martedì 19 aprile 2011

Gran CA'

Via Festa del Perdono - L'università Statale di Milano è il più grande ateneo pubblico milanese e della lombardia, la cui sede centrale è oggi situata nel maestoso edificio che era un tempo l'ospedale Maggiore (Ca' Granda) voluto dal Duca di Milano Francesco Sforza. Se ci vai in questi giorni, come è successo a me, puoi rifarti gli occhi grazie alla mostra gratuita INTERNI, mobili da giardino, da casa, ecc di alto design, e devo dire pure di gusto.

Ventisette ore dopo la visità universitaria il Mister si ritrova di fronte ad uno scenario simile, ad un altro ospedale. Due dei sette giocatori chiamati per la partita non stanno bene, lottano per quel che hanno ma il passo non può essere il solito. Senza parlare dell'infermeria che conta assenti a bizzeffe. Circa il 60% dei giocatori che c'erano lo scorso anno sono out, e quasi tutti in modo definitivo. All'ultima tavolata estiva la programmazione per questa stagione non aveva tenuto conto di questo destino avverso e così avevamo anche escluso giocatori che si erano proposti e che ieri sera ho visto giocare con un'altra squadra. Peccato, adesso sarebbero stati utili. Che dire, che fare? Niente di particolare. Se la sconfitta di ieri sera rispetta il tasso tecnico e atletico tra le due squadre e in quel momento, il design mostrato dai Fila mi è garbato parecchio. Squadra che picchia ma senza farti mai male, squadra che si fa picchiare e si rialza senza dire una parola. Gente che gioca a calcio e si vede, abituata a ritmi importanti. Mi piacerebbe giocarci ogni giorno contro di loro, veramente, perchè è guardando quelli forti che si impara, e sono sicuro che poi, forgiati da questo ipotetico allenamento, ogni sfida del torneo sarebbe nostra. A chi si sente troppo sconfitto, a chi ieri sera ha perso un po' di fiducia io dico di guardare più in là. La partita di ieri è stata utile, molto, e non riflettere ed imparare sarebbe un errore imperdonabile.

1 commento:

Anonimo ha detto...

Ci sono stato qualche giorno fa, con un sole stupendo: la mostra merita, eccezionale la rivisitazione della Mini dalle origini a oggi.
Ciao,

Sebi