


Le pagelle di Disagio atletico sono in preparazione e saranno aggiunte con i voti e il consueto fantastico lavoro dei ragazzi in questo post. Sempre di uno di loro, Fabio P., sono le foto (questa volte belle) che vedete in questo blog per quanto riguarda la terza giornata (purtroppo riguardano solo FCE vs. Y5)
DISAGIO Atletico:
Paolo 6: Provato dal lungo pellegrinaggio e dalle alterne vicende della Roma, Paolino necessita di tempo per carburare. Preoccupato per la condizione delle sue gambe, si sottopone a iniezioni di Polase Sport con dosi che nemmeno Varenne. Disorientato dalle idee tattiche di Luigi Enrico l'Asturiano, negli spogliatoi pretende che ogni disagiato firmi con il sangue una pergamena che gli impone di non finire mai fuori ruolo per tutta la durata del torneo, pena la confisca dei beni materiali e immateriali (!). In campo si prende l'ardua responsabilità di contenere gli scatenati attaccanti Absolut. Sigla una doppietta di pregio con due missili da fuori area, ma gli effetti collaterali (del Polase o della fatica, fate voi..) gli fanno dimenticare tutto quanto accaduto durante la serata allo scoccare delle 23. MEMORIA VIRTUALE INSUFFICIENTE.
Alberto 6.5: Con quella faccia un po' così, quell'espressione un po' così di chi è intristito da una serie di disgrazie socioeconomiche che nemmeno la Grecia, il ligure butta tutte le energie nel Disagio (un'altra analogia con la Grecia, i cattivi investimenti...) per sconfiggere i suoi demoni personali. Nello spogliatoio, prima della gara, crolla e ammette di essere finito nel tunnel delle corse campestri per cercare di raggiungere la condizione ottimale in tempo per il torneo. Tanta sincerità e tanta abnegazione meritano un monumento. Così come anche le giocate che – da pivot d'emergenza – regala ai compagni. Assist, triangoli, sponde e tutta la mercanzia del caso. Nel finale di gara arretra il raggio d'azione e trova il gol con una botta dalla distanza. JOLLY SENZA FRONTIERE.
Pisanu 6,5 - Si conferma il più tonico dei Disagiati, l'unico che riesce a correre dalla propria area a quella avversaria (e ritorno) senza scompensi fisici potenzialmente fatali. Arcigno marcatore in difesa e pericoloso incursore offensivo, offre una prestazione convincente che non riesce però a cancellare il censurabile comportamento del pre-partita. Il sardo infatti, non solo ha la singolare idea di presentarsi all'Ausonia con due ore d'anticipo per immortalare con la macchina fotografica le gesta delle altre squadre, ma attira nel tranello anche i suoi compagni comunicando loro che si sarebbe giocato alle 21 e non alle 22. Risultato: un'ora e un quarto prima del calcio d'inizio l'intera rosa del Disagio Atletico (compreso il portiere curiosamente uscito di casa vestito come Diabolik) è insensatamente schierata a bordo campo con un ordine che durante le partite non si è mai visto. E se la serata di Pisanu non era iniziata bene, riesci a concludersi anche peggio: dopo il match lascia infatti gli spogliatoi sfoggiando un look (felpa in acrilico con zip su villoso petto nudo) da attore porno anni '80. Abbigliamento che gli sarebbe costato mezzo voto in meno, prontamente recuperato grazie al fatto che, almeno stavolta, le mutande le ha messe. NUDO ALLA META.
Piero 6 - A causa di un disdicevole equivoco si presenta trafelatissimo, in netto ritardo per la partita delle 21 (e anche per quella delle 20, per l'inizio del Tg1 e per la puntata di Beautiful) ma in realtà in perfetto orario per il calcio d'inizio di Absolut-Disagio. Rassicurato dai compagni, si rilassa un minimo, va negli spogliatoi e riesce a perdersi riscaldamento, foto ricordo e calcio d'inizio. Una volta in campo il partenopeo sfata il detto “il matrimonio è la tomba del calcetto” con i suoi consueti tocchi felpati e precisi. Rassicurato dalla scintillante fede al dito, non ha pudore – una volta perso l'uomo – di riscrivere la pagina forse più conosciuta del noto “Manuale di calcetto per omosessuali”, avvisando con deliziosi urletti i compagni che la marcatura è saltata. MASCHIO ANGIOINO.
Gabriele 6.5: In netto progresso rispetto all'esordio. La fuga migliore, più che sulla fascia, è quella del finale. Quando con assoluta nonchalance abbandona l'Ausonia senza versare la quota, candidandosi al prestigioso Wagner d'oro edizione 2011, intitolato all'uomo (presumibilmente miliardario, ndr) che in una sola sera riuscì a farsi pagare campo, maglia, metro, fototessere. Partendo l'indomani per l'India e lasciando dietro di sé solo rimpianti, debiti e una carta d'identità stropicciata. CHI BEN COMINCIA...
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