mercoledì 21 aprile 2010

Elitron-Los del Barrio 7-4

La partita la puoi vedere nel video e forse, chiudendo gli occhi ancora ricordare. Bella, gestita e dominata con sicurezza, aspettando e ripartendo, chiudendo e soffrendo, sbagliando e sfruttando gli errori degli altri. Preparata bene dal mister, gestita per fasi: aspetta e vai, contieni e riparti, alza un muro e aggredisci poi a tutto campo; realizzata da tutti ma proprio tutti quelli che hanno giocato, ciascuno secondo le proprie caratteristiche, con sacrificio e attenzione. Guarda bene e vedrai queste cose. Vedrai la freddezza di non perdersi d’animo contro una squadra che all’andata ci strapazzò lasciandoci storditi, la calma di reagire ad una violazione dell’ABC del buonsenso (il portiere che verticalizza verso il centrocampo, rasoterra, ma dai?!) che ci manda sotto di un goal. Vedrai un talento coi baffetti che devasta la difesa del Barrio, un bomber con centinaia di partite da ricordare che si sacrifica in copertura e vedrai i loro compagni metterci tutta la voglia e tutta l’energia possibile e saltellare di gioia per il più facile e ininfluente dei goal. Quello che non vedrai sono due cose, che si sentono subito dopo la partita e nei giorni successivi. La prima è una sensazione. Vincere è una sensazione fisica, una scarica di qualche roba chimica prodotta dal corpo. Arriva dopo il fischio, dopo aver stretto un po’ di mani sudate di sudamericani che hanno fretta di andarsene e come tutte le emozioni che si rispettano, arriva nello stomaco, come un volo di farfalle, ma più forte, una strizzata che reclama una bella espirazione o un urlo. E’ come aver paura, ma con il segno più davanti. La seconda sensazione arriva più con calma, parte dal cuore, dal vedere il gruppo sudato e felice negli spogliatoi, e arriva alla testa. E’ la sensazione di potercela fare, di poter dire la nostra contro qualsiasi avversario. Con gli Huracan abbiamo sfiorato il colpo e ceduto solo su un errore su calcio da fermo (incidentalmente, la strana coppia Olly-Seba, non è nuova a dare certi spettacoli: già contro i Bad Boys, nel primo girone, si erano prodotti nel numero della barriera col buco). Ma l’impressione era che la squadra valesse più della sua classifica. Ora, dopo questa vittoria, l’impressione si è rafforzata e sta diventando una piacevole certezza. Tutta da confermare, ovviamente, anche perché “potercela fare” è ben diverso da “farcela”. Ma cresce l’esperienza, migliorano alcuni aspetti tattici: se la concentrazione e l’umiltà la accompagneranno, ci caveremo altre soddisfazioni. Abbiamo fatto una lunga strada, in molte sere di freddo e di buio, abbiamo gioito e sofferto, provato gioia e frustrazione e anche rabbia, a volte. Ora è primavera, il momento che inconsciamente abbiamo aspettato per mesi, il momento delle partite più importanti, il periodo in cui si possono raccogliere i frutti, se ci sono. Mettiamoci cuore, testa, polmoni, animo e coraggio, concentrazione e tecnica e che il sole splenda sulle nostre vittorie.

5 commenti:

Mister ha detto...

Grande Giò, ho apprezzato soprattutto il gesto tecnico di far partire il video dall'azione interessata...

giovanni ha detto...

A me piace molto la reazione dei due che si guardano e seba fa "mah, non so... dev'essere passata di qua ma io non l'ho mica vista"

olly ha detto...

2 bastardoni avete finito di godere sulle disgrazie altrui????

Mister ha detto...

No...ma che godere, il mio era un commento sul preziosismo tecnico di Giò. Poi, tra l'altro, ho visto che nell'ultima partita non ti sei girato neanche una volta, direi anzi che il problema è risolto!

Il Presidente ha detto...

Che ridere il saltello, Olly! Fa un po' alligalli!