato a tracciare righe trasversali su una serie di nomi, a insinuare in muscoli, tendini, ossa, articolazioni tutto ciò che serve per rendere inservibili anche i più valorosi, tenaci e determinati calciatori. Alla sfida con FFC arriviamo così con una serie di acciacchi e di assenze che ci fanno, ahimè ancora una volta, temere il peggio e scendere in campo forse con la determinazione, ma certamente non con l’attrezzatura necessaria ad affrontare una gara contro una squadra forte fisicamente e tecnicamente, ben messa in campo.
Che sarebbero stati cazzi amari lo si capisce mentre il loro gigantesco numero 13, quinto uomo della squadra, si cambia a bordo campo, con una certa calma, anche. Giochiamo per qualche minuto in superiorità numerica, ma senza trovare i varchi che sarebbe lecito sperare. Loro sono tostissimi, corrono e aggrediscono su ogni pallone. E così non riusciamo a stupirci più di tanto quando ci troviamo sotto di due goal, nati da azioni ben manovrate. Poi Teo accorcia di rapina e una tenue speranza si fa largo nei cuori. Ma dura poco e un bolide che buca il muro del suono chiude sull’1-3 il primo tempo. Inevitabile confrontare il risultato con quello dell’andata, che era peggiore. Inevitabile provare a crederci. Ma stavolta non funziona. Troppe sbavature, troppo poca rabbia, insufficiente aggressività, valore degli avversari superiore e soverchiante. Ale immolandosi in scivolata e Teto più tardi rendono meno gravoso il passivo, ma non possono evitare la sconfitta.
La sconfitta con FFC ci sta tutta, ma il retrogusto è amaro e fosco l’orizzonte: le nubi stavolta non nascono dalla mentalità o da altri elementi rimediabili, ma purtroppo da un irrimediabile caratteristica della squadra: l’elevata età media con gli acciacchi che questa comporta.
MA.
C’è un “ma” maiuscolo. E’ la voglia di fare bene, di non mollare, di rendere in modo speciale, proprio perché siamo sull’orlo dell’abisso. E’ quella che servirà subito, già stasera. E’, deve essere, ciò che ci contraddistingue. Almeno finché la scienza, coi suoi mirabolanti progressi, rimetterà in sesto pedine importanti di questa squadra di fanciulleschi vecchietti.
Forza ragazzi di un tempo!

lunedì 25 aprile 2011

Convocazioni vs. AC Trezza

Auguri in ritardo a tutti quelli che non ho sentito.
Per domani sera saremo in otto visto che le mie condizioni non sono ottimali e visto che tanto poi ne succede sempre una.

Convocati:

1) Giò

2) Ale S.
3) Teto
4) Lele
5) Carlo
6) Ale P.

7) Teo
8) Seba

Ritrovo come al solito

venerdì 22 aprile 2011

Trova l'anonimo

Allora, escludendo Giò che le ha giocate tutte, Teo che ne ha giocate poche, Seba che pare giustamente stralunato dai nostri incroci ed io che ovviamente non ho scritto il commento anonimo di ieri sera, si vede che:

Punti FCE in Serie A: 16

Teto
punti: 15
giocate: 9
media punti a partita: 1.66
2s, 3p, 4v
% v = 100%
% p= 75%
% s = 50%

Dario
punti: 8
giocate: 8
media punti a partita:1
3s, 3p, 2v
% v = 50%
% p = 50%
% s = 75%

Carlo
punti: 5
giocate: 6
media punti a partita: 0.83
3s, 2p ,1v
% v= 25%
% p = 50%
% s = 75%

Silvio
punti: 7
giocate: 6
media punti a partita: 1.16
3s, 1p, 2v
% v = 50%
% p = 25%
% s = 75 %

Ale S.
punti: 5
giocate:5
media punti a partita: 1
2s, 2p, 1v
% v = 25%
% p = 50%
% s = 50 %

Quindi il risultato finale è:

...che vince Zacca!

giovedì 21 aprile 2011

Scoperte

Il blog è quel luogo dove ogni tanto possiamo andare a trovare gli amici, dove si parla soprattutto di calcio e, per colpa di Giò e mia, anche di argomenti che con il calcio non hanno per forza attinenza, con l'intento però di essere un punto di riferimento, un angolo di giornata. Ultimamente mi è capitato di proporvi dei grafici, seri per la verità, chissà se utili, diciamo forse, ma di fatto mi son ritrovato a sorbirmi per una sera, oltretutto dopo una gara persa, il gatto e la volpe che mi hanno fatto una testa così: i grafici sono troppo colorati, ma di che anno è l'Excel che usi ecc, ecc, ecc. tutti ovviamente accompagnati da risolini fastidiosi. Essendo comunque io un personaggino dimolto per bene, e che ho dalla mia una calma e una comprensione fuori dalla norma, ho accettato lo scherno e ho proseguito senza neanche rifarmi un po' sui due che intanto mi scroccavano pure il passaggio a casa, ma ponendo fine ai miei intenti analitici. Prima dell'ultima partita però uno dei due mi ha telefonato minacciando di non presentarsi alla gara se io non avessi postato almeno un grafico, e quindi facendosi un po' perdonare. Dopo opera di convincimento siamo giunti ad un compromesso e quindi da ora in poi, di tanto in tanto, qualche grafico me lo devo inventare. Qui di seguito..., va be', non sto neanche a spiegarlo per non offendervi, però ritornando un attimo seri vi faccio vedere come siamo fisiologicamente...a corrente alternata, quasi non dipendesse neanche dall'avversario, e questo secondo me è un dato molto, molto importante. Se qualcuno se la sentisse di fare valutazioni utili...il blog è aperto.



















mercoledì 20 aprile 2011

Grafico

Tutti hanno diritto di pubblicare un grafico. Allora lo faccio anch'io. E' vecchio, ma continuo a trovarlo geniale. Re Leone, avevo ragione? il 100% rappresenta o no il totale del grafico?


martedì 19 aprile 2011

A richiesta...

Dal vero però è tutta un'altra cosa, anche solo per la visione 3d

Gran CA'

Via Festa del Perdono - L'università Statale di Milano è il più grande ateneo pubblico milanese e della lombardia, la cui sede centrale è oggi situata nel maestoso edificio che era un tempo l'ospedale Maggiore (Ca' Granda) voluto dal Duca di Milano Francesco Sforza. Se ci vai in questi giorni, come è successo a me, puoi rifarti gli occhi grazie alla mostra gratuita INTERNI, mobili da giardino, da casa, ecc di alto design, e devo dire pure di gusto.

Ventisette ore dopo la visità universitaria il Mister si ritrova di fronte ad uno scenario simile, ad un altro ospedale. Due dei sette giocatori chiamati per la partita non stanno bene, lottano per quel che hanno ma il passo non può essere il solito. Senza parlare dell'infermeria che conta assenti a bizzeffe. Circa il 60% dei giocatori che c'erano lo scorso anno sono out, e quasi tutti in modo definitivo. All'ultima tavolata estiva la programmazione per questa stagione non aveva tenuto conto di questo destino avverso e così avevamo anche escluso giocatori che si erano proposti e che ieri sera ho visto giocare con un'altra squadra. Peccato, adesso sarebbero stati utili. Che dire, che fare? Niente di particolare. Se la sconfitta di ieri sera rispetta il tasso tecnico e atletico tra le due squadre e in quel momento, il design mostrato dai Fila mi è garbato parecchio. Squadra che picchia ma senza farti mai male, squadra che si fa picchiare e si rialza senza dire una parola. Gente che gioca a calcio e si vede, abituata a ritmi importanti. Mi piacerebbe giocarci ogni giorno contro di loro, veramente, perchè è guardando quelli forti che si impara, e sono sicuro che poi, forgiati da questo ipotetico allenamento, ogni sfida del torneo sarebbe nostra. A chi si sente troppo sconfitto, a chi ieri sera ha perso un po' di fiducia io dico di guardare più in là. La partita di ieri è stata utile, molto, e non riflettere ed imparare sarebbe un errore imperdonabile.

Pagelle vs. Fila FC

23) Giò: 5 ; Non la sua miglior prestazione
5) Teto: 5- ; Troppo condizionato dalla zampa sofferente
7) Dario: 5,5 ; Non è lucido però almeno lotta
17) Ale S.: 6; Inizia timoroso poi cresce
10) Lele: 6; Ci prova fino all'ultimo, con ogni fibra e ogni parola ;
20) Carlo: 4,5 ; Sembra cervo uscito da foresta
21) Teo: 5,5 ; Impegno senza acuti

lunedì 18 aprile 2011

Elitron-Arriba Perù 4-6

Vista dalla coda si capisce che nell’aria c’era come un presagio di sventura. Anche la matematica del pessimismo dava segnali. Con il moncone di Arriba Perù all’andata era finalmente arrivata la prima vittoria in serie A, che insieme al pareggio della giornata precedente coi ragazzi dorati faceva una buona notizia. Da lì solo risultati positivi, un po’ troppi pareggi, ma sempre di punti si parla. Era una sorta di giro di boa, un momento pericoloso, dunque. Poi ci si è messo un inopinato forfait difensivo, aggravato dalle notizie provenienti da Stefano, appena reclutato e già fuori uso. Nuvole nere all’orizzonte. Le caratteristiche degli avversari le conosciamo, le nostre (pochi difensori, abbastanza benzina con questa squadra) anche e decidiamo di metterla sul piano del pressing. Era un’idea, ma si è visto che non funzionava. Si doveva cambiare qualcosa, ma non lo si è fatto. Sotto di uno, poi di due, per sfortuna (deviazione fatale a un metro dalla riga), bravi a non perdere del tutto la testa, nonostante qualche nervosismo gratuito ed eccessivo e nonostante un giallo a Seba pesante come una squalifica, bravi a ricucire e pareggiare, distratti nel subire ancora per il tre a due che chiude il primo tempo. E nel secondo mettiamo di nuovo in scena uno dei nostri numeri preferiti: rimessa palesemente assegnata in modo errato, appelli all’avversario di turno, proteste, distrazione e goal subito dal gigante buono (troppo buono?), che si ergeva indisturbato al limite della nostra area. Ancora bravi a non diventare l’Inter del TCLibertas, svaccando ignobilmente, ci riavviciniamo e teniamo duro per un po’, ma non abbastanza e nel finale un altro rigore ineccepibile fissa il risultato che interrompe la serie positiva. Peccato, perché con i risultati maturati su altri campi questi punti avrebbero fatto molto comodo per alimentare il progetto di arrivare dritti ai playoff, senza spareggi. Ora, come già osservato dal mister, la classifica è molto corta e ogni punto pesantissimo. Serve mettercela tutta. Serve, già detto anche questo, essere una squadra. La buona notizia è che ci possiamo provare subito.

sabato 16 aprile 2011

Convocazioni vs. Fila Football Club

Convocati:

1) Giò

2) Dario (c)
3) Teto
4) Carlo
5) Lele

6) Silvio
7) Teo

Ritrovo come al solito alle 20,20. E' possibile che Giò ed io arriveremo con un po' di ritardo.

Altra Informazione - IMPORTANTE

Federico della Libertas mi ha da poco comunicato che è stato accettato il nostro jolly per il 25 aprile e la partita contro AC Trezza si disputerà Martedì 26 aprile alle ore 21.00

Classifica e risultati


In un girone equilibrato come il nostro la sconfitta contro Arriba Perù non cambia la nostra posizione di classifica. Se da una parte le vittorie di Golden contro Gli Imprevedibili e di Fila contro Fatal Inertia (che batosta) sono buone notizie perchè ci permettono di mantenere un punticino di distanza da quelle dietro, dall'altra parte le valutazioni da fare sono diverse. Arriba Perù, che non è certo una squadra debole e il suo albo d'oro lo dimostra (anche se ho scoperto che alcuni non capiscono i grafici, forse troppo colorati), vince con noi la sua prima partita della serie A. E' vero, stanno recuperando uomini importanti ma è anche vero che altri ben più forti erano assenti contro di noi. Siccome però l'equilibrio tra le contendenti è, dopo dieci partite, un dato di fatto, credo sia utile, come sempre, guardare in casa propria. La prova dei singoli, di ognuno e nessuno escluso, è stata sotto le proprie potenzialità ed ognuno deve essere in grado di essere forte e costruttivo nel mettersi in dubbio e trovarsi pronto, molto pronto, per la prossima partita. Se è vero che un team è fatto di differenti giocatori che ne determinano la qualità della prestazione, ritengo anche che, allo stesso modo, la squadra stessa abbia e debba avere un'anima propria e caratteristiche definite nelle quali il singolo si debba rispecchiare e dalle quali debba essere in qualche modo risucchiato, assorbito. Entrare in campo è combattere con caparbietà tutti insieme, avere attenzione per quel compagno che in quel momento ha bisogno del gruppo, armonia d'intenti, avendo chiaro in mente che quei 40 minuti di gioco sono l'accesso per godersi la pizza del dopo. Avere la mentalità vincente non è un dono di Dio ma la volontà di un uomo, anzi no, di un gruppo di uomini, di amici. Onore, presenza, determinazione, carattere e petto in fuori. Indubbiamente io ho da dirlo a me stesso dopo la mia prestazione, se però non sarò il solo a farlo allora alla prossima diremo la nostra. E chi avremo davanti non farà la differenza, in nessun modo. Di questo ne sono sicuro. Nessuna scusa, considerazione sul tempo, infortunio, età, non ne voglio sentire una, solo un gruppo che farà la voce grossa. Forza Elitron.

Attenzione

La partita contro Fila Football Club si giocherà questo lunedì ore 21,00. A stasera o al massimo domattina per le convocazioni. Per Seba, vedo confermata la squalifica.

venerdì 15 aprile 2011

Post di servizio - IMPORTANTE E URGENTE

Ho sentito un rappresentante di Fila F.C. Loro venerdì non arrivano a cinque e quindi hanno chiesto il rinvio. Possiamo decidere insieme a loro quando preferiamo giocare. Le opzioni sono:
Lunedì 18 alle ore 21;
Martedì 19 alle ore 22.
Per favore, se qualcuno sa di non poter essere presente in una di queste due date lo dica. Grazie.

Pagelle vs. Arriba Perù

Gio: 5,5. Sui goal c'è ben poco da fare, ma due rigori sulla coscienza pesano.
Dario: 6,5. Recuperato causa indisponibilità di Teto, fermo da un paio di turni: non il modo migliore di iniziare. Eppure... il migliore in campo, spesso lasciato troppo solo contro le folate peruviane.
Teo: 6-. Nervoso e meno mobile del solito, forse a disagio in un pressing raramente ordinato. Sfodera però tre assist perfetti che portano ad altrettanti goal.
Ale S: 6. la sua solita partita. Deve entrare in corsa e trovare posizione e ritmo. Non fa errori in fase difensiva, anche se è un po' meno disciplinato del solito.
Lele: 6. Un po' evanescente nel governare la tattica (ma non entra nel giudizio). In campo corre, recupera, si incazza e morde le caviglie. Tra i protagonisti della distrazione fatale che porta al quarto goal peruviano.
Olly: 6-. Ennesima partita di sacrificio, spesa a inseguire spremendo il fiato e aspettare invano palloni giocabili quando sta là davanti. Più continuità gioverebbe.
Seba: 6-. Un'entrata killer dopo pochi minuti gli costa la squalifica e forse lo distrae. Ingaggia un duello personale col gigante buono. Chiama al pressing ma non sempre il suo è efficace. Il suo prossimo sarà il centesimo goal personale per la F.C. Elitron.

giovedì 14 aprile 2011

Elitron -Golden Boys 8-1

Anche i Golden Boys sono un pezzo della nostra storia. Avevano un altro nome e veleggiavano ad altezze irraggiungibili quando noi esordivamo in questo torneo e ci confrontavamo soffrendo con formazioni ben più modeste. Poi han perso qualche pezzo e cambiato nome e l’anno scorso li abbiamo incontrati due volte, portando a casa una vittoria e un pari. Quest’anno ce li siamo ritrovati contro di nuovo nel primo girone: una vittoria e un pari. Non paga, la sorte ha voluto che ci scontrassimo anche in serie A. La prima è finita pari: una forma farlocca e gonfia di speranza di statistica ci faceva presagire una vittoria. E parimenti lo faceva il nostro stato di forma, il recupero di Teto in mezzo alla difesa e nel complesso una formazione un po’ tanto sbilanciata in avanti ma anche perciò attrezzata a segnare. Basta solo metterci la grinta e la calma che servono. I Golden Boys sono –per fortuna – una di quelle squadre con cui ci piace giocare. Perché fisicamente sono alla nostra portata, ma anche, e soprattutto, forse, perché sono corretti: determinati, pugnaci, ma sempre leali. Prima di scendere in campo decidiamo, su cortese richiesta del mister, di onorare l’incontro con un perfetto silenzio, segno e stimolo ad una grande concentrazione. La buona sorte premia i buoni intenti e sul primo rilancio di mano dalla nostra area esce un assist lungo linea che Seba addomestica e gira nell’angolo opposto con chirurgica, spietata precisione. Si comincia alla grande e si continua, con un copione già sperimentato con Absolut, sulle ali dell’entusiasmo, della corsa e della tecnica, aumentando il vantaggio. E’ sempre il nostro superbomber, allora ancora prossimo ai quaranta a fare lievitare il punteggio, fino al 4-0 che chiude il primo tempo. Gli dà una mano il mister, che raccoglie una respinta del portiere e mette la sua firma nel tabellino (si ripeterà nel secondo tempo, per una doppietta personale). Nella seconda metà cala un po’ l’intensità, facciamo un goal di meno e ne prendiamo uno a causa di una sbavatura nella nostra manovra, ma nemmeno per un minuto perdiamo il controllo del match. Alla fine il punteggio è rotondo (anche se meno di ciò che ci ricordavamo appena usciti dal campo). E’ stata un’ottima partita, per il clima, il risultato e le sensazioni. Impreziosita dall’ammissione dell’arbitro circa il suo errore sulla regola della distanza sul tiro libero (ammissione non richiesta quindi ancor più apprezzabile).

FCE - Progressi a vista d'occhio

"Cosa voglio dire non lo so.

Però ho ragione,

e i fatti mi cosano".


Sfruttando strumenti altamente tecnologici ho cercato di fare un minimo di analisi per vedere numericamente gli eventuali progressi o regressi e quando questi sono avvenuti in modo significante. Il primo grafico è formato dalla differenza reti, partita dopo partita, dall'inizio dell'anno. In blu la linea di tendenza che esprime, in questo caso in modo logaritmico, la sintesi dell'andamento.





Il secondo evidenzia invece l'andamento nella squadra con il progredire del torneo.

Per realizzare il grafico appena qui sotto però ho tenuto conto della forza dell'avversario, quindi ho assegnato valori differenti a seconda che la squadra rivale sia poi finita in serie A o B. Così, per i più interessati alla materia (con i quali ci sarà così da discutere), ho valutato che:


sconfitta vs. squadra di serie B = -3

pareggio vs. squadra di serie B = 0

vittoria vs. squadra di serie B = +1


sconfitta vs. squadra di serie A = 0

pareggio vs. squadra di serie A = 2

vittoria vs. squadra di serie A = 4

In rosso la linea di tendenza (lineare)




Vado concludendo sicuro di poter asserire che, e per questo vorrei radunare tutti i migliori tecnici del mondo, se di gol ne fai parecchi e ne prendi pochi...di solito vinci.



mercoledì 13 aprile 2011

martedì 12 aprile 2011

Convocazioni vs. Arriba Perù

Sembra che gli Arriba Perù siano almeno in cinque e vista la loro abilità calcistica sarà una partita vera.

Squadra che vince non si cambia.


Convocati:

1) Giò


2) Teto

3) Ale S.

4) Lele


5) Olly

6) Seba

7) Teo


Ritrovo alle 20.20 al campo come al solito.

Va'-che vacche

La Sassa (PI) - Alla Corte dei Butteri la prima che che ti viene incontro è la zia Grazia con quel calore tipico di chi è buono, la toscanaggine in bocca e nei modi. Suo marito Irio alle 20,20, overro quando arriviamo noi, è ancora nei campi; è venerdì sera ma per lui e per i suoi campi non c'è mai il week end. Nicola, il figlio, invece durante il fine settimana si ritaglia qualche momento di svago. Essendo un vero buttero lui si concede tutto il tempo che ha a disposizione per la sua enorme passione: i cavalli. Infatti il mattino dopo lo incontriamo giù al maneggio, mentre insegna ad un signore come dominare il giovane stallone che, come indole, è un po' scalmanato. Ma che significa esattamente stallone? E' forse un parente di Silvester? Se invece conosci il significato non cliccare qui . Nicola è innamorato dei cavalli fin da quando è piccolo e soprattutto da quando ha conosciuto Turbo. Qualcuno ha scritto delle bellissime cose su Turbo e queste si trovano ora incorniciate ed esposte nella sala dove si mangia. Si legge che Turbo era fuori dal normale, un amico che ha insegnato a Nicola e a tutti quelli che l'hanno conosciuto la fedeltà e l'amore, qualcosa che sembra andare al di là del possibile rapporto tra un uomo ed un animale. In una notte buia però, Turbo, oramai vecchio e con qualche acciacco, ha preso la strada sbagliata ed è sceso dalla collina, si è trovato sulla strada principale, quasi all'improvviso, dietro una curva, ed è stato investito. Si legge che anche i più duri hanno pianto la sua morte.
Ma alla Sassa la natura è sempre viva, non muore mai. Non può morire. Le pecore, le capre, i caprioli, le vipere, i cinghiali, i cani e i cani da caccia, ecc, ecc non fanno parte del quadro, sono il quadro. Intanto le colline con il loro verde fresco e il giallo intenso del grano sembrano urlare che la primavera è arrivata.


Quando sei in vacanza partono sempre dei giochi con gli amici e per adattarci all'ambiente il primo tira fuori il gioco delle parole ripetute: va'- che vacche!


A ripetizione ne vengono fuori altre:

La cerata lacerata,

Tramonti tra monti,

Condito con dito

Convoglia con voglia

Corpetto cor petto ( in romanesco)

Corretto cor retto (in romanesco volgare)

Trafile tra file

Contorto con torto

Perfetta per fetta...


Ora è il mio turno e non me ne vengono altre, non è che me ne suggerisci una?

lunedì 11 aprile 2011

Classifica e risultati




Proposta





Cosa ne dite, lo facciamo? Si gioca ven-sab-dom per due fine settimana di seguito, immagino che per molti sia difficile, però se siamo interessati ci si può pensare. Mi dicono che sia divertente. Fabio C. ed Ibe, potete dirci un vostro parere? Questo torneo ha però un grosso difetto: ammette una rosa di al massimo dieci giocatori, non di più. Tra l'altro in quel periodo saremo in ballo con le eliminatorie, comunque sia io lo chiedo, se arriviamo a un buon numero io ci iscrivo. Chi potrebbe/vorrebbe esserci? Si gioca sul campo di calcio.




Ci sarebbero:


1) Lele


2) Carlo


3) Seba (se non ho capito male)


4) Teto

venerdì 8 aprile 2011

L'ora della verità

Va bene ragazzi, il Mister è in partenza verso la sua toscana e per cui lascia spazio al collega portiere che allieterà i momenti in cui vorrete trovare una distrazione su questo blog. Prima di andare però è il caso di svelare qualcosa a qualcuno. Da due o tre settimane un tizio di nome Antonio Paese è entrato a far parte della nostra squadra e il fatto è stato mal digerito (solo) da Carlo, il quale il giorno dopo non ha mancato di mostrare il suo disappunto. Ebbene caro Carlo questo tizio non esiste, o meglio, in verità è qualcuno, ma il suo nome inventato è stato usato solo come una copertura (certe cose si raccontano solo nello spogliatoio). Una volta vista la tua reazione però a uno di noi (non mi ricordo chi) è venuto in mente di cogliere la palla al balzo e calcare la mano su questa storia e per questo ti abbiamo preso un pochino in giro, suvvia dai. Ma dovresti vedere che compagni farabutti che hai, io mandavo le mail carbonare a tutti loro e loro erano prontissimi a replicare insistentemente fino a farti entrare, poverino, idee malsane sul tuo futuro calcistico nella tua mente. Persino Dario che, come ben sai, non scrive mai si è precipitato ad affondare il colpo. Ora, caro Carlo, fai le tue valutazioni. Guardali bene i tuoi amici che si definiscono tali. Scegli.


Certo è che sicuramente potrai fidarti di me.

E qui inizia la seconda parte del racconto. E si, e si. Potevo essere così banale e crudele? Allora cosa ho fatto. Dopo la prima mail organizzativa al gruppo di farabutti ho preso il telefono e ti ho chiamato. "Guarda Carlo che ora mi devi tenere il gioco" ti ho detto. Mi sono organizzato con gli altri per questa storia e ora devi fare il finto ferito, in realtà ti avevo detto di essere ben più pesante, va bè, ti sei contenuto. Ma dovevi vedere però, la gente ironizzava su quanto fosse facile farti abboccare, ecc, ecc, ecc. Ti devo anche dire però che una sera mi ha mandato 4-5 sms un Dario preoccupatissimo: "lele, guarda che Carlo si è veramente arrabbiato/lo chiamo e mi butta giù il telefono/forse abbiamo calcato troppo la mano/ecc", fantastico. Forse di lui ti puoi ancora fidare...ma di tutti gli altri...vedi tu.


Ora, a proposito di fiducia, io me ne andrei.

25 Aprile

Ragazzi, per scrupolo chiedo a tutti voi chi sarà presente lunedì 25 aprile e chi invece no. Io probabilmente non ci sarò, vorrei capire se è il caso di chiedere il rinvio della partita. Se il bonus è utilizzabile nelle eliminatorie dirette (magari ricordiamoci di informarci giovedì al campo) lo terrei da sfruttare, altrimenti...





Work in progress:


Assenti il 22:

1) Dario

2) Olly

3) Carlo (ma con buona probabilità ci sarà)


Assenti il 25:

1) Dario

2) Olly

3) Carlo

4) Giovanni

5) Lele (forse)

giovedì 7 aprile 2011

Le risposte che attendevamo

Ragazzi, quante domande! Mi fa piacere sentirvi così partecipi... Il mio è un ruolo marginale, rispetto al vostro impegno e sudore...di calciatori ma anche di tifosi, cara Lia!
Tuttavia sapete bene che senza un Grande Capo non si va molto lontani e alla dolce Valeria non posso che rispondere: cara, lo capirai un giorno, forse ora è prematuro.
Mi rendo conto che non potendoci incontrare di persona (l'agenda fitta non me lo consente), sia difficile per voi, ma fidatevi e, come già sta succedendo, vedrete che le cose miglioreranno.
Il consiglio che mi sento di darvi è quello di cercare di essere voi stessi, con semplicità e autenticità; la partita è solo un pretesto per esprimere il meglio (o il peggio ahimè...) di voi stessi, il vero gioco è la vita!
Ci sono le regole, ci sono i ruoli, ci sono le ingiustizie, gli errori, le condizioni psicofisiche... tra tutto e con tutto questo ci siete voi e la vostra possibilità di essere, di "esserci" (come direbbe Heidegger, carissimo Carletto). Spogliatevi di inutili orpelli, non pensate a ieri e tantomeno a domani, non guardate quello accanto a voi che ha fatto o non ha fatto, ... insomma non fatevi troppe pippe mentali! C'è chi il calcio l'ha dovuto abbandonare e non so cosa darebbe per esserci di nuovo, sul campo, in gioco.
Divertitevi, abbandonatevi, amate il pallone, il campo, la rete, le scarpette, le vostre splendide maglie... annusateli, accarezzateli, ascoltateli... questi momenti non ritorneranno ed è giusto così.
Durante la prossima partita mi connetterò spiritualmente con voi, nella speranza di poter respirare ancora quelle magiche emozioni.
Confido in voi, con affetto sincero
il vostro Grande Capo

Al Grande Capo...

Il Grande capo è stato via. Forse è andato per il mondo a portare una parola ai popoli bisognosi di una guida, forse si è ritirato a meditare tra le cime dell'Himalaya o forse ha avuto semplicemente da fare. Di fatto adesso è tra noi e mi ha detto di comunicarvelo. Questo post, tra il serio e il faceto, dà a tutti voi la possibilità di porre a questa persona una, due o quante domande volete su qualsiasi tema e alla fine poi ci risponderà. I grandi temi esistenziali, l'amicizia, il gioco tra realtà e responsabilità, le proiezioni che ha sul futuro della squadra, l'importanza del conservare e quella del rinnovarsi, il diventare più adulti, dell'essere cocciuti, forti, arrendevoli, le capacità di scegliere per il bene del singolo o del gruppo, l'importanza dei nostri tifosi e del loro calore, dei nostri dirigenti ma anche di tutti gli altri temi che vi vengono in mente. Questo post dà la parola a voi, a 360° potete spaziare nelle vostre domande. Chi riuscirà a mettere il Grande Capo con le spalle al muro? A chi proprio non riuscirà a dare risposta? A voi lettori la parola...

mercoledì 6 aprile 2011

Auguri a...

..uno che si ne compie 40 ma chi lo direbbe. Ha i capelli brizzolati ma questo oramai da parecchio, corre come se fosse un ventenne e gli piace giocare come se fosse un bambino. Al nostro bomber, auguri da parte della FCE.

martedì 5 aprile 2011

Silenzio - assenzio

Como - Nel primo comparir domenicale della primavera i ricordi fuggono veloci indietro negli anni, e da lì si rinizia. Si rinizia dalla fine degli anni settanta, quando questo stadio era grande grande ma solo perchè io ero piccolo piccolo. Si continua con il secondo vero interesse per il calcio (il primo coincide con la Juventus di Platini), ai tempi di Matteoli o di Borgonovo, e soprattutto ai tempi dello straripante Milan che qui vinse uno scudetto con Van Basten, Sacchi e con quelli che come Carlo andavano in giro con il cappellino e le treccine di Gullit. Oggi il Sinigaglia lo guardo con qualche capello bianco in testa, eppure sempre con entusiasmo, quello di chi, come voi, è ancora innamorato del gioco del calcio.

Como è tutta lì, giri solo di poco la testa e sei subito immerso nei colori del lago, mentre Brunate

sembra guardarti incuriosito. La gente passeggia serena, il sole scalda piacevole, tutto sembra avvolto da un rassicurante e rilassante silenzio, interrotto ogni tanto dal roboante decollo di un idrovolante.

Un po' come la mattina di lunedì. Tu sei lì beato e il silenzio viene squarciato di primissima mattina dall'urlo del tuo cellulare. Dall'altra parte della cornetta il difensore pubalgico, per l'ennesima volta, e per colpa del gioco perverso tra lui e sua moglie dello "sposta e risposta il bloster da una bici all'altra e vediamo chi se lo dimentica", si trova ora sotto casa del Mister a mendicare un posteggio provvidenziale per la giornata. Per fortuna quel giorno il Mister non è andato a lavoro presto (!) e concede, gratuitamente, rifugio per il suo mezzo.

Poi per il resto della giornata, silenzio. Nessuno si fa sentire, nessuno si infortuna o arriva in ritardo. Tutto gira come deve. Cosa ha in servo in destino?

Nel calcio la scaramanzia ha una discreta importanza, si sa, il rito è un ancoraggio sicuro. Alle ore 19.44 il Mister parcheggia l'auto su cui viaggia sotto casa del Portiere, prende il cellulare, apre wikipedia ma in un batter d'occhio si ritrova il Portiere in macchina, puntualissimo, in formissima e vivacissimo. Mister appare sorpreso e un po' perplesso per l'imprevisto arrivo del Portiere al quale gli si rivolge chiedondo il perchè di tanto tempismo. La risposta del Portiere arriva pronta e dura circa 26 minuti, ovvero tutto il tragitto per arrivare al campo. Portiere è un fiume in piena e questa volta non ci sono inframezzi che tengano, niente discorsi sulle sventure di Olly perchè Olly c'è, ci sarebbe la telefonata alla mamma ma sorvola per questa volta, non esiste nessun chicchessia, perchè quel chicchessia stavolta è il Mister. Portiere è straripante: probabilmente ha passato l'intera giornata a fare statistiche e devo dirvi che ne ha fatte veramente tante a tal punto che mi viene in mente Bubba e i diversi tipi di gamberi (dal min 2:30) in Forrest Gump: ha fatto statistiche sulle presenze di ognuno, sui gol relativi, assoluti e dissolti nel nulla, ha cercato quel gol che gli mancava, che gli faceva perdere il conto, ha fatto statistiche sugli accessi, ed io sugli eccessi, proiezioni di ogni tipo, da ogni posto, continente e sistema operativo che fosse, ha ipotizzato già il primo turno degli spareggi che vedrebbe Fila vs Huracan, ha fatto ipotesi sulla classifica gol, sulle poche presenze di Silvio e Ale, sulle insperate e abbondanti presenze di Teto, e poi ancora altro, altro e altro ancora.

L'arrivo al campo spegne come se fosse un interruttore la voce al Portiere.

Negli spogliatoi il Mister chiede silenzio, facendolo passare come atteggiamento giusto da tenere in campo, ma in verità perchè ha bisogno solo di un po' di sollievo...

E se tutto quel che racconto è senza dubbio esagerato e scherzoso, serio, invece, e molto, devo diventare se voglio parlare della mia squadra. Nel pallone aperto, ma non bucato, alla primavera, gli unici rumori che si sentono sono quelli dello scorrere della sfera di gioco sul campo, della classe di chi fa girare la palla, dei guantoni che respingono un pericolo e dello schioccare di due mani che si danno il cinque dopo un gol. Quello che ne esce è il distillato prezioso, così come è l'assenzio per la pianta da cui deriva, di potenziale espresso veramente e completamente, e per questo non posso che dire ai miei: sono fiero di voi.

Pagelle vs. Golden Boys

Gio: 7,5 - Le volte in cui viene chiamato in causa è sempre perfetto. Sul gol in contropiede proprio nulla ci può. In continua crescita, sfodera prestazioni sempre migliori. Si diverte e si esalta. E' il volore aggiunto e viene sempre più invitato a partecipare al gioco coi piedi. Ma dove vuole arrivare questo ragazzo? La faccenda diventa sempre più complicata: Buffon, Storari o The Wall?
Teto: 7,5 - torna e si sente: granitica sicurezza in difesa, calma e intelligenza tattica nella fase in cui l'azione riparte. Una sicurezza.
Lele: 8 - in una formazione a trazione decisamente anteriore si deve sacrificare a fare il difensore. Ma non rinuncia alla fase offensiva, illuminando e accelerando il gioco quando passa dalle sue parti. Impreziosisce la prova con due goal, il secondo una perla di tecnica. Chiede una sola cosa in spogliatoio, a tutti, e la ottiene. La gara perfetta.
Ale S: 7 - gioca poco, ma non se ne lamenta. Quando c'è tutto fila liscio. Ha voglia di segnare: ci prova senza fortuna per due volte poi trova la correzione di rapina sotto porta. Operaio di lusso.
Teo: 7 - migliora in copertura, pur non essendo il suo ruolo. Rapidissimo e tecnico, entra in parecchie azioni da goal e alla fine si prende una piccola soddisfazione con un tocco sopraffino che chiude le marcature.
Olly: 6,5 - la stagione è difficile per lui. Punto. Ma per quello che succede fuori dal campo, non per come gioca. In debito fisicament, ce la mette tutta, giocando fuori posizione e si sacrifica in difesa. Se riuscirà a trovare un po' di continuità sarà prezioso per le fasi finali.
Seba: 7,5 - sblocca dopo un minuto e alla fine ha in carniere cinque goal per la causa, un'altra grande partita, con tasso di generosità superiore alla media. Un magnifico addio ai trent'anni.

lunedì 4 aprile 2011

I Golden Boys al microscopio



I Golden Boys, ex Pasticceria Stella, hanno un'esperienza decennale. I risultati migliori vengono raggiunti nei loro primi anni di partecipazione a questo torneo. Nella stagione 2003/2004 perdono la finale contro i Reduci. Quella di stasera sarà la sesta sfida tra noi e loro. A detta di tutti, giocare contro i Golden Boys, è sempre molto divertente, e per la loro sportività e per la loro capacità di concepire il gioco del calcetto.

domenica 3 aprile 2011

Classifica e risultati





Convocazioni vs. Golden Boys

Ritrovo h.20.20

Convocati:
1) Giò

2) Teto
3) Lele
4) Ale S

5) Teo
6) Silvio
7) Seba

venerdì 1 aprile 2011

Elitron-Gli Imprevedibili 2-2

Il match con gli Imprevedibili rappresenta un simbolico giro di boa. Torniamo là dove abbiamo perso l’ultima partita di questa serie A, per cercare di chiudere un cerchio virtuale, prolungando una striscia positiva che dura da sei turni. Abbiamo voglia di vincere, crediamo di poterlo fare, dopo le ultime prove convincenti. Abbiamo voglia di vedere qual è il nostro valore e di farlo crescere. E così, con il campo lasciando letteralmente sgombro da assenze dovute a motivi diversi e diversamente allarmanti, esordisce Stefano, al centro della difesa. Mancano Olly (cause ignote), Carlo, che è coscienziosamente andato ad allenarsi su un altro campo, Teto, in trasferta a sfondarsi di tortellini (o di quell’altra roba di cui pare siano esperte a Bologna) e il Re Leone, vittima di un mal di gola pubalgico che lascia in apprensione per il futuro. Panchina cortissima, un solo cambio. Si parte con un assetto simbolico del momento: due nuovi arrivi con una grande responsabilità. Stefano ultimo baluardo e Teo con la fascia al braccio. Per poco al mister scappa un “voglio vincere”, prima di uscire dallo spogliatoio e ciò mette un po’ di ansia a chi è esperto di queste dichiarazioni. Ma abbiamo molta fiducia nei nostri mezzi e ci passiamo sopra. Partiamo senza affanni, ma anche senza particolari idee. Gli Imprevedibili sono ben messi in campo e fisicamente impegnativi. Hanno un concetto di gioco scorretto leggermente diverso dal nostro, ma anche da quello dell’arbitro, che fischia, e questo porta ad alcune pacate discussioni tra elementi già noti alla disciplinare del TCL. Da un parte Seba e dall’altra uno dei due numeri cinque presenti in campo. Si discute, troppo, e spuntano i cartellini. Per un attimo, per spiegarsi meglio, l’arbitro accarezza il rosso, poi prevale il buonsenso. Durante l’intervallo, tornerà a parlarne, a tu per tu con i protagonisti dei diverbi, promettendone, con effetto tranquillante. Prima di questo, c’è spazio per un altro garbato scambio di opinioni, innescato dalla (retorica) domanda di Teo sulle preferenze dell’avversario che dopo averlo menato fin lì, le prende. “Ti piace solo darle, non prenderle, vero?”. Teo è uno che di chilometri dietro la palla ne ha sicuramente fatti parecchi. Mi domando quanti ne ha incontrati che avrebbero risposto di no. Scintille a parte, la partita è equilibrata e intensa, con qualche tiro in più da parte nostra e un paio di notevoli interventi del portiere avversario. Si riparte tutti più calmi e dopo poco Seba è bravo a trovare lo spiraglio per trafiggere gli avversari. Siamo davanti e gli Imprevedibili si fanno più aggressivi e offrono spazi, ma la sensazione è che oggi la palla giri un po’ meno bene del solito, che le idee siano un po’ meno brillanti. C’è anche una sbavatura su un passaggio, ad un tratto, e un tiro non irresistibile deviato da una gamba amica ma traditrice. E’ il pari. Si riparte con calma. Si è costretti ad ammirare agilità e prontezza del portiere imprevedibile ancora un paio di volte, prima di ammirare, con stato d’animo ben diverso, le qualità offensive di Stefano, che addomestica un pallone sulla destra, corsia spesso trascurata per tutta la partita, su entrambi i fronti, si avvicina alla porta, finta, si porta palla sul sinistro, e alla prima scrive subito il suo nome nel tabellino dei marcatori. La sensazione è che possiamo approfittarne: non manca molto alla fine e abbiamo gente capace di sfruttare l’inevitabile sbilanciamento degli Imprevedibili. Ma loro sono bravi e veloci a sfruttare una rimessa laterale e anche fortunati a trovare un tiro non irresistibile, che passa in mezzo ad una piantagione di stinchi e trova la strada della porta per il pareggio che sarà finale. C’è ancora il tempo di un brivido, quando di mestiere Stefano fa un fallo assai provvidenziale al limite dell’area e l’arbitro preannuncia la fine dopo l’esecuzione della punizione. Battuta di seconda, tiro abbastanza sbilenco, respinta della barriera e triplice fischio. Tre fischi, un punto solo. Peccato, perché ancora una volta ci facciamo raggiungere in circostanze evitabili e accade dopo che abbiamo creato più occasioni rispetto agli avversari. Bene perché è comunque un punto; bene perché è la settima consecutiva in cui non si perde; bene perché la squadra si sta arricchendo in qualità. Con i rientri e un po’ di esperienza nel gioco insieme diventiamo pericolosi per chiunque. Sotto a chi tocca!

Occhio alle spalle

Chissà se ne state combinando qualcuna memorabile, io ho solo attaccato il classico pesciolino sulla schiena di una collega. La cosa buffa è stata vedere la clientela che entrava, la maggior parte ha sorriso e partecipato allo scherzo, uno ci ha chiesto un kilo di pesce, e poi c'è stata la solita che glielo ha detto...

Nella storia lo scherzo più famoso è senza dubbio quello di Orson Welles . Per il 1 aprile 1938 il celebre regista americano progettò uno speciale programma radiofonico. A causa di problemi tecnici, però, non fu possibile mandarlo in onda. Ma Welles non si arrese e qualche mese dopo, più precisamente il il 30 ottobre, la radio trasmise "La guerra dei mondi": radiocronaca dello sbarco dei marziani. Tra la popolazione fu subito panico generalizzato. I centralini radiofonici delle stazioni di polizia e dei giornali furono invasi da centinaia di telefonate, qualcuno tirò fuori la maschera antigas, le strade si svuotarono e le chiese si riempirono.

Parigi, 1971: una radio annunciò che la Cee aveva stabilito la guida a sinistra in tutti i paesi membri.

A Firenze, nel 1967, un volantino dell' URFA, Ufficio Recuperi Felini Abbandonati, annunciò che i gatti erano stati banditi da Firenze. Alcuni si sbarazzarono degli animali gettandoli nell'Arno.

Talvolta e paradossalmente, alcuni pesci d'aprile si sono rilevati delle bufale anticipatrici: come nel caso della televisione britannica che alla fine degli anni '80 presentò uno speciale tipo di walkman, il "chippy", in grado di contenere centinaia di canzoni grazie ad un microchip...