giovedì 12 settembre 2013

FCE-Y5 3-5 (Elite Cup)

Monsters University racconta la storia della giovinezza e formazione di James P. Sullivan e Mike Wazowski. I due si iscrivono alla stessa università, con lo stesso desiderio: diventare uno spaventatore, la cosa più bella che possa capitare ad un mostro. Lo spaventatore è infatti una figura straordinaria nel suo mondo: ammirato, rispettato, invidiato. Un po' come un calciatore nel nostro. Sully è figlio d'arte, ha un ruggito terrificante e un indolente talento; è refrattario allo studio, gigantesco e spaccone. Mike è piccoletto, si applica con zelo encomiabile e proporzionale successo ad apprendere dai libri conoscenza e tecniche, ma ha un problema: non farebbe paura ad una mosca. Il finale è noto e raccontato in Monsters & Co, uno dei primi grandi successi Pixar. Sully diventerà uno spaventatore, Mike il suo assistente. Ma perché questo accada i due dovranno imparare, migliorare, cambiare se stessi. Nel film vediamo i due inizialmente avversari, unirsi per necessità ed entrare a far parte di una confraternita raccogliticcia e improbabile: anch'essa cambierà e si migliorerà: diventerà una vera squadra, di successo.

La serata di martedì comincia con un temporale lungamente preannunciato e durato giusto il tempo di lucidare l'asfalto. L'appuntamento è spostato per un imprevisto che fa sì che basti una macchina a portarci tutti. Cinque contati. In campo va in scena una partita con due squadre che difficilmente potrebbero essere più diverse. Scapoli e ammogliati, giovani e vecchi, otto esami al traguardo da una parte, nove bambini a casa dall'altra: nessuno in campo ha un'età che cominci con il 3. Tutti sopra da una parte, tutti sotto dall'altra. Si comincia e subito capiamo che quest'incontro è il prolungamento di quello della scorsa settimana. Attenzione, concentrazione, facciamo quello che sappiamo fare meglio: metterla sulla corsa con i gialli sarebbe un suicidio, dunque si punta sull'ordine. Tutto funziona, rischiamo qualcosa ma nei limiti del fisiologico e per lunghi minuti il risultato resta fermo. Poi una sbavatura difensiva e andiamo sotto, infilati da un diagonale alto corretto in rete dopo un rimpallo palo-portiere-palo. Il primo tempo si chiude così. All'inizio del secondo un bello scambio tutto di prima viene chiuso da Dario, che ci riporta in parità. Non dura molto però: Y5 torna su di due, sempre sfruttando le ottime individualità di cui dispone e anche un errore difensivo su un calcio di punizione. Non molliamo, non ci scomponiamo, ma continuiamo a fare il nostro gioco. Questo torneo serve come preparazione, dunque il risultato conta, ma il gioco è la priorità. E col gioco, convincente, arrivano anche i due goal che a pochi minuti dalla fine ci riportano di nuovo in linea di galleggiamento. Il primo è un po' fortuito, il secondo un pezzo di forza e bravura del neo bomber Dario, che si fa tutta la fascia destra a sportellate e chiude con un diagonale terra-aria. Questa volta però ci viene un po' la gambina. E l'ennesima serpentina dei dervisci in giallo frutta un diagonale rasoterra che porta a un nuovo vantaggio. Proviamo a mettere il coltello tra i denti e ributtarci in avanti, ma subiamo il quinto in contropiede e rischiamo su rigore. Al fischio il risultato finale è 3-5. Dopo due partite abbiamo collezionato zero punti, ma il morale è alto, perché quello che abbiamo fatto ci convince. Giocare con due delle prime quattro squadre del Libertas 2013 è stato un bel test. Siamo usciti sconfitti, ma con una sensazione precisa, che ci fa essere soddisfatti e ottimisti. La sensazione è che forse in nessun momento come in questo inizio di stagione siamo stati una vera squadra: un gruppo dove ognuno riesce a dare il meglio di ciò che sa fare grazie al contributo e al comportamento di tutti gli altri.
Come all'università dei mostri.
Come mostra la storia di Sully e Mike e un'ottima recensione sottolinea, infatti, "c'è un solo modo di farcela, da quando esiste la Pixar: un solo modo per i giocattoli, gli insetti, i pesciolini, i supereroi, le auto da corsa, i cuochi i robot e i pensionati: la risposta non è dentro di noi, la risposta è sempre negli altri. Da solo sei un bambolotto, un insetto, un pesciolino sperduto nell’oceano, l’ultimo robot della terra, un ratto allo sbando o un vecchietto inutile. Da solo non vincerai mai nulla, non esistono le piume magiche di Dumbo. Fatti aiutare. Potrai arrivare da qualche parte, forse anche nel posto in cui sogni di arrivare, ma non ci arriverai mai da solo, scordatelo". E dunque puoi essere un quarantenne che un tempo calcava campi di calcio e ora si conta le ossa il giorno dopo la partita, puoi non essere in possesso di numeri da circo, ma attorno a te ci sono quegli altri con la maglia bianca e la striscia rosso blu e sono lì per essere una squadra e aiutarsi e aiutarti a valere di più, a raggiungere insieme l'obiettivo, come quella volta nel maggio fangoso che è passato. Questa è la cosa più importante che abbiamo guadagnato in questi ottanta minuti. Teniamocela stretta, nutriamola, crediamoci. Che bello.

1 commento:

Anonimo ha detto...

grande giò