lunedì 18 aprile 2011

Elitron-Arriba Perù 4-6

Vista dalla coda si capisce che nell’aria c’era come un presagio di sventura. Anche la matematica del pessimismo dava segnali. Con il moncone di Arriba Perù all’andata era finalmente arrivata la prima vittoria in serie A, che insieme al pareggio della giornata precedente coi ragazzi dorati faceva una buona notizia. Da lì solo risultati positivi, un po’ troppi pareggi, ma sempre di punti si parla. Era una sorta di giro di boa, un momento pericoloso, dunque. Poi ci si è messo un inopinato forfait difensivo, aggravato dalle notizie provenienti da Stefano, appena reclutato e già fuori uso. Nuvole nere all’orizzonte. Le caratteristiche degli avversari le conosciamo, le nostre (pochi difensori, abbastanza benzina con questa squadra) anche e decidiamo di metterla sul piano del pressing. Era un’idea, ma si è visto che non funzionava. Si doveva cambiare qualcosa, ma non lo si è fatto. Sotto di uno, poi di due, per sfortuna (deviazione fatale a un metro dalla riga), bravi a non perdere del tutto la testa, nonostante qualche nervosismo gratuito ed eccessivo e nonostante un giallo a Seba pesante come una squalifica, bravi a ricucire e pareggiare, distratti nel subire ancora per il tre a due che chiude il primo tempo. E nel secondo mettiamo di nuovo in scena uno dei nostri numeri preferiti: rimessa palesemente assegnata in modo errato, appelli all’avversario di turno, proteste, distrazione e goal subito dal gigante buono (troppo buono?), che si ergeva indisturbato al limite della nostra area. Ancora bravi a non diventare l’Inter del TCLibertas, svaccando ignobilmente, ci riavviciniamo e teniamo duro per un po’, ma non abbastanza e nel finale un altro rigore ineccepibile fissa il risultato che interrompe la serie positiva. Peccato, perché con i risultati maturati su altri campi questi punti avrebbero fatto molto comodo per alimentare il progetto di arrivare dritti ai playoff, senza spareggi. Ora, come già osservato dal mister, la classifica è molto corta e ogni punto pesantissimo. Serve mettercela tutta. Serve, già detto anche questo, essere una squadra. La buona notizia è che ci possiamo provare subito.

Nessun commento: