In un anno non bisestile ci sono cinquantadue lunedì. Sono cinquantatre solo nel caso in cui il primo gennaio cada di lunedì (negli anni bisestili la regola si estende al 2 gennaio). Mai cinquantaquattro, non ci stanno in un anno, calendario alla mano. Lo si dice a beneficio di Ibe che odia il lunedì e cerca di piazzare le trasferte di lavoro in questo giorno. Il discorso vale ovviamente per qualunque giorno della settimana.
Con il latte che una bufala produce in un giorno (circa dodici litri) si possono fare circa tre chili di mozzarella (fonte). Visto che la produzione annua si aggira sui trentacinque milioni di chili (fonte), dovrebbero esserci in giro per l’Italia circa trentaduemila bufale, numero sufficientemente plausibile da credere che ciò che viene venduto come tale sia effettivamente mozzarella di bufala (anche perché, in alternativa, si tratterebbe di frode alimentare, reato non trascurabile).
Quelle sopra sono le conclusioni di un paio di discorsi emersi durante la cena post partita (il Dattero, con la nuova gestione, è aperto anche di lunedì, tra l’altro) e sono appena meno interessanti delle sortite offensive di quella metà della Elitron che indossava la pettorina arancione e che ha dovuto clamorosamente capitolare di fronte all’altra metà, trascinata da un incontenibile Giangio, protetta nelle retrovie da un Palu quasi perfetto e da Ibe, più che altro impegnato a chiamare a sé i palloni che vagavano in area, arricchita dai funambolici arabeschi di gambe del senatore Carlo, mai domo, e impreziosita dalle giocate raffinate, fatte con i piedi buoni di Zacca e Igor, almeno finché gli occhi di quest’ultimo non sono schizzati fuori dalle orbite per la fame d’aria e la fatica di tornare a giocare dopo mesi passati a sguazzare in una piscina nel tentativo di spiegare alle proprie lombari quale sia la posizione da tenere durante la corsa e la vita, più in generale. Un altro Lazzaro stava tra i pali degli arancioni (infelice scelta), con una Gibaud alla caviglia e molta voglia di tornare a giocare: test superato, almeno dal punto di vista della tenuta delle articolazioni; sulla reattività e precisione degli interventi si può e si deve migliorare. Non è che il male stesse tutto di qui e il bene tutto di là, ma la metà Hare Krishna della rosa si è data molto da fare per suggerire questa impressione. A parte il Re Leone, il quale, preso sotto la doccia di casa sua dalla furia causata dall’incontinenza idraulica dei suoi marchingegni di plastica e scotch, si è strappato di dosso il Tensoplast dopo solo qualche giorno dall’applicazione, ma sembra perfettamente ristabilito e non ha sfigurato (peccato la sua assenza venerdì), per il resto si è visto ben poco: poche idee, poco fiato, poca precisione. Pazienza. Anzi, meglio che queste cose succedano tra noi che in campo contro avversari nel torneo. Comunque attenzione. La nota positiva è data dal fatto che per un’amichevole infrasettimanale siamo riusciti ad essere in dodici. E questo non può non essere letto come un segno della grande voglia di esserci, di fare parte di questa squadra. Che è un ingrediente fondamentale del successo, insieme alla capacità di vedersi vincenti, come insiste a dire, saggiamente, il Mister. Speriamo che venerdì a questi elementi ci riesca di unire fiato, idee, cuore, gambe e goal. Sarebbe bellissimo.
3 commenti:
L'hai detta giusta: occhi schizzati fuori dalle orbite. A proposito, se qualcuno li trovasse mi farebbe un favore. Sono castani. Grazie.
che voglia!!! anche di amichevole....
Posta un commento