I commenti al blog restano chiusi per un po’. Così magari
quelli di Trezza e i loro sodali dello psichiatrico possono finire di colorare
il libro che hanno cominciato nel 2010.
Ci teniamo strette le reazioni di persone con cui in questi
mesi abbiamo allacciato e nutrito relazioni cordiali. Non li nominiamo, non ce
n’è bisogno. Loro sanno.
E sono molte di più di quelle che vengono qui a denigrarci.
Apprezziamo tuttavia anche i troll anonimi, creaturine
inutili e perditempo, normalmente di dotazione intellettuale inferiore alla
media, che allignano in ogni sito con un certo numero di frequentatori: sono il
segno che questo blog “funziona”.
Non siamo simpatici a qualcuno? Ce ne faremo una ragione.
Soprattutto se il qualcuno è portatore del pensiero debole “vi hanno menato,
non si fa, ma ve la siete cercata”. Soprattutto se il medesimo non c’era, non
ha visto e parla a casaccio. Non ha visto la violenza gratuita, non ha visto
gente apparentemente normale trasformarsi in belva e prendere a calci due
nostri compagni caduti a terra. Sono cose che non hanno niente a che vedere con
quello che per quattro anni siamo andati a fare al Libertas, anche quando
abbiamo litigato. Chi non capisce la differenza o indulge in sottili e ipocriti distinguo è tragicamente meschino. Sono
dimensioni completamente differenti. Se non sei in grado di capirlo e in te
prevale comunque il risentimento e un malcelato istinto di soddisfazione, in
fondo è più un problema tuo che nostro.