Non è proprio un conto definitivo. E' una riga ad un certo punto: in mezzo alla spesa, tra le cose tue e quelle che ti ha chiesto qualcun altro, giusto per sapere quanto ti deve; è il conta-e-riconta delle schede elettorali quando lavori al seggio, la somma delle monetine superstiti a metà vacanza, per capire quante ne puoi bere ancora, quando si andava in Grecia e la Grecia era solo un posto economico, non si ammazzavano per strada per colpa della crisi, c'era solo un gran mare e tanti ricordi da portarsi a casa, insieme alle foto che oggi stanno in un cassetto ad ingiallire. E' un subtotale: un conto parziale per capire dove siamo. Due giornate appena non sono nulla. Non dopo quattro anni, almeno. Però.
Partiamo male, con i Golden Boys. Prendiamo goal molto evitabili. Loro sono bravi ma noi li aiutiamo. Abbiamo un paio di sussulti che ci fanno ribaltare il risultato in una girandola vorticosa, poi sprofondiamo lentamente ma inesorabilmente. Il tentativo di risalire in superficie è tardivo. Ci arriviamo quasi, ma il fischio della fine giunge prima del goal del pari e si chiude a meno uno. Poi tocca ai Ciaparat, che arrivano male assortiti, con pettorine e senza numeri ed esordiscono in cinque (non è un bel segnale per il futuro del girone e del torneo, se alla prima arrivi con le munizioni contate) e battono il loro primo pallone in assoluto (primo turno, riposo) all'indietro. La partita è maschia, fin troppo. Loro si lamentano parecchio -ma sempre entro i limiti- mentre noi ci illudiamo, legittimamente, di fare bottino. Invece alla fine del primo tempo, pur giocato benino, abbiamo fatto un solo goal. E nel secondo non va meglio. Un goal rubato dall'esperienza di Christian, complice un arbitro che non possiamo criticare per il suo encomiabile passato, ma nella circostanza un po' confuso è tutto quello che otteniamo, concedendo pure un altro evitabilissimo punto allo score dei "subìti". Finisce con i tre punti che volevamo (e dovevamo), ma il nervosismo e la confusione del finale sono palpabili, anche perché a meno di un giro di lancette dal quarantesimo è il palo a salvarci. Abbiamo sbagliato cose elementari a tu per tu con il mutevole portiere avversario, ma il clima post-partita è più sgonfio del nostro pallone che non abbiamo usato, appunto perché era sgonfio. Subtotale. Nel carniere restano tre punti. Sulla retina e più su, nel cervello, la necessità di trovare la quadra, di integrare le novità importanti nel tessuto della squadra, rendendo questo tessuto un abito da sera e non uno straccio. Aspettiamo uomini chiave, l'infermeria trabocca. Arriverà altra qualità, abbiamo fiducia, lavoriamo (si, vabbè) per progredire. Ancora una settimana al prossimo tentativo di fare bene davvero. Che non vuol dire vincere. Il prologo filmato visto nello spogliatoio parla chiaro. Divertirsi. Come bambini serissimi.
1 commento:
A proposito di subtotale: sono € 27,00 per i calzettoni.
Grazie.
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