Questa è una storia. Ce la racconta Nicola, condendola di “compare” ad ogni svolta e c’è un po’ di nostalgia nelle sue parole, insieme all’enfasi che rima con l’ottimismo a tutti i costi di chi ne ha viste parecchie, nella vita.
La partita con i Praja di storia invece ne ha poca.
C’è un giochino che gira tra la gente del marketing, che dice che se li descrivi con le variabili sociodemografiche il principe Carlo e Ozzy Osbourne sono molto simili. Così, se ci si ferma ai dati oggettivi, misurabili, la vittoria con i Bad Boys e quella con Praja si assomigliano parecchio. Punteggi da tennis, porta inviolata, tre punti in carniere. Ma le sensazioni sono molto diverse. La settimana scorsa c’era euforia, soddisfazione per una partita giocata con una formazione connotata dal turnover e vinta in grande scioltezza, con belle sorprese, tipo il Poker di Marco l’ombroso. C’era il sollievo di aver fatto bene quello che la volta prima era riuscito a stento. Questa volta mezzo pensiero era già oltre il weekend e avremmo voluto avere segnali più confortanti, conferme più decise, al di là di ciò che resta scritto sulla carta e delle sue conseguenze pratiche, al di là del rassicurante rientro del Re Leone. Il calendario delle prossime tre giornate parla chiaro: ci giochiamo quasi tutto nei prossimi centoventi minuti. Con singolare coincidenza chiuderemo l’anno con questi tre incontri, che sulla carta potrebbero dirci se davvero centreremo quell’obiettivo di cui abbiamo parlato tanto ma scritto ancora pochissimo. Dunque venerdì avremmo voluto la goleada, avremmo sognato di giocare in scioltezza totale, con tocchi di prima, come chiesto dal Mister e con risultati spettacolari. Invece no. Invece la sensazione alla fine è di non essere riusciti a fare ciò che potevamo fare, di non esserci espressi al meglio, preferendo le verticalizzazioni fameliche all’impostazione lucida e al ragionamento che ci saranno necessari nei turni a venire. Abbiamo mangiato, ma ci è rimasto un po’ di appetito; abbiamo vinto, ma ci rimane un dubbio. Son cose di lusso rispetto allo scorso anno, ma vedere Ale a bordo campo per dieci minuti, in una sera in cui deve ancora finire di lavorare la dice lunga sullo spirito Elitron di quest’anno: le mezze misure non ci piacciono già più. D’altra parte, quando t’innamori di un grande sogno non vorresti mollarlo mai.
2 commenti:
A quanto pare, ahimè, internet stasera a casa mia non vuole saperne di star connesso più di qualche minuto e dopo aver scritto 2 volte le pagelle, per poi doverle cestinare, il copia incolla non è previsto, sono costretto a rimandarle a connessioni migliori. Dispiaciuto
Grandi ragazzi buon risultato! Beh dai la politica di allargare la rosa integrando OTTIMI giocatori da i suoi frutti, mi spiace solo di non essere stato della gara (come del resto all'andata), comunque faccio i complimenti a chi è sceso in campo. Attendo le pagelle per conoscere il comportamento dei giocatori durante la partita. Buona giornata!!!
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