Partita onesta contro avversari con cui è un piacere lottare. Un buon risultato, si diceva nel post partita, ma in fondo non ci crede nessuno.
Livello dei partecipanti pressoché omogeneo (soprattutto nel non ascoltare le indicazioni pre partita del mister), quindi abbandonerò la pagella “relativa” e mi avventurerò in quella assoluta.
The wall: 5/7. Para un rigore con l’alluce destro trasformandosi letteralmente nella linea di porta. Strepitoso e da 9, tuttavia partecipa fin troppo attivamente alla costruzione del rigore stesso e ciò impone un 5; come non è troppo attento (anche qui compartecipando) sul primo gol, esita e non esce in aiuto di Dario: e qui siamo sul 5/6. La chicca è un “mia” finito senza “sua” sul palo: brivido da 6--. Sinusoidale.
Palu: 6--. Parte con gamba, grinta e attenzione. Ma dà tutto in poco meno di dieci minuti, sancendo il suo definitivo out con un brutto fallo: brutto perché scaturito da un impossibile tentativo di anticipo (caldamente sconsigliatogli dal mister). Compulsivo.
Dario: 7--. Il Leone è Re soprattutto perché capisce quali sono le difficoltà dei suoi sudditi. E quindi nel primo tempo deve dedicare più tempo ad aiutare (non riuscendovi sul primo gol) che a giocare come sa fare. Trovato l’assetto della squadra, può finalmente dedicarsi all’hobby di quest’anno: il gol. Sovrano.
Lele: 7. Butterfly costruisce i suoi voti a partire da dieci, meno uno per ogni colpo di tacco, meno uno per ogni titic e titoc, meno uno per ogni inutile dribbling. Sarebbe quindi da dieci, anche per l’eccellente copertura difensiva. Tuttavia commette tre errori non da lui: passaggio troppo lungo e veloce su un contropiede tre contro uno (-1), chiama la sostituzione a Lupin IV (-0,5) e la chiama con palla agli avversari (-1,5) causando quel momento di esitazione che darà luogo al pericolosissimo rigore. Incauto.
Zacca: 5. All’ombra dell’ultimo stinco, era sparito un calciatore. Così più o meno recitava una splendida canzone di un De Andrè inconsapevole di averla scritta per l’ombra di Zacca. Marco è rimasto a casa e ha mandato a giocare un feticcio di sé. Totem che, un po’ per la paura di farsi male e un po’ perché fuori ruolo e un po’ perché alle ombre accade sovente, non gioca. Ectoplasmatico.
Seba: 6/7. Prendete la sua ultima partita (o quella prima, o quella prima, o quella prima..), togliete cinque gol, aggiungete 12 tiri e il risultato non cambia perché non è solo una questione di capacità, ma anche di costanza. Fa la differenza. Perde un punto per la scelta della palla con cui giocare e per il continuo “sali-staisu-stailì” irrispettoso delle indicazioni opposte del mister. Asintotico.
Carlo: 5.5. Corre come Gigi la trottola (simpatico nomignolo affibbiatogli dalla nonna paterna agli inizi degli anni 80), recupera palloni, si propone, addirittura in un paio di situazioni azzarda a tenere la palla più dei soliti 12 millisecondi e alla sostituzione finale manda “là” il mister. Per recuperare la stima calcistica del figlio maggiore, peraltro totalmente disinteressato, gli narra del proprio primo storico 7 preso lottando come un gladiatore. Forse la sua migliore prestazione fino ad ora. Anzi, non fino ad ora, bensì fino al gol non fatto e relativo passaggio non fatto. Incompiuto.
1 commento:
infatti nn volevo andare in anticipo...anche perche se lo avessi fatto almeno sarei arrivato giusto sulla palla e nn in ritardo d un decennio sulle gambe...
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