
Como - Nel primo comparir domenicale della primavera i ricordi fuggono veloci indietro negli anni, e da lì si rinizia. Si rinizia dalla fine degli anni settanta, quando questo stadio era grande grande ma solo perchè io ero piccolo piccolo. Si continua con il secondo vero interesse per il calcio (il primo coincide con la Juventus di Platini), ai tempi di Matteoli o di Borgonovo, e soprattutto ai tempi dello straripante Milan che qui vinse uno scudetto con Van Basten, Sacchi e con quelli che come Carlo andavano in giro con il cappellino e le treccine di Gullit. Oggi il Sinigaglia lo guardo con qualche capello bianco in testa, eppure sempre con entusiasmo, quello di chi, come voi, è ancora innamorato del gioco del calcio.
Como è tutta lì, giri solo di poco la testa e sei subito immerso nei colori del lago, mentre Brunate
sembra guardarti incuriosito. La gente passeggia serena, il sole scalda piacevole, tutto sembra avvolto da un rassicurante e rilassante silenzio, interrotto ogni tanto dal roboante decollo di un idrovolante. Un po' come la mattina di lunedì. Tu sei lì beato e il silenzio viene squarciato di primissima mattina dall'urlo del tuo cellulare. Dall'altra parte della cornetta il difensore pubalgico, per l'ennesima volta, e per colpa del gioco perverso tra lui e sua moglie dello "sposta e risposta il bloster da una bici all'altra e vediamo chi se lo dimentica", si trova ora sotto casa del Mister a mendicare un posteggio provvidenziale per la giornata. Per fortuna quel giorno il Mister non è andato a lavoro presto (!) e concede, gratuitamente, rifugio per il suo mezzo.
Poi per il resto della giornata, silenzio. Nessuno si fa sentire, nessuno si infortuna o arriva in ritardo. Tutto gira come deve. Cosa ha in servo in destino?
Nel calcio la scaramanzia ha una discreta importanza, si sa, il rito è un ancoraggio sicuro. Alle ore 19.44 il Mister parcheggia l'auto su cui viaggia sotto casa del Portiere, prende il cellulare, apre wikipedia ma in un batter d'occhio si ritrova il Portiere in macchina, puntualissimo, in formissima e vivacissimo. Mister appare sorpreso e un po' perplesso per l'imprevisto arrivo del Portiere al quale gli si rivolge chiedondo il perchè di tanto tempismo. La risposta del Portiere arriva pronta e dura circa 26 minuti, ovvero tutto il tragitto per arrivare al campo. Portiere è un fiume in piena e questa volta non ci sono inframezzi che tengano, niente discorsi sulle sventure di Olly perchè Olly c'è, ci sarebbe la telefonata alla mamma ma sorvola per questa volta, non esiste nessun chicchessia, perchè quel chicchessia stavolta è il Mister. Portiere è straripante: probabilmente ha passato l'intera giornata a fare statistiche e devo dirvi che ne ha fatte veramente tante a tal punto che mi viene in mente Bubba e i diversi tipi di gamberi (dal min 2:30) in Forrest Gump: ha fatto statistiche sulle presenze di ognuno, sui gol relativi, assoluti e dissolti nel nulla, ha cercato quel gol che gli mancava, che gli faceva perdere il conto, ha fatto statistiche sugli accessi, ed io sugli eccessi, proiezioni di ogni tipo, da ogni posto, continente e sistema operativo che fosse, ha ipotizzato già il primo turno degli spareggi che vedrebbe Fila vs Huracan, ha fatto ipotesi sulla classifica gol, sulle poche presenze di Silvio e Ale, sulle insperate e abbondanti presenze di Teto, e poi ancora altro, altro e altro ancora.
L'arrivo al campo spegne come se fosse un interruttore la voce al Portiere.
Negli spogliatoi il Mister chiede silenzio, facendolo passare come atteggiamento giusto da tenere in campo, ma in verità perchè ha bisogno solo di un po' di sollievo...
E se tutto quel che racconto è senza dubbio esagerato e scherzoso, serio, invece, e molto, devo diventare se voglio parlare della mia squadra. Nel pallone aperto, ma non bucato, alla primavera, gli unici rumori che si sentono sono quelli dello scorrere della sfera di gioco sul campo, della classe di chi fa girare la palla, dei guantoni che respingono un pericolo e dello schioccare di due mani che si danno il cinque dopo un gol. Quello che ne esce è il distillato prezioso, così come è l'assenzio per la pianta da cui deriva, di potenziale espresso veramente e completamente, e per questo non posso che dire ai miei: sono fiero di voi.
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