lunedì 30 novembre 2009

Elitron-Praja 6-0

Nicola il cameriere è nato in Germania, anche se parla con l’accento siciliano. La sua famiglia aveva un capannone di quarantamila metri quadri dove demolivano le auto e ne rivendevano i pezzi, accumulati su scaffali danteschi, poi la legge è cambiata e per metterlo a norma anti-inquinamento ci sarebbero voluti troppi soldi e così hanno chiuso, tutti a casa, e lui è venuto in Italia. A Stoccarda aveva quindici operai sotto di sé e manovrava macchine gigantesche. Io dallo sfasciacarrozze ci sono stato solo una volta, in cerca di pezzi per la Vespa che mi avevano saccheggiato una notte, ed è veramente come nei film, con l’odore di benzina, pozze di olio per terra, loschi figuri, macchinari infernali, carcasse arrugginite e cani cenciosi che ti ringhiano contro a denti scoperti da dietro il cancello. Ma a lui piaceva: gli piaceva schiacciare le macchine sotto la pressa, spostare rottami di ferro e scherzare con i suoi uomini, tra i liquami inquinanti che saranno il destino mortale dell’azienda di famiglia. Ora fa due turni massacranti come cameriere, centinaia e centinaia di coperti, e ci intrattiene con uno show sul Sorbicaffè della Bindi, a lui sconosciuto. Sua moglie viene dalla Transilvania, è psicologa, ma qui assiste una persona anziana ed è un passo avanti, dopo aver servito anche lei ai tavoli nel Fort Apache del Vivà a mezzogiorno.
Questa è una storia. Ce la racconta Nicola, condendola di “compare” ad ogni svolta e c’è un po’ di nostalgia nelle sue parole, insieme all’enfasi che rima con l’ottimismo a tutti i costi di chi ne ha viste parecchie, nella vita.
La partita con i Praja di storia invece ne ha poca.
C’è un giochino che gira tra la gente del marketing, che dice che se li descrivi con le variabili sociodemografiche il principe Carlo e Ozzy Osbourne sono molto simili. Così, se ci si ferma ai dati oggettivi, misurabili, la vittoria con i Bad Boys e quella con Praja si assomigliano parecchio. Punteggi da tennis, porta inviolata, tre punti in carniere. Ma le sensazioni sono molto diverse. La settimana scorsa c’era euforia, soddisfazione per una partita giocata con una formazione connotata dal turnover e vinta in grande scioltezza, con belle sorprese, tipo il Poker di Marco l’ombroso. C’era il sollievo di aver fatto bene quello che la volta prima era riuscito a stento. Questa volta mezzo pensiero era già oltre il weekend e avremmo voluto avere segnali più confortanti, conferme più decise, al di là di ciò che resta scritto sulla carta e delle sue conseguenze pratiche, al di là del rassicurante rientro del Re Leone. Il calendario delle prossime tre giornate parla chiaro: ci giochiamo quasi tutto nei prossimi centoventi minuti. Con singolare coincidenza chiuderemo l’anno con questi tre incontri, che sulla carta potrebbero dirci se davvero centreremo quell’obiettivo di cui abbiamo parlato tanto ma scritto ancora pochissimo. Dunque venerdì avremmo voluto la goleada, avremmo sognato di giocare in scioltezza totale, con tocchi di prima, come chiesto dal Mister e con risultati spettacolari. Invece no. Invece la sensazione alla fine è di non essere riusciti a fare ciò che potevamo fare, di non esserci espressi al meglio, preferendo le verticalizzazioni fameliche all’impostazione lucida e al ragionamento che ci saranno necessari nei turni a venire. Abbiamo mangiato, ma ci è rimasto un po’ di appetito; abbiamo vinto, ma ci rimane un dubbio. Son cose di lusso rispetto allo scorso anno, ma vedere Ale a bordo campo per dieci minuti, in una sera in cui deve ancora finire di lavorare la dice lunga sullo spirito Elitron di quest’anno: le mezze misure non ci piacciono già più. D’altra parte, quando t’innamori di un grande sogno non vorresti mollarlo mai.

domenica 29 novembre 2009

Convocazioni vs Golden Boys

Ohi ohi, stavolta è proprio dura dover scegliere chi avere in campo, anche per la quasi totale disponibilità di tutti. Vi assicuro che passerei volentieri la palla, anche se di tacco, a qualcun altro. Per la seconda volta di seguito le convocazioni vengono dopo aver visto una partita in cui ha dominato chi ha corso di più, chi ci ha creduto di più, chi è stato meglio in campo. In attesa di avere prima o poi tutti allo stesso livello, la strada è lunga e c'è tempo per tutti, ho scelto in questo modo per la partita che è una delle più impegnative del girone. Spero che nessuno degli esclusi ce l'abbia per questo.

Convocati:

1) The Wall (p)
2) Buffalo Bill (j)

3) Il Re leone
4) Humphrey Bogart
5) Butterfly
6) Green Eyes

7) Child
8) Spaccaghiaccio

Mi auguro che il presidente possa essere dei nostri e possibilmente anche il direttore sportivo.

Ritrovo al campo alle ore 20.20 puntuali. Per chi vuole alle 19,50 alla Tamoil

venerdì 27 novembre 2009

Pagelle vs Praja

Ubi maior (o major) minor cessat. Tradotto letteralmente secondo wikipedia: Laddove ciò che è superiore c'è, quel che è inferiore cessa. Questo è il diktat che viene pronunciato negli spogliatoi. Corsa e strapotere da mettere in campo, questa è l'attesa. La bellezza del calcio è però che ciò che conta non è solo il potenziale ma spesso a farla da padrona è la contingenza, insieme all'umore, alla forma e all'interpretazione. Davanti a noi una giovane squadra che non merita l'ottavo e ultimo posto, corsa e pressing dalla loro, una certa mancanza di tattica che invece devono ancora trovare. Ma proprio la loro confusione non viene messa a bada da noi fratelli maggiori. La partita, spesso caotica, non viene tuttavia mai messa in discussione. 6 a 0 e un altro set a noi. Una partita non al massimo livello è per i nostri egoisti ed ambiziosi caratteri la medicina migliore per affrontare la prossima, e fondamentale, partita.

Pagelle:

23) The Wall: 6.5; Importanti molte delle sue uscite al limite dell'aria che spezzano qualsiasi velleità avversarie. Non subisce gol da almeno 100 minuti ed è forse record. Da migliorare qualche rilancio, bene coi piedi.

4) Green Eyes: 6+; La sua posizione migliore è quella di centrale difensivo ma per la disponibilità del Re Leone viene schierato sulla destra. Spesso il vuoto su quella fascia tende a risucchiarlo ma nel complesso riesce a mantenere la giusta collocazione.

5) Il Re Leone: 7,5; Frega il Mister che lo crede da recuperare mostrando una prestazione all'altezza dei suoi standard. Un mese di stop gli ha fatto un baffo. Speriamo che domattina non ne risenta.

6) Buffalo Bill: 6; Prestazione di impegno e di presenza. Aveva chiesto il cappello con i sonagli ma la squadra non glielo ha fornito per tempo. Porta allegria negli spogliatoi. Nel post partita non rilascia dichiarazioni.

7) Il Piccolo Principe: 6+; Un recupero di forma inaspettato. Miglioramento esponenziale. Sente e vive la partita al di sopra di tutti. Questo lo porta spesso più a correre che a capire dove correre, iter da cui tutti noi siamo passati. Suo il sesto e meraviglioso tiro gol, nato da un'azione corale notevole.

9) Spaccaghiaccio: 6; Al di sotto delle sue potenzialità. Lascia salire senza marcarlo almeno un paio di volte il difensore, cerca di giocarla molto di più coi compagni. L'impressione è che non siano queste le partite in cui si può esaltare. Lo aspettiamo con curiosità per la prossima.

10) Child: 7,5; Capitano inesauribile, movimenti morbidi e vigorosi al tempo stesso, da lui non si passa, con lui si va segnare. Forza allo stato puro.

18) Butterfly: 6+; Si vede poco, perché saggiamente gioca poco, preservando la gambetta bizzosa per le partite decisive. Quando c'è aggiunge velocità e fantasia alla manovra offensiva. Un meno al voto naturale per l'eccessivo ricorso al colpo di tacco nei primissimi minuti in cui sta in campo.

xxx) Sua Eleganza: 10; Non gioca ma si presenta al campo solo a metà del secondo tempo per vedere la sua squadra. Al termine saluta tutti, senza nanche fermarsi per cena, per tornare a casa. Attaccamento che fa piacere.


Il Mister

martedì 24 novembre 2009

Convocazioni vs Praja

Scocca la mezzanotte e come promesso ecco le convocazioni. La partita sembra ancora lontana ma in realtà è solo domani. Tra un mese sarà già Natale e Milano si prepara all'evento, abbellendosi e colorandosi di luci, scaldando le castagne per le strade e abbassando la temperatura. Il calore dentro di noi si accende invece, pronti per una nuova sfida, pronti a volersi imporre con forza.
Anche noi tra poco saremo più belli, ancor di più. Le maglie sembrano ora in mano a qualcuno di valido.
Domenica sera Zacca valutava che arrivare primi vorrebbe dire affrontare poi un girone ben duro. D'altra parte è anche inutile nasconderci e puntare in alto, il più possibile, è il nostro dovere. Con l'umiltà dei forti, di chi ha bene in testa la giusta concentazione e che conosce che ogni sfida, anche quella meno dura, deve essere propedeutica a quella successiva, così come le due ultime sfide ci hanno insegnato.
Tante le valutazioni da fare: rientri importanti, ritmi di gioco da sostenere, capacità di sistemarsi in campo da confermare, ecc...ma di tutto questo ne parleremo giovedì sera con:

1) The Wall (p)
2) Buffalo Bill (j) (che sta per jolly)

3) Butterfly
4) Child (c)
5) Green Eyes
6) Il Re Leone

7) Il Piccolo Principe
8) Spaccaghiaccio

Carichi ragazzi, carichi...


Il Mister

Elitron-Bad Boys 6-0

Cattivi ragazzi. Corrono come lepri ha detto Palu. Sono giovani. Corrono come giovani lepri. Noi siamo (meravigliosi) uomini di una certa esperienza. Le lepri corrono senza ragione, sfuriando con i muscoli elastici sul prato, sulla moquette, sotto il cielo e sotto il pallone di gomma nel freddo non troppo convinto di novembre. Cattivi ragazzi. Le cose che non sanno, le cose che devono ancora vedere. I dischi che abbiamo comprato certi pomeriggi di sabato, i libri che abbiamo letto. Dove fanno le vacanze? Si va ancora in Grecia sui traghetti puzzolenti e impregnati della guazza salata che vien su di notte? Quanto dura il loro tempo? Quando sei giovane sei immortale: i giorni sono infiniti, gli anni non ne parliamo. Sembra che niente debba mai finire. Smetti di essere giovane davvero quando cominci a pensare che i bei tempi andati, eh…, quelli sì che erano belli. Noi siamo (quasi tutti) uomini di una certa esperienza che guardano correre le lepri e si chiedono come sarà per loro considerare il duemilanove come “i bei tempi”. La maturità comincia con un disagio che ha a che vedere con il tempo, con la sensazione che improvvisamente le cose hanno un inizio e una fine che puoi prevedere. Quindi noi non corriamo a casaccio, perché certi tempi sono finiti, perché niente dura per sempre e se ci pensi bene smettere con tutto questo è una prospettiva con cui dovremo fare i conti sul serio. Noi giochiamo la partita perfetta. Chiusi, attenti, concentrati, ogni minuto è da spremere, perché dura sessanta fottuti secondi. Siamo vecchi, ma che spettacolo. Siamo vecchi ma sappiamo come fare. Siamo vecchi, ma giocheremo per sempre e la nostra soddisfazione la puoi tagliare a fette con un coltello da pizza, mentre aspettiamo la pizza. I dettagli tecnici non contano. Bravo Alberto, che è giovane ma sta al suo posto in una squadra seventies, bravo Prea che all’appuntamento importante non arriva solo puntuale, ma con un mazzo di quattro rose, bravo Palu, sempre più roccioso in mezzo alla difesa, bravo Giangio che attraversa il nordest per arrivare come niente fosse in Corvetto all’ora giusta e ne valeva la pena; bravi tutti gli altri che hanno fatto la loro parte con precisione e determinazione. Ma non è questo che conta. E’ piuttosto quella sensazione dopo, quell’euforia che ti sorpende addiruttura la mattina successiva. Quell’impressione che per quei quaranta minuti, con quei ragazzi di una volta che ti stavano vicino con la stessa maglia, il tempo si sia fermato. La felicità si costruisce nel tempo, ma anche in una partita, qualche volta.

giovedì 19 novembre 2009

Pagelle vs Bad Boys

Capolavoro: Opera eccelente; L'opera migliore di un autore o di un epoca.
Questo dice un vocabolario di italiano trovato qui su internet.

Ma se dovessi spiegare qual è il vero capolavoro di questa serata di novembre inoltrato direi che capolavoro è...

...quello di una squadra che scende in campo con la voglia di dimostrare che può fare più di quanto visto nell'ultima prestazione.
Capolavoro è il movimento corale, l'attenzione al passaggio, la precisione nello stare in campo, la scelta dei tempi di gioco. Capolavoro è quello di The Wall che in una serata priva di impegni spaventa gli avversari e incanta il pubblico con le sue uscite a voce alta, quella di Sua Eleganza che influenzato fino a ieri mette in campo tutto l'agonismo a disposizione, quella di H. Bogart che vuole e riesce a dimostrare che la costanza è fondamentale, quello di Child oramai lontano ricordo di Children, quello di Butterfly che rischia la gamba per far parte della festa, quello di Sprea (sembra questo il nomignolo) autore di 4 de 6 gol, quello di Buffalo Bill portiere a tempo perso e centrale quadrato come piace a tanti e di Green Eyes che onora la fascia da capitano con una prestazione ancora di rilievo. Peccato che oltre alle momentanee assenze del Piccolo Principe, di Spaccaghiaccio e del Cavaliere Nero siano mancati ancora il Re Leone, Diamante e di Lupin IV (rinominato ultimamente Costinha)...ragazzi, abbiam bisogno di voi, tornate in fretta.

Capolavoro è avere tra il pubblico e a cena non solo la fondamentale presenza del Presi (oramai la sua partecipazione al match è sinonimo di vittoria) ma anche della sua "nuova" segretaria o direttore sportivo (ancora da decidere) Marta Parlante (anche detta Collant...per la graziosa fascia color simil visone che portava in capo).

Capolavoro è disprezzare la "sòla" pizza a favore del raffinato filetto per rimanere con una gran fame a bussare nel pancino di Humphrey

Ma scusate Signori del calcio, il vero capolavoro di questa sera son le pagelle che Presi e Collant ci hanno offerto. Le pubblico così come me le hanno date, fantastiche:

Alberto: 9.5; muscoloso
Marco: 9; ombroso
Giovanni: 7.5; tenore
Gianluca: 7.5; fighetto
Palumbo: 7; cascamorto
Fabio: 6.5; misterioso
Gabriele: 6.5-7; grilletto
Alessandro: 6.5; riservato


Saluti a tutti e dormite tranquilli campioni d'inverno...

Il Mister

lunedì 16 novembre 2009

Elitron-Rivareno Team 4-2

Oltre ai gusti classici, tra le sue specialità originali, la gelateria Rivareno (Milano, Torino, Firenze, Venezia, Ferrara, Milano Marittima) annovera Leonardo, con pasta di pinoli e pinoli tostati, Contessa, crema di mandorla e nocciola con amaretti e mandorle caramellate, Dattero, con datteri egiziani dell’oasi di Siwa, San Luca, cioccolato bianco con riso soffiato croccante, Otello, cioccolato allo zabaione con torta Barozzi al cioccolato e caffè (se un giorno porti fuori la ragassa, fai il fico e proponile questo, spiegando che la torta Barozzi è un prodotto che nasce alla fine del 1800 a Vignola, come alcune ciliegie famose ed un prosciutto cotto particolare. Se pensi che questa argomentazione sia un po’ vecchia ed abbia scarso appeal per una fanciulla di quell’età, magari più impressionabile dalla suggestiva oasi di Siwa, dove c’è fin troppa acqua e si parla ancora la lingua berbera –chissà perché è sexy il concetto di “berbero” – non hai senso della realtà, amico: non ci sono meno probabilità di impressionarla con questa cosa che di portarla fuori tout-court). E tra le specialità c’è anche l’eccentrico Zafferano al sesamo, con sesamo caramellato e tostato o l’esotico Mango Heera, con mango indiano e yogurt bianco.
A Venezia Rivareno sta dietro campo Santa Maria Formosa, con la sua splendida chiesa, in un luogo dove non passavo mai, nemmeno nelle lunghe camminate al freddo dei finesettimana invernali, quando mi piaceva vagare senza meta per calli non frequentate dai turisti, vezzo che, insieme al passo veloce, ti fa sentire parte della città e non sgradito visitatore (“non xe turismo, xe un’invasiòn” si lamentava il vecchio pigiato dai giapponesi sul vaporetto numero 52).
Quanto gelato avranno dovuto mangiare gli avversari di giovedì scorso (esordienti, corretti, giovani) per farsi mettere sulle maglie lo sponsor della gelateria? E che saporino sgradevole avranno avvertito nel degustare le specialità Elitron direttamente dal produttore?
Tra le nostre specialità, Palu, rapido difensore con tatuaggi floreali e occhi smeraldo; Zacca, occhio pigro e piedi cresciuti all’ombra dei trulli; Seba, per chi ama il gusto un po’ stagionato dei goal risolutivi; Gio, porzione abbondante per palati semplici; Prea, gusto che non sempre c’è, ma si fa apprezzare, Giangio, nouvelle cuisine, ricetta in perfezionamento; Ibe, per gli amanti della cannella; Lele, con spezie che danno l’aroma che serve. Non facile mettere in una bella vaschetta tutti questi gusti e tirarne fuori un amalgama gradevole e vincente. E infatti per un po’ non ci si riesce e dopo essere andati sopra due volte (Zacca e Seba) e due volte esser stati raggiunti su palla inattiva, la fine del primo tempo col risultato in equilibrio ci provocava non pochi timori. Poi, dopo un avvio stentato della seconda frazione, si accende la luce, quando il Mister decide di rischiare la gamba (sua) per non rischiare la testa (della classifica). E così Seba s’inventa un'altra delle sue soluzioni-dal-cilindro e Palu mette la ciliegina candita sulla torta gelato con un’azione da manuale del calcio: anticipo, triangolo e chiusura a rete. Tanti auguri a te.
Non ci abbiamo capito molto, anche perché abbiamo sperimentato un numero spropositato di formazioni, così restano coriandoli di impressioni, che svolazzano e confondono un po’. Ma quando si posano, per terra c’è un disegno. Una montagna, pare, e un gruppetto di ragazzi in maglia nera proprio lì in cima. Hanno il fiatone e negli occhi l’ombra del pericolo scampato. Ma sono in vetta.


(nella foto, Leonardo)

Convocazioni vs Bad Boys

In attesa dell'atteso commento del nostro The Wall diramo le convocazioni per mercoledì.

Ritrovo come al solito alle 20.20 al campo e per chi vuole alle 19.50 alla tamoil

Convocati:

1) Lanzarotti Giovanni (p)
2) Iberini Fabio (p)

3) Palumbo Stefano (c)
4) Strengacci Gabriele (che se non gioca è meglio)
5) Rossi Gianluca (che arriverà all'ultimo secondo dalla trasferta di lavoro)
6) Stella Alessandro

7) Rossi Alberto
8) Principe Igor (se domattina, svegliandosi, non avrà la schiena bloccata)
9) Prea Marco

venerdì 13 novembre 2009

Pagelle vs Rivareno Team

Che bella e importante vittoria la nostra, soprattutto in una serata in cui non si brilla e non si offre all'avversario la giusta dimensione delle nostre potenzialità, soprattutto in una settimana in cui molte grandi cadono.
La FC Elitron si barcamena con fragile fretta, sintomo di una collocazione in campo che risulta per molti confusa e complicata. Da sottolineare che nonostante l'ampia rosa le scelte del Mister sono ridotte all'osso. Senza voler per questo togliere merito ai partecipanti ma solo per evidenziare dunque la fondamentale scelta estiva di aggiungere valore a ciò che già era.

Pagelle:

1) The Wall: 7+; Belle parate, chiamate che fanno tremare l'avversario e che danno sicurezza alla propria squadra. Nessun gol di cui aver debito. Sintesi perfetta dell'interpretazione di come uno deve stare tra i pali. Il voto più alto è riservato alla voce miracoli. Alla ricerca della perfezione

2) Buffalo Bill: 6-; Nel viaggio verso il match gli viene comunicato che deve scendere in campo con la casacca nera e non con quella rossa. Lotta e prende botte. Sbaglia un paio di palle in fase di impostazione e non riesce a portare la giusta calma nella difesa ma c'è da dire che questa è stata la sua prima partita e che è stata frastagliata da numerosi ingressi e uscite dal campo. Il suo attaccamento alla squadra commuove il Mister. Alla ricerca della santità

3) Il Cavaliere Nero: 5+; Sacrificato in difesa dal senso che il Mister vuole dare alla tattica, soffre i tagli dell'avversario di turno che per sua sfortuna è sempre il più mobile. Da lui ci si aspetta la capacità di impostare il gioco ma la squadra è sfilacciata e arraffona e lui non crea la differenza e l'ordine. Alla ricerca della geometria

4) Green Eyes: 7,5; Proprio non può sbagliare. Deve essere ed è la sua partita oggi che è più adulto. Temperamento, grinta, concentrazione e costanza. Grande, enorme miglioramento rispetto a quel ragazzo che era. Non paga da bere ma si prende cura delle maglie. Alla ricerca di un futuro sempre migliore

5) Huphrey Bogart: 5 ; Pregevole l'impegno e la voglia di migliorare la sua ultima prestazione. Dalla sua non ha certo la possibilità di giocare con continuità. L'interpretazione della gara è ciò che più gli manca ma conoscendo i suoi mezzi ciò dicui necessita è il tempo per poterci lavorare. Bene negli ultimi dieci minuti quando una squadra più quadrata gli permette di fare un ottimo lavoro. Alla ricerca della serenità

6) Butterfly: 7; Entra quando non può proprio farne a meno e dopo aver chiesto invano alcuni accorgimenti tattici, li mette in pratica perfettamente. Cambia volto alla squadra e alla partita: improvvisamente diventa quasi tutto facile. Il voto è la media tra quello che si merita per la sua eccellente prestazione come giocatore e quello che prenderebbe come Mister, per i continui cambiamenti di posizione che richiede a una squadra già abbastanza confuso di suo. Alla ricerca della guarigione e dei quaranta minuti

7) Marco Prea: 5,5; Sacrificato sulla destra, così come il Cavalire Nero, non riesce ad espimere il proprio potenziale tecnico. Il gioco del torneo, a differenza della partita tra amici, offre minori spazi e ritmi più alti dei quali si deve abituare. Nella parte finale viene schierato davanti, posizione nella quale si esprime meglio. Deve lottare tra gli avversari e ben si comporta. Non segue un importante azione imbastita da Buffalo Bill e Butterfly che gli offrono la possibilità del gol. Alla ricerca del nomignolo

8) Spaccaghiaccio: 6,5; Solito lavoro prezioso senza il quale la FCE sarebbe uscita probabilmente con un risultato meno prezioso. Fondamentale il suo gol che sposta gli equilibri. Un pochino al di sotto delle proprie possibilità, mal supportato da un team che non lo mette in condizione di giocare ed avere palloni buoni. Per la prima volta chiede il cambio. Alla ricerca della felicità

martedì 10 novembre 2009

Convocazioni Vs Rivareno Team

Conosco una squadra che l'anno scorso è arrivata settima nel primo girone. Era costituita da giocatori forti, e molto, esperti però più del calcio ad undici che di quello a cinque. Ma era alle prime uscite ed il tempo gli è stato necessario prima che trovasse il gioco, il senso, la quadratura, prima che facesse tremare squadre di vertice. Oggi di quella squadra si parla con timore già tra i cunicoli che portano agli spogliatoi e i team avversari la affrontano con altra concentrazione. La velocità e il ritmo del suo gioco, il grande ampliamento della rosa, il suo attacco pungente e fisico e la voracità dei suoi difensori hanno già fatto tramontare la leggenda per renderla realtà.
Giovedì questa squadra affronterà un nuovo e sconosciuto avversario che per la prima volta partecipa al torneo. Ci sarà da fidarsi del fatto che sono "solo" settimi.......?

Che la storia non abbia voglia di essere ciclica non ci scommetto, metterci del nostro sarà ancora la vera arma.

Il nostro inviato speciale descrive la Rivareno Team come una squadra giovanissima che corre come l'età le permette ma senza senso. Sono passate tre settimane da quando sono stati visionati, non vorrei che si fossero aggiustati.

La FC Elitron invece si appresta ad affrontare l'incontro con caratterristiche fisiche e tecniche diverse dal solito. A tutti quelli che prevedono una partita facile vorrei dire di stare casa


Ritrovo puntuale alle 20.20 al campo

Per chi vuole h 19.50 alla tamoil

Convocati: (che bel gruppo!)

1) Lanzarotti Giovanni (p)
2) Iberini Fabio (p)

3) Rossi Gianluca
4) Strengacci Gabriele (che probabilmente non farò giocare)
5) Palumbo Stefano (il festeggiato che pagherà da bere)
6) Scarascia Marco
7) Stella Alessandro

8) Alesci Sebastiano (c)
9) Prea Marco

lunedì 9 novembre 2009

grazie x auguri

e cmq giovedi sera offro da bere a tutti quelli che c sono,ammesso che c sia io.....

Classifica 5a giornata - Girone Bianco


La giornata si è chiusa con la prevedibile vittoria dei Barzot, che ci affiancano a 12 punti, ma restano in seconda posizione in virtù della nostra migliore differenza reti.

venerdì 6 novembre 2009

Elitron-Gli Imprevedibili 7-5

Le cose cambiano. Le vecchie foto ce lo dicono.
Le nostre facce hanno segni che non c’erano e quello che ci piace è diverso da un tempo. Una cosa a cui oggi non pensiamo più era così importante una volta. Cambiano le mode, le pettinature, le parole che usiamo spesso e poi dimentichiamo. A volte lentamente, impercettibilmente, goccia a goccia e te ne accorgi solo se quella persona la rivedi dopo anni, a volte rapidamente, come Camilla, che proprio oggi ha un mese ed è già così diversa dal giorno in cui abbiamo messo il fiocco qui sopra. Cambiano i vestiti, con le stagioni e la scollatura della ragassa a novembre è una citazione di sé stessa quando faceva caldo e anche lei aveva un pensiero che oggi non ha più.
Gregor Samsa va a dormire impiegato e si sveglia scarafaggio.
La Elitron va in vacanza (sparsi qua e là, al mare a far castelli e cercare di dormire, a scappare dai tori su un pezzo di scoglio o nel nord Europa a pedalare) che crede di essere una squadra spompa ma rocciosa, votata alla difesa, capace di costruire dighe davanti alla porta e rendere la vita dura agli avversari affamati di goal e torna in campo che non è più la stessa, che con un paio di innesti importanti ha stravolto la visione del gioco, ha scoperto di saper correre e alla filosofia del primo-non-prenderle preferisce l’atteggiamento zemaniano del farne-uno-di-più. Così capita di prendere tre goal in contropiede in una partita in cui siamo costantemente in vantaggio.
Questo incontro è un ultimo strappetto prima di un tratto che possiamo sperare sia in leggera discesa (così dice la classifica dopo quattro giornate, ma non bisogna perdere umiltà e concentrazione, meglio cominciare a dirselo da oggi). Il nome degli avversari deve destare sospetti, anche perché ce li ricordiamo giovani, tonici e ben messi da qualche partita sbirciata lo scorso anno; mettici insieme una formazione più che rimaneggiata, anche per forfait dell’ultimo minuto –che bella cosa però la rosa ampia e di qualità– ed ecco che si arriva al campo con la tensione giusta.
Il Mister fa auguri personalizzati prima di uscire dallo spogliatoio (se il vino si fa in vigna, si comincia a metter via i tre punti sulle panche di plastica, ascoltando e concentrandosi).
Palu, bravo, continua, stasera il timone della difesa è nelle tue mani, Ale, via le mani dalla schiena, Seba, fai quello che sai (tanto lo fai lo stesso, meglio far finta di suggerirtelo), Zacca, ci sei piaciuto, sei stato via un po’, devi confermarti, Igor, hai poca benzina, usala per una strada che valga la pena, portiere, goditela. Chissà cosa si è detto Mr. Butterfly prima di uscire dallo stanzino. E poi via, va in onda la Elitron 2.0, mostruosa nei primi dieci minuti, opportunista ad aprire le marcature con un colpo di fioretto mentre l’avversario ha la guardia bassa e la barriera ignora le urla di chi chiede protezione della palla, un po’ distratta sul finire di primo tempo quando concede un break agli avversari e li lascia riavvicinare, un po’ sfiatata al time-out (correre a certi ritmi non è per tutti, ma i cambi filano piuttosto lisci e l’assetto è mantenuto). Lo spettacolo va in onda è quello di una squadra sicura di sé e dei propri mezzi: difendersi a riccio non se ne parla, appena si prende un goal via veloci ma tranquilli a centrocampo per riportarsi a distanza di sicurezza. Mai sotto, mai davvero spaventati. Dall’altra parte una squadra scanzonata, che non si prende troppo sul serio, ma si impegna, con la panchina che si fa beatamente i cazzi suoi e lancia ululati allo scattante portiere imprevedibile. Finisce 7-5, con altri tre punti che grazie ad una differenza reti di tutto rispetto ci consentono di goderci ancora per una giornata almeno il primo gradino della classifica. Eccoci, in cima al breve strappo, superato con energia e tranquillità. Da qui si vede un tratto di strada che sembra liscia e in fondo propone il primo traguardo volante. Lasciare dietro tutti lì non conta molto, ma forse prima della nostra metamorfosi non osavamo sperarci. Ma oggi noi non siamo più impiegati: siamo insettoni con le gambe lunghe, un pallone tra i piedi e nella testa un’idea esatta di dove deve finire.

martedì 3 novembre 2009

Pagelle vs Gli Imprevedibili

The Wall: 6-; Dei 5 gol nessuno è colpa sua. Sbaglia solo un rinvio di piede, non tanto nel controllo quanto nella scelta del dove. Il meno in pagella è dovuto alla sua silenziosa presenza, il Mister vorrebbe ascoltare la sua voglia di giocare con urli degni di un tenore. Di fatto è la sua prima vera partita e di tempo ne ha. Silente

Green Eyes: 6; Un'altra partita buona. Deve fare il Leader in una difesa nuova e inventata. Questa volta non si trova mai scavalcato da un lancio a costo di rinunciare un pochino alla sua arma migliore, l'anticipo. Disciplinato

Il Cavaliere Nero: 5,5; Leggermente sotto allo standard a cui ci aveva abituato. La sua presenza in area è infatti rara e la marcatura subisce attimi di sbandamento, anche per colpa della mobilità del suo avversario. Coraggio

Butterfly: 6+; Chiede corsa e dà il buon esempio, come sempre. Gioca molto alto e diverse volte è in affanno sul ripiego difensivo, ma in una partita con il baricentro molto in avanti. In una giornata di pagelle al ribasso, un più per la stoccata su punizione che apre le marcature. Opportunista

Sua Eleganza:5,5; Buona la sua prestazione in fase di impostazione, la marcatura è però troppo distante. Tra tutti è quello che può migliorare di più sotto l'aspetto del fiato, nei time out lo si sente recuperare in modo vistoso. Motore ibrido

Il Piccolo Principe: 5,5; La premessa è d'uopo. E' la prima vera partita del nostro funambolo. Se la gioca tra la tensione del non voler deludere e la solita predisposizione alla corsa e al movimento. Il voto non vuole essere punitivo ma di stimolo. Nedved

Spaccaghiaccio:6,5; Risulta quasi monotono descriverlo. Il solito volume di palloni giocati che fanno salire e respirare la squadra. Per gli avversari rubargli il pallone è cosa vana. Pecca semmai in fase di chiusura nella nostra metà campo. Gol a ripetizione che gli giustificano tutto. E' il migliore tra tutte e due le squadre. Detta legge. Premier

lunedì 2 novembre 2009

Elitron-Barzot United 2-4

Quando si vince l’antologia da spogliatoio delle cose giuste è una gradevole lista di eventi che si accumulano nei ricordi del dopo partita e vanno a formare, tutte insieme, la positiva sensazione di aver giocato bene per diversi motivi. Non importa se sia stato più determinante quel contropiede là, o la fucilata da fuori area o ancora l’assist o il colpo di testa magistrale: tutto fa brodo, tutto si amalgama come in un piatto riuscito e concorre felicemente al buon risultato. Quando si perde, invece, piacerebbe trovare “la” ragione, ridurre ad una sola grande causa l’insuccesso e così la sommatoria delle opinioni personali, che sono allegramente tutte diverse, non aiuta a chiarire i motivi della sconfitta. Così questa volta: saranno stati gli errori sui calci piazzati (un rigore –da ripetere, fra l’altro, per l’evidente infrazione dell’ottimo portiere avversario– e due tiri liberi sono occasioni che non si presentano tutte le volte), sarà stata la poca lucidità offensiva, qualche colpo di sfortuna (nessuno dei goal subiti è arrivato da azione, tutti da palle inattive), sarà stato lo svarione difensivo che ci ha tagliato le gambe o le parate decisive dell’estremo avversario… chissà? Non è chiaro. Non più di quando si cerchi di capire perché si è vinto, probabilmente, ma almeno in quel caso c’è un argomento decisivo che risolve la situazione: tre punti in classifica in più. E chissenefrega perché.
Comunque, un paio di certezze lo scontro con i Barzot ce le ha date, anzi tre.

La prima è che l’anno scorso non avremmo giocato questa partita in questo modo.
L’anno scorso avremmo subito di più, impensierito di meno. Abbiamo sfidato la seconda migliore squadra del precedente torneo e abbiamo perso a testa alta, senza soccombere. La qualità tecnica, con l’innesto del più giovane del giro e di un anzianotto di talento (posso dirlo, siamo coetanei) è sicuramente cresciuta in modo apprezzabile. È cambiato il modo di stare in campo e di giocare. Restano ampi margini di miglioramento, certo, dobbiamo imparare a sfruttare di più le nuove possibilità, capitalizzare meglio l’abilità di Seba a tenere alta la palla e difenderla facendo salire le ali, ma gli equilibri e i movimenti sono già diversi e più efficaci.

La seconda certezza è che l’anno scorso non avremmo giocato questa partita in questo modo.
L’anno scorso forse ci avremmo messo più testa, più concentrazione. Questa volta siamo stati un po’ abulici e svagati, poco concentrati in alcune fasi, caotici e in affanno in altre. Umiltà, concentrazione, dedizione: cose che non devono mancare mai se vogliamo permetterci il lusso di sognare certi traguardi (quali? Non abbiamo ancora un sogno ufficiale).

Il terzo punto fermo è che con la sfiga non si può scherzare: è priva del senso dell’umorismo. Dopo una stagione praticamente bruciata dall’infortunio al ginocchio, Carlo si è ripresentato quest’anno con grande voglia di esserci. Un gomito fuori posto e un impatto frontale senza freni si sono messi di traverso un’altra volta, speriamo per brevissimo tempo. Viene da chiedersi se ristampare quel 17 sulla maglia nuova sia stata una idea felice.

La quarta sicurezza ce la regala il calendario: stasera siamo di nuovo in campo. L’infermeria trabocca, le agende di alcuni anche, ma la rosa è ampia e ricca di qualità, quindi possiamo –e dobbiamo– fare bene. Lunedì il Dattero è aperto. Vediamo di arrivarci con tre punti a cui brindare.