venerdì 12 novembre 2010

Elitron-Golden Boys 4-1

Lo scotch viene via rumorosamente e si porta via brandelli di cartone. Il mister si fa strada quasi sgomitando tra gli altri e prende il comando delle operazioni, appoggiando una mano sull'apertura e con l'altra invitando alla calma.
-Signori del calcio- dice -bentornati.
E così nell'emozione del momento, nessuno si ricorda di raccontare di quella grande partita vinta contro i Golden Boys.
Fu una specie di consacrazione, o almeno lo sembrò. C'era bisogno di confermare il buon risultato della settimana precedente, contro una squadra pericolosa.
E fu una partita spettacolare, sempre in controllo, con un Olly che all'inizio fa fatica, ma poi sblocca il risultato quando, dopo quasi mezz'ora di gioco e predominio la sottile paura della beffa stava cominciando ad inquinare i pensieri, e poi diventa l'eroe della partita. Con Teto sempre più in controllo delle geometrie difensive, il Re Leone che diventa sempre più padrone della fascia destra e tutti gli altri a fare la loro parte. E un Seba straordinariamente umile e generoso.
Nell'autunno 2064 queste cose si perdono, ma era stata bellissima la sensazione di essere tornati quelli dell'anno prima e forse anche più forti.
Ma Zacca non ci pensa, mentre scosta la mano del mister e insieme a Giangio apre il cartone e ci tuffa dentro una mano e la ritira con in mano una maglia dorata con un insettone stampato su uno stemma sdrucito.
-Che bella- dice qualcuno alle sue spalle.
Il mister ne ha presa un'altra e la tiene stesa davanti a sé, tra le mani, contemplandola.
Una alla volta escono tutte dal cartone e ognuno cerca il proprio numero. Qualcuno accarezza gli adesivi un po' stropicciati. Per diversi minuti l'unico rumore che si sente è quello della pendola in un angolo: troppe immagini tornano alla memoria, troppe corse, tanta gioia, un po' di fatica, diverse delusioni e la grandiosa sensazione di essere una squadra.
Soddisfazione e commozione sono in bilico, quando il Re Leone commenta: -il mio pensiero lo conoscete- e tutti possono lasciarsi andare ad una risata, guardando le facce degli altri.
E come nell'autunno 2010, anche ora, dopo più di cinquant'anni, i cuori Elitron pompano un po' più veloce, e i nostri si sentono tornati quelli che erano.

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