lunedì 29 novembre 2010

Elitron-Tennent's 5-6

Ora i due sono fuori, nel freddo pungente e umido di una sera di novembre, 2064. Il loro respiro frequente esce a sbuffi dalle narici e si condensa sulle sciarpe di lana tirate fin sopra la bocca.
-Da che parte hai la macchina?- chiede il vecchio portiere
La risposta è un cenno del capo, in una direzione imprecisata verso la piazza illuminata a giorno che sta in fondo al viale.
-Ti accompagno un pezzo.
-Ti ricordi che il lunedì qui, ai tempi, era chiuso?
-Già, ci toccava cambiare posto, interrompere il rituale.
I due camminano assorti, guardando il marciapiede per evitare trappole. Il portiere vorrebbe raccontarne ancora una, per rinvigorire il ricordo e alimentare la volontà. Ma in quel momento gli viene in mente solo una sconfitta, di quelle che non bruciano, perché hai la sensazione di essertela giocata fino in fondo. Ci si era messa la sfortuna in quella partita contro la capolista, con Olly a dormirsi tutti gli arretrati in Valtellina, a distanza di sicurezza dalla piccola peste notturna, Teto inghiottito da imprecisati imprevisti e il mister abbattuto dalla febbre, evento rarissimo. Così si era ripescato, dopo lunga inattività, l’esperto Palu e ci si era inventati una partita di attesa e ripartenza, con Seba boa a cui aggrapparsi quando si era a corto di idee. In campo la palla scottava spesso, quando si trattava di impostare e un po’ di fretta e di affanno era affiorato in qualche circostanza, ma una sassata piegamani di Zacca dopo pochi minuti aveva fatto indulgere all’ottimismo. Il primo tempo era stato un colpo-su-colpo continuo e la Elitron se l’era portato a casa. Poi nella seconda metà qualcosa si era incastrato nel meccanismo e si era andati sotto. Ma nessuno aveva perso la testa e tutti avevano fatto il loro dovere, fino proprio all’ultimo secondo, quando il re leone aveva trafitto per l’ultima volta l’ottimo portiere avversario, regalando ai compagni una illusione breve come l’infinitesimo spazio tra la ripresa del gioco e l’immediato triplice fischio finale. Peccato, ce l’avevano quasi fatta. Al vecchio portiere sfugge quasi un sospiro, ma sono arrivati alla macchina ed è tempo di salutarsi.
-Promettimi che ci pensi sul serio- dice il portiere, mentre l’amico armeggia con le chiavi.
-Certe volte ho l’impressione che tu abbia passato la vita a cercare di convincermi di certe cose.
Il portiere sorride, e mette una mano guantata sulla spalla dell’amico.
-Lo so, sono un rompicoglioni.
Il piccolo principe apre la portiera e si siede pesantemente al volante, guardando in su.
-Non ti manca il senso della realtà- dice. –Domani ti chiamo.
Il portiere annuisce e saluta con la mano, sentendosi un po’ goffo. Poi se ne sta lì ancora un attimo, a guardare mentre il vecchio amico mette in moto, diligentemente mette la freccia e si immette nella strada deserta e bagnata.

Elitron-Orange 8-2

-Senti smettila, dai, è una follia- dice il piccolo principe.
-Una follia? E' una follia dire di no, piuttosto. Perché negarsi certi piaceri? Dammi un buon motivo.
Mentre aspetta la risposta dell'amico, il vecchio portiere non può fare a meno di ripensare, come fosse un esempio, al piacere della vittoria ottenuta con gli Orange, che sembravano giganteschi nella penombra del riscaldamento, ma risultavano ben più piccoli davanti al mix di calma, tattica e applicazione che la squadra aveva saputo mettere nell’incontro. E che piacere la serata di grazia di Seba che infila sei goal degli otto che avevano fatto. Che piacere dopo, la doccia e i commenti a caldo, la pizza e la birra e le endorfine che circolano nelle vene e le parole che girano ancora nell’aria mentre si cerca di capire, eterno dilemma, quanto sei stato bravo e quanto siano stati gli altri a rendere meno di quello che potevano, rendendoti il compito più agevole. Ma cosa importa? Ancora risuonano nella memoria la verità intoccabile celebrata dal mister negli spogliatoi, subito dopo il successo: che bello giocare bene a calcio. Che bello vincere.
Il vecchio portiere torna al presente e chiede all’amico:-Cosa ti risparmi a fare?
-E’ saggezza da vecchi la tua- dice il piccolo principe, sollevando con mano incerta il bicchiere da 33 e scolando l’ultima goccia di birra. Ci mette un secolo, ma tanto sanno entrambi che quella saggezza è davvero il segno che sono vecchi e che in fondo non c’è n’è un’altra possibile. Per tanti, tantissimi anni, come tutti, hanno atteso di diventare migliori, di capire qualcosa che in quel presente appariva confuso, di afferrare la chiave del senso o almeno imparare l’arte dell’indifferenza e del concentrarsi sulle cose che contano, di dirigere la prua dalla parte giusta, conoscendo la meta. Si comincia da ragazzini, credendo che a trent’anni, chissà come saremo. E poi i trenta passano di slancio e in fondo è tutto come prima, almeno nella capacità di padroneggiare il mondo, almeno in quelle quattro cose che stanno in qualche posto chiuso e inaccessibile e sono il segreto di come siamo. Qualche frustrazione, nel migliore dei casi, ci ha insegnato un po’ di scaltrezza e piccoli dolori hanno rivestito certi nervi. Nel peggiore un po' di successo, il denaro o l’ebbrezza effimera del potere inutile sono allo stesso tempo anestetico e terrore. E così le cose vanno avanti, mentre i figli crescono, la vista diminuisce, il calendario della memoria si infittisce ma finisce per sfoltire alcune cose un tempo così importanti, le abitudini scompaiono da un giorno all’altro, le cose cambiano senza preavviso, piccole deviazioni imprevedibili che modificano lo scenario. Ma non sei vecchio davvero fino al giorno in cui ti rendi conto che ogni ora ti è regalata e sai provare per le cose l’impudente mescolanza di godimento e presagio dell’irreparabile. Perché risparmiarsi? Indossi la giacca pesante per uscire a prendere il pane, trascinando le vecchie scarpe così comode, e non ti stupisci di trovare naturale il pensiero che domani potresti non svegliarti e qualcuno l’appenderà nell’armadio, una tra miliardi di altre cose perfettamente indifferenti. In fondo, ti fa sorridere che i giovani si meraviglino di questa saggezza, che è inevitabile.
I due amici non hanno bisogno di spiegarsi, perché sanno di vederla allo stesso modo, perché ci hanno impiegato più di cinquant’anni a dirselo, e così possono concentrarsi sui limoncelli, che finalmente sono arrivati, insieme al conto.
Il piccolo principe allunga una mano e prende lo scontrino.
-Non eravamo d’accordo così- finge di protestare l’amico.
-Non eravamo d’accordo in nessun modo.
-E ora, invece, siamo d’accordo?
-Non lo so. Fammici pensare. Intanto pago.
Il piccolo principe si alza faticosamente e si avvia alla cassa, ma giunto alla porta, si volta e chiede con un sorriso: -in fondo, perché risparmiare?

sabato 27 novembre 2010

Convocazioni vs. Celtic

Ritrovo h. 20.20 al campo come al solito

Convocati:

1) The Wall

2) Il Re Leone
3) Teto'o (c)
4) Butterfly
5) Lupin IV

6) Il Cavaliere Nero
7) Spaccaghiaccio

Non ho avuto ancora comunicazione di chi avrà il n°10

mercoledì 24 novembre 2010

Parentesi amministrativa

Ciao a tutti. Ho bisogno che mi aiutiate a fare mente locale su alcuni aspetti finanziari della società.
In particolare, mi occorre sapere (in ordine di difficoltà):
- quanto hanno speso Olly e Carlo per i palloni acquistati;
- se vi siano state altre spese oltre a queste, sostenute da chi e per quale importo;
- chi mi ha pagato il tesserino ad inizio anno.
Su quest'ultimo punto bisogna fare un piccolo sforzo di memoria.
Il costo del cartellino è di 7 euro. Qualcuno me li ha dati in occasione di un'amichevole che abbiamo giocato contro la squadra di mio cugino sul campo in ghiaccio di piazzale Corvetto. Il costo del campo era 3 euro a testa. Qualcuno mi ha dato 10, qualcuno no.
La lista dei debitori comprende, oltre al sottoscritto: Lele, Dario, Olly, Zacca, Giangio, Carlo, Palu, Seba, Ale Stella, Igor. I nuovi iscritti (Teto, Ale P, Prea) sono certamente già a posto, perché hanno saldato all'iscrizione.
Vi ringrazio per l'aiuto.

martedì 23 novembre 2010

Pagelle vs. Tennent's

23 Gio: Contribuisce a chiudere in vantaggio il primo tempo, con diversi interventi decisivi, nel secondo non fa miracoli ma nemmeno si macchia di reati gravi. Deve farsi la pagella da solo, ma è un ragazzo modesto, in fondo. Voto 6,5.
7 Dario: grande prestazione di fisico, tecnica e carattere. Baluardo difensivo, prende le misure della punta avversaria e ne limita più possibile l'azione. Si sforza di tenere l'ordine e di incoraggiare i titubanti. Condisce il tutto con tre goal. Voto 7+.
5 Palu: dopo trenta secondi fa un colpo di tacco alla cieca verso il centro del campo, regalando brividi. E' il suo ultimo errore. Partita ordinata, pochi minuti di buona presenza difensiva. Un rientro incoraggiante. Voto 6.
9 Carlo: rischia di cadere sotto il fuoco amico della pressione psicologica, mostra qualche incertezza ma cresce con il passare dei minuti. Corre come sempre e contribuisce anche alla fase offensiva. Voto 6.
8 Zacca: la partita è fisica e più tecnica che veloce e il nostro si trova a suo agio. Ordine, precisione, calma e piedi buoni sono gli ingredienti di una buona gara. Gran missile che apre le danze. Voto 6,5
10 Seba: data l'impostazione tattica della gara, gioca una enorme quantità di palloni, cercando ora il dribbling ora la sponda per i compagni. Paradossalmente ne vien fuori una gara meno evidente del solito, ma preziosa. Incerto (non è da lui) in un'occasione sotto porta. Voto 6,5

domenica 21 novembre 2010

Elitron-FC Mediolanum 3-4


-Lo so perché me lo dici-. Il piccolo principe si lascia andare sullo schienale della sedia e lancia al vecchio portiere uno sguardo che sta fra l’antica amicizia e il rimprovero, ricevendone in cambio un sorriso un po’ storto, complice forse anche la dentiera non perfettamente salda.
Il vecchio portiere ha appena finito di sostenere la tesi che è la testa che conta più di tutto. E per corroborare la sua affermazione ha raccontato come esempio negativo di quella volta in cui, dopo una lunga sosta preceduta da una vittoria convincente, di forza e carattere, hanno affrontato una squadra raccogliticcia, con uno degli avversari, appena arruolato, che ascoltava i compagni spiegare che all’inizio del gioco la palla si batte in avanti (concetto facile, ma non sempre applicato anche dagli esperti, se perdono la testa), mentre saltellava per il campo infilandosi in fretta e furia una scarpa. Una partita nata storta, con un goal preso dopo un minuto, un pallone che filtra nella boscaglia delle gambe amiche per spuntare imprendibile e conficcarsi nel sacco. Che peccato grave sottovalutare gli avversari. Che sbaglio non reagire con la testa e abbandonarsi ai nervi. Tutti avanti, ad affannarsi in una tattica che già allora era fisicamente insostenibile. A corto di ossigeno, con le idee obnubilate era un attimo cominciare ad urlarsi contro. A poco era valso il goal del pari, risultato che durava poco. Che tristezza lo smarrimento delle linee avanzate, vittima della dispnea e arrendevoli nell’uno-contro-uno. Che disperazione vedere il re leone arrancare dietro le folate avversarie. Una partita nata storta, che finisce male, dopo un aborto di rimonta. La testa, amico mio, ha detto il vecchio portiere. Sta tutto lì.
Ora il piccolo principe cerca di incrociare lo sguardo di un cameriere mentre entra ed esce dal gazebo riscaldato ad infrarossi. Vorrebbe il limoncello offerto dalla casa, da decenni. Un piccolo vizio dei bei tempi andati. Il piccolo principe alza un braccio e riceve un cenno di assenso. Dice:-E’ praticamente da allora che la schiena mi fa dannare.
-Lo so. Maledetta schiena- risponde il vecchio portiere e si lascia sfuggire un mezzo sospiro che l’amico conosce bene. Infatti non gli lascia il tempo di riprendere, e gli ruba la parola che sta per dire.
-Però…
-Già, però. C’è sempre un però.
Arriva il cameriere. E’ un ragazzo lungo lungo, con il gel nei capelli. Parla una strana lingua, un italiano del sud con un vago sentore di lingue dell’est e ha una luce selvatica negli occhi. Chiede cosa desiderano e se ne va, facendo un commento incomprensibile e guardando sull’orologio quanto manca alla fine del turno.
I due vecchi amici si guardano negli occhi. C’è l’ombra di un’idea folle negli sguardi di entrambi. Chi li conosce la saprebbe riconoscere.

sabato 20 novembre 2010

Convocazioni vs. Tennent's Super

Ritrovo alle h. 20, 20 al campo

Convocati:

1) the Wall

2) Il Re leone
3) Teto'o
4) Butterfly
5) Lupin IV

6) Il cavaliere Nero
7) Spaccaghiaccio

martedì 16 novembre 2010

Pagelle vs. Orange

23) The wall: 7.5 ; Nessun difetto nel parare, si esibisce con rilanci di mano precisi, veloci, rapidi e con traiettoria bassa che soddisfano anche il difficile gusto di Spaccaghiaccio. Si supera quando diventa il quinto giocatore in campo, in fase di impostazione gioca coi piedi più e più palloni senza mai perdere il controllo

5) Teto'o: 7 ; Riprende in mano la squadra, è sempre un punto di riferimento quando lo si cerca per costruire una nuova azione, sbaglia pochissimo e in fase difensiva è invalicabile. Si produce anche in fase di attacco andando a concludere a lato di poco una splendida azione di triangoli di prima. Si ritrova con calma dopo una sterile discussione con l'arbitro.

7) Il Re Leone: 7 ; Dopo tre settimane di stop The Lion King si presenta in fase di crescita in questa seconda uscita. Un week end forse pieno di emozioni (c'è chi dice che il ragazzo è tornato dopo anni ad interessarsi di serie A) o forse perchè il più piccolo ha dormito poco, lo fanno apparire stanco verso il 30°. Fondamentale dietro, si adatta ad un involontario movimento della squadra in fase di pressing

8) Il Cavaliere Nero: 7.5 ; Si presenta al campo con la rabbia nel cuore, il capo lo indispone da giorni ed il week end alla ricerca dell'ambita bilancia si è concluso con un nulla di fatto. Parole forti e dolci da lui pronunciate dopo l'ultima uscita ci danno e gli danno forse il giusto senso a ciò per cui vale veramente la pena prendersela e cosa invece no. In campo non ricorda ciò che è stato o ciò che pensa di poter valere, in campo questa volta mostra...voglia, temperamento, forza fisica e gol.

18) Butterfly: 7.5; se non ci avesse abituato benissimo, ci sarebbe da stupirsi ogni volta per quanto corre, fa girar palla e distribuisce gioco. Entra in entrambe le azioni a maggior tasso di spettacolarità e si guadagna il 10 per il prossimo giro. Manca ancora il goal (arriverà quando comincerà a prediligere la stoccata imprevedibile, magari di punta, all'assist perfetto), mai il brivido (questa volta in occasione del tanto gentile quanto evitabile omaggio che spiana la strada al primo goal arancione).

17) Diamante: 7.5 ; Uno contro l'altro. Quello "bugiardo" di venerdì e quello "vero" di ieri sera. Lui ed ancora lui stesso. Non è vero che non può correre più di quattro minuti e non è vero che non riesce a fermare gli attacchi avversari. Quando serenità, concentrazione e determinazione lo accompagnano, e con una squadra che l'aiuta, viene fuori una prestazione di qualità e quantità. E' il nostro primo difensore, non nel senso di posizione ma perchè è quello che ho visto correre più dietro all'avversario, e quando gioca di prima, che è dote di pochi, incanta. Conclude un'azione corale che è da applausi.

10) Spaccaghiaccio: 8 ; Sei gol su otto sono suoi. Tiene alta la squadra, pressa sempre, riconquista palle in attacco sradicandole dagli avversari, prende falli su falli, permette alla squadra di salire e respirare. Affronta e vive la partita come dev'essere (si merita però un cartellino giallo che temo sarà molto pesante). Stella polare.

domenica 14 novembre 2010

Convocazioni vs. Orange

Ritrovo domani sera h. 20.20 al campo

Convocati:

1) The Wall

2) Il Re Leone
3) Butterfly
4) Teto'o
5) Il Cavaliere Nero

6) Diamante
7) Spaccaghiaccio

Pagelle vs. FC Mediolanum

Poi non dite che non faqccio niente...

Ora finalmente posso andare a comprare la bilancia

Ciao, a presto...a lunedì,

Marco

Premessa.

Le pagelle questa volta tralasciano la prestazione prettamente sportiva per concentrarsi su aspetti comportamentali che sono stati la causa principale della sconfitta di ieri.

Forse sarei il primo a non farlo, ma vi chiedo di accettare eventuali provocazioni con lo spirito giusto. Fa parte anche questo del divertimento!

Giò- s.v. Sfoga la frustrazione per l’incolpevolezza sui goal subiti andando a scovare, dalla sua posizione privilegiata, dei pretesti che giustifichino il disastro in campo. Il problema è che lo fa ad alta voce demoralizzando i compagni.

Agitato!

Teto- 4 Uno strano meccanismo di autodifesa mentale lo attanaglia per gran parte della partita (o forse è solo la mancanza di ossigeno?): i commenti in campo questa volta non sono costruttivi e sfaldano una squadra già in difficoltà. Encomiabile nel post partita nell’autocritica.

Disfattista!

Carlo- 6 Goal, corsa e umiltà nel seguire le indicazioni di chi quel pallone lo calcia da molti anni e non virtualmente - attraverso la wii fit o la play station -,ma su campi veri.

Eccellente l’autoironia nel dopo partita, ma questa volta qualcosa da insegnare ce l’ha anche lui… e lui lo sa!

Disponibile!

Dario- 5 Lucido in campo è lui che cerca di ricomporre i cocci di una squadra che sta andando in frantumi senza dare già per scontata la disfatta cercando di stimolare ciascun compagno nel modo più adatto. Equilibrato anche nelle considerazioni post partita…cede solo negli spogliatoi poco dopo il fischio finale quando rivela un inaspettata - piccola ,eh - coda di paglia…

Psicologo!

Ale- s.v Anche se dal suo sguardo si percepisce che qualche idea in merito ce l’ha, ritiene opportuno assistere allo psicodramma che si svolge nel campo e nel post partita senza proferire parola. Illuminato!

Benvenuto sulle montagne russe!

Silvio- 4,5 Non sono necessari avvocati per accertare la colpevolezza, ma solo per uno sconto di pena! Non si trova negli schemi di gioco che prevedono per lui delle mansioni non adatte alle sue doti calcistiche, ma si arrende prima del dovuto!Le modalità usate per esprimere le sue perplessità in merito sono però sempre corrette e mai offensive!

Reo confesso!

Lele- 5 I segni di un tradimento imminente del mister erano già nell’aria nel pre-partita: si ricorda i nomi di 4 giocatori su 7 parlando in modo indefinito ed indifferenziato di ciò che si aspetta dalla prestazione dagli altri 3;dichiara di non aver convocato colui che rappresenta l’essenza del calcetto moderno per preservarlo da altri impegni… ESISTE DUNQUE UN’ALTRA SQUADRA?ESISTE FORSE UN’ALTRO CAMPIONATO?DITEMELO!!! Frasi come "… non avrei voluto giocare…" non si erano mai sentite prima!

Distratto!

venerdì 12 novembre 2010

Elitron-Golden Boys 4-1

Lo scotch viene via rumorosamente e si porta via brandelli di cartone. Il mister si fa strada quasi sgomitando tra gli altri e prende il comando delle operazioni, appoggiando una mano sull'apertura e con l'altra invitando alla calma.
-Signori del calcio- dice -bentornati.
E così nell'emozione del momento, nessuno si ricorda di raccontare di quella grande partita vinta contro i Golden Boys.
Fu una specie di consacrazione, o almeno lo sembrò. C'era bisogno di confermare il buon risultato della settimana precedente, contro una squadra pericolosa.
E fu una partita spettacolare, sempre in controllo, con un Olly che all'inizio fa fatica, ma poi sblocca il risultato quando, dopo quasi mezz'ora di gioco e predominio la sottile paura della beffa stava cominciando ad inquinare i pensieri, e poi diventa l'eroe della partita. Con Teto sempre più in controllo delle geometrie difensive, il Re Leone che diventa sempre più padrone della fascia destra e tutti gli altri a fare la loro parte. E un Seba straordinariamente umile e generoso.
Nell'autunno 2064 queste cose si perdono, ma era stata bellissima la sensazione di essere tornati quelli dell'anno prima e forse anche più forti.
Ma Zacca non ci pensa, mentre scosta la mano del mister e insieme a Giangio apre il cartone e ci tuffa dentro una mano e la ritira con in mano una maglia dorata con un insettone stampato su uno stemma sdrucito.
-Che bella- dice qualcuno alle sue spalle.
Il mister ne ha presa un'altra e la tiene stesa davanti a sé, tra le mani, contemplandola.
Una alla volta escono tutte dal cartone e ognuno cerca il proprio numero. Qualcuno accarezza gli adesivi un po' stropicciati. Per diversi minuti l'unico rumore che si sente è quello della pendola in un angolo: troppe immagini tornano alla memoria, troppe corse, tanta gioia, un po' di fatica, diverse delusioni e la grandiosa sensazione di essere una squadra.
Soddisfazione e commozione sono in bilico, quando il Re Leone commenta: -il mio pensiero lo conoscete- e tutti possono lasciarsi andare ad una risata, guardando le facce degli altri.
E come nell'autunno 2010, anche ora, dopo più di cinquant'anni, i cuori Elitron pompano un po' più veloce, e i nostri si sentono tornati quelli che erano.

mercoledì 10 novembre 2010

Convocazioni vs. FC Mediolanum

La nostra importante vittoria per 6 a 0 e il contemporaneo risultato tra Disagio Atletico e Celtic (2 a 1) ci catapulta al secondo posto (al terzo esattamente guardando la differenza reti) a tre punti dalla Tennent's.
Quelli della FC Mediolanum, la vecchia Re Artù Cafè, sono volti conosciuti e amici coi quali abbiamo già avuto precedenti calcistici due campionati fa.
Diversi ragionamenti che vi spiegherò a voce mi dirigono verso queste convocazioni:
1) The Wall
2) Il Re Leone
3) Butterfly
4) L'ultimo Reduce
5) Teto'o
6) Lupin IV
7) Il Cavaliere Nero
8) Diamante
Ritrovo come al solito al campo alle 20,20

martedì 9 novembre 2010

Elitron-Disagio Atletico 5-2

Olly inclina la teiera e riempie la tazza di Giangio, mentre il Re Leone si dirige alla finestra, fissa lo sguardo fuori, verso la strada che comincia a bagnarsi per la pioggerella incipiente, incrocia le mani dietro la schiena e sbuffando dice: -Finalmente una vittoria, alla terza partita.
-Oh, allora arrivo al momento buono- commenta Giangio -chi erano gli altri?
Il Re ha un'amnesia, distoglie per un attimo lo sguardo per cercare Olly, che ricorda: -Disagio Atletico si chiamavano.
-Ah beh, dal nome non dev'essere stata una gran fatica allora.
-Più che altro abbiamo cominciato a giocare come sappiamo, con calma e testa, ragionando su quello che stavamo facendo e poi Teto è stato gigantesco quella volta. Abbiamo avuto la sensazione che veramente prendesse per mano la squadra, dando ordine e calma all'azione.
-E di me non hai nulla da dire?- chiede il vecchio Leone, tornato a scrutare le auto che cominciano ad accendere i fari.
-Gran bella partita anche la tua, sì. Trasformato in ala destra dopo due anni al centro della difesa. Si è dato da fare e forse l'ha anche buttata dentro una volta.
-Senza forse.
-Da quella parte avevate un gran vuoto da colmare- dice Giangio, sorridendo
-Se ti fossi fatto operare prima, se ti fossi comportato da adulto- risponde Olly, che poi aggiunge:-beh, qualcosa da dire forse c'era anche su di me, no?
-Si vede che quella notte aveva dormito- ammette il Re -fatto sta che ha sfoderato tre bei goal. D'altra parte se non approfittava dell'assenza di Seba...
Il Re ha un sussulto, improvvisamente:-Eccoli- esclama.
-Chi è?
-Il Mister e Zacca- dice il Re Leone, andando alla porta e aspettando con la mano sul citofono lo squillo.
-Ce l'hanno?- chiede Giangio
-Sembra proprio di sì
Quando i due nuovi arrivati escono dall'ascensore trovano il resto della combriccola ad attenderli sulla porta.
Zacca ha in mano uno scatolone piuttosto grosso. Sorpreso dall'accoglienza commenta: -mi sembrate i Re Magi, messi lì così. Andate dentro, fateci entrare.
Lo scatolone viene posato sul tavolo.
-Allora- chiede Olly, contagiato dal clima di attesa.
Il Mister non dice nulla, ma fa il suo sorrisetto, mentre si toglie il casco imperlato di pioggia.
Zacca dice:-Dai, abbiamo tutti più di novant'anni, forse è il caso di aprirlo, no?
Il Re Leone torna dalla cucina con una grossa forbice in mano e comincia a tagliare lo scotch da pacco, mentre tutti si stringono intorno al cartone.

venerdì 5 novembre 2010

Elitron-Celtic 2-5

(continua da qui)

Il Re leone si alza di scatto e trascina le ciabatte di flanella sul pavimento lucido. Solleva il ricevitore del citofono e chiede chi è. Si volta e annuncia “Giangio”. Ma Olly è agganciato al filo dei ricordi e dice: -beh la partita dopo è stata anche peggio no?
- Mancava Seba
- Mancavo anche io
- Sei sempre stato cagionevole
- E dormivo poco. Ma com’erano gli altri?
- Buoni… discreti… insomma, così così. Noi eravamo una pena, ancora non rodati, senza idee su come portare avanti la palla e un po’ fuori forma e così gli altri sembravano giganti.
Sul pianerottolo si sente la porta dell’ascensore che si richiude e dopo un secondo la maniglia si abbassa ed entra Giangio. Gli altri due si girano di scatto, per quanto riescono, e lo fissano con trepidazione. Ma presto l’attesa si trasforma in delusione e disegna un arco all’ingiù sulle facce.
- Di cosa si parlava?- chiede Giangio, prima di notare la delusione.
- Delle partite che non hai visto, nel lontano 2010, quando facevi la maschera al cinema domestico- risponde il Re.
- Avevo un pezzo rotto. E comunque l’inizio era stato abbastanza penoso, no? Sempre a inseguire, agguantare per un minuto la salvezza e poi di nuovo sotto, inesorabilmente.
- Già. Ma… non dovevi portarle tu?- chiede Olly.
- No, non io, il Mister.
- Ah, mannaggia, sono ansioso.
- Anche io, ma credo che stia arrivando.
Il Re Leone, in un angolo della stanza, chiude il cellulare e dice: -non risponde, sarà per strada.
- Vabbe’ dai, aspettiamo- dice Giangio –intanto versatemi una tazza e raccontatemi la prossima partita.

(to be continued…)

mercoledì 3 novembre 2010

Pagelle vs. Disagio Atletico

Pagelle democratiche: tutti giudicano tutti.
In riga i giudicati, in colonna chi dà i voti (per vedere la prestazione di un giocatore, si seguano le righe, per vedere le pagelle date dai singoli, si seguano le righe: chiaro? se no faccio un disegno)




Palu Carlo Zacca Olly Gio Lele Ale
Gio 6 s.v s.v 6,5 s.v s.v 6
Teto 6+ 7- 7- 7 7,5 8 6,5
Dario 6,5 7- 6+ 7 7- 7,5 7,5
Ale 6 6,5 6 6,5 6 6,5 6,5
Carlo 6+ 6,5 6+ 6,5 6,5 6,5 6
Lele 6,5 6,5 6 7- 6+ 6 6,5
Zacca 6+ 6,5 6,5 6,5 6+ 7- 6,5
Olly 6,5 7 7- 6,5 6,5 7- 7