venerdì 9 ottobre 2009

F.C. Elitron-Albania 12-2

Il portiere indossa i jeans, dopo la partita infila la giacca sulla maglia a maniche lunghe e torna a casa. Il 10 è sovrappeso ma ha piedi attrezzati e dà del tu al pallone. Come si fa a capire se hai giocato bene o male quando gli avversari sono in quattro? Gli albanesi non son più quelli di una volta, come le stagioni. Un tempo si raccontava che guardando il TG1 si facevano un’idea dell’Italia come del Bengodi (chissà oggi vedendo Minzolini cosa pensano). Oggi gli albanesi sono immigrati di lusso, parlano bene l’italiano e hanno il codice fiscale, sennò niente iscrizione. Oggi va di moda aver paura dell’arabo: è lui che abita sopra il petrolio e quindi ci hanno insegnato a temere che facciano il botto il metrò. I marocchini vendevano le sigarette e hanno avuto un periodo à-la-page prima che gli sbirri cominciassero a fare il loro lavoro. Szigarètt. Il 7 prova a fare come ai vecchi tempi e minaccia il Prea di ritorsioni, ma si vede che è nervoso per la cavigliona, vittima di un contrasto ancora oggi anonimo, e che non ci crede troppo nemmeno lui. La classifica degli albanesi del precedente torneo suggeriva prudenza. Invece la rappresentativa era sguarnita (anche un po’ razzisti, che non chiamano altri che gli albanesi) e siamo andati dentro come il burro, con Zacca ad aprire le danze stagionali, alleggerito dalla dieta e quindi affamato di gloria (il goal su velo del Mister gli è regolarmente assegnato nella classifica marcatori). Il Bimbo finalmente cancella una brutta pagina e quello che ci siam tenuti in cuore su di lui per troppo tempo vien fuori gioiosamente in abbigliamento da doccia. Che puzza e quanti peli già sul pavimento degli spogliatioi, ma che bellezza se vuol dire che si ricomincia. Ribadiamo un principio. Le maglie sporche si mettono nel sacchetto, non per terra. Gli altri fanno la loro parte e alla fine questa partita ci porta tre punti, che sono una certezza, un bel vantaggio nella classifica marcatori e alcuni dubbi. È tanto o poco aver preso due goal da loro quando gliene hai rifilati dodici? La distrazione spiega? Basta? Dobbiamo essere contenti? Dobbiamo migliorare in qualcosa o semplicemente ha ragione il re Leone e da un cinque-contro-quattro non si può giudicare la squadra, come da un calcio di rigore un giocatore? Dubbi che risolveremo presto, già lunedì, quando incontreremo i ragazzi dorati. Così come cercheremo di risolvere altri dubbi inerenti la ragassa delle ricevute. Se siano i generosi scorci che offre agli ammiratori della prima misura o la sua aria vagamente annoiata di chi riserva ad altri ambienti le sue energie migliori a rendercela tanto simpatica. Se sia la sua indolenza vagamente felina o chissà quale oscuro ingrediente che insaporisce la pietanza e non sai dargli un nome, ma c’è. Vedremo.

1 commento:

lafra ha detto...

ehilà, scrivo anch'io... mi permetto (forse anche per far fronte al senso di colpa per avervi privato del Re, Leone s'intende...) perchè ieri sera ho visto l'illuminante film Amore, bugie e calcetto tratto dall'omonimo (e dicono ancor più divertente!) libro.
Consiglio a tutti voi la sua visione e il gioco "e io chi sono?"

aloa