martedì 16 febbraio 2010

Elitron-Huracan F.C. 4-6

L’estate dell’huracan ho compiuto trent’anni. Eravamo in Messico, con un caldo umido infernale fuori e il sudore che si gelava sulla pelle ad entrare nei negozi, come il rent-a-car di Merida, saturo di fumo, in cui abbiamo preso a noleggio un maggiolone nero. Un giorno tornavamo dall’isola di Hol Box, tagliata in due da un uragano diversi anni prima, su un taxi, diretti verso le mete turistiche più classiche, per l’ultima settimana di relax e mare, dopo aver girato il Chiapas su pullman lentissimi con gli scarafaggi a passeggio nel corridoio (ad Hol Box ricordo stormi di zanzare, una gara di pesca con grigliata per tutti e un pomeriggio un cielo nero come non l’ho mai visto, a far da quinta al baretto dove si bevevano meravigliosi succhi di frutta fresca). Sul taxi la radio andava e quasi all’arrivo ho sentito per la prima volta in trent’anni la parola “huracan”. Stava arrivando, proprio lì, insieme a noi. Per le strade di Praya del Carmen –una specie di set western, con una sola lunga strada parallela al mare, costeggiata da alberghi e negozi– i commercianti mettevano tavole di legno sulle vetrine e portavano al riparo tutto ciò che poteva volare via. In albergo ci hanno dato un volantino di istruzioni fotocopiato, con la scritta a lettere cubitali HURACAN, una candela tozza e una scatola di fiammiferi. Le finestre avevano le imposte sbarrate. Niente di cui preoccuparsi troppo, comunque, ci hanno detto: devi avere paura solo se il mare comincia a ritirarsi. E infatti la notte è trascorsa tranquilla, con qualche raffica di vento e scroscione di pioggia sul legno delle imposte e la mattina il tempo era più bello che mai. Conservo ancora le istruzioni, in un libro con la copertina di foglie di banano che a mia figlia piace guardare, insieme alle foto di quella vacanza, ai biglietti dei pullman e dell’aereo, insieme al ricordo di una guida mezzosangue che ci ha portati nei villaggi zapatisti e che alla notizia che eravamo di Milano commentò “ah, Leoncavallo”. Il mio primo huracan è stato una pioggerella. E anche l’ultimo era partito così, come una sciacquata che basta un ombrello per contenere. Tutto abbastanza facile. Noi con la voglia e la grinta dei momenti migliori, loro forse sorpresi dalla nostra aggressività e disciplina. In porta ci arrivano comunque, ma sempre con tiri sporchi e difficili, di quelli che si possono respingere. Dopo un paio di traverse in pochissimi minuti, passiamo in vantaggio con un tiro del Re Leone, avvelenato da una deviazione che manda fuori tempo il portiere avversario e troviamo il raddoppio con un’intuizione fulminante di Seba, ci facciamo bucare su un tiro impossibile da scoccare e da non parare, ma tant’è, passa nell’unico millimetro disponibile, ma soprattutto carichiamo di falli gli avversari fino ad avere tre liberi a favore, di cui però trasformiamo solo uno. Fine primo tempo: la sensazione è molto positiva. Beviamo l’acqua del presidente riprendendo fiato e tutto sembra sotto controllo. Sono solo due gocce. Ma poi comincia a piovere davvero e a fare vento forte. Gli huracani non mollano e sono forti. Si rifanno sotto, ma Butterfly, in versione Caterpillar, si intestardisce sulla destra, strappa una palla al portiere avversario e ci riporta a più due. Alla lunga però cominciamo ad accusare un po’ di stanchezza e cediamo terreno, finendo per prendere due goal in una modalità già collaudata contro questi avversari lo scorso anno, lasciando cioè loro troppo spazio e subendo le loro imprendibili serpentine da lontano. Non siamo brillanti come nel primo tempo e quindi dobbiamo ricorrere più spesso al fallo (l’arbitro è indulgente e ci risparmia almeno un paio di gialli di cui uno molto pericoloso al Re Leone, già ammonito e protagonista di un siparietto con il più forte degli avversari, reo di aver detto una parolaccia dopo la seconda rasoiata subita in due minuti): questa volta al tiro libero ci arrivano loro, trasformandolo per il vantaggio. Le strade sono deserte, la gente al riparo. E' un uragano vero. La nostra occasione arriva poco più tardi, ma è un altro legno, il quarto di serata. A pochi minuti il sesto goal ci mette sulle ginocchia. Finisce così, con la palla sul dischetto del tiro libero per un tentativo che non ci sarà mai e ci risparmia un distacco potenzialmente più pesante. Alla fine il Mister non gironzola per il campo, come nelle sconfitte peggiori: non deve smaltire nulla, è soddisfatto e lo dice subito. Lui è più saggio (è il Mister!) e vede cose che a noi restano nascoste dalla frustrazione del risultato mancato dopo una partita che abbiamo dominato per almeno metà del tempo. Certo tutti abbiamo la sensazione di essere forti, molto più dello scorso anno, quando l’Huracan ci ha veramente travolto e tagliato in due come l’isola di Hol Box. Abbiamo la sensazione che giocando così possiamo arrivare a partite davvero molto importanti. Lo scopriremo presto, prestissimo, nella seconda tappa della nostra tournè sudamericana, affrontando i Perù. Un bel posto, dove non sono mai stato. Me lo immagino pieno di montagne e verdissimo. Me lo immagino pieno di gente con il cappello di lana. E quel gruppetto con un pallone in mano e la valigia pronta, in attesa di partire per Porto di Mare, Milano, Italia.

6 commenti:

Anonimo ha detto...

Ciao,
ragazzi con degli editorialisti così è un onore anche solo scrivere da anonimo su questo blog!!

Allora oggi finalmente mi sono scaricato i risultati della seconda giornata. Alla luce dei medesimi vorrei abbozzare quella che per me sarà la classifica del vostro girone.

1° Huracan
2°/3°Los Del Barrio-F.c.Elitron
4° Arriba Perù
5° A.C. Trezza
6° Absolut
7° Boom-Boom
8° Gli inguardabili

Devo dire che sono curioso di vedere come uscirete da questo triangolo sudamericano.

Presidente ti ringrazio, ricambio la simpatia verso la vostra squadra e ribadisco la stima per chi scrive gli articoli di questo blog.

un saluto a tutti

La dirigenza ha detto...

Grazie anonimo per i tuoi interventi sempre molto graditi. Chissà come sei come calciatore? Viste le assenze di oggi non raggiungiamo neanche i 7 disponibili (e poi si diceva della rosa troppo ampia). Le novità le trovate su flash news. Concordo con te nel pronostico finale che hai fatto, tutto dipenderà dalle contingenze, oggi gli indisponibili sono 8, e da quanto metteranno quelli che scenderanno in campo. Per il momento...speriamo in Simba!

Anonimo ha detto...

Come giocatore? onestamente non sono ne bravo ne scarso, sono un giocatore normale che da solo non ti farà mai vincere una partita ma nemmeno il contrario, per interderci sono un 6 in pagella che ogni tanto azzecca qualche prestazione da 6,5.
Mentre nel ruolo di mister/presidente azzarderei anche un molto bravo.

La dirigenza ha detto...

La presidenza è salda, come Mister invece...

Anonimo ha detto...

La mia non voleva essere una candidatura ;-)
Anche xchè c'è questo campionato da vincere, poi si vedrà.

A proposito con chi vi vedete in un eventuale finale?
io lo metterei come sondaggio!!

Il Presidente ha detto...

Mister, và che l'anonimo si riferiva a se stesso: della sua squadra evidentemente è giocatore, mister e presidente, o almeno così ho capito. In quanto uno e trino, dunque, avrà da fare ben più di te, che ricopri solo due ruoli su tre. Perciò non ci provare ad autodenigrarti per cercare di defilarti dalla tua carica, se no, per il potere che Giò mi ha conferito, ti rifilo pure qualche altra rogna da sbrigare, tipo ritagliare a mano le tessere degli abbonati.
La salda Presidenza.