giovedì 29 settembre 2011
FCE-Y5 3-7
I giovani cavalli brucano l’erba sintetica. Ci vuole la violenza anemica dei riflettori già alle otto, per vederli scorrazzare in lungo e in largo, gettarsi sguardi triangolari col pallone tra i piedi e inventarsi funambolismi di rimbalzi e zigzag, mentre i vecchi neri ne pedinano i garretti, non la biglia, percarità!, si è raccomandato il mister, stiracchiato recidivo e spiaggiato in borghese oltre la linea dell’out. Sono un branco ridotto a cinque, per onorare il nome, hanno le scarpe policrome e istoriate con nomi altrui. Giocano bene, giocano a memoria, sono spietati quando sbagliamo, distratti quando proviamo a raddrizzarla subito con una zampata del leone. Conteniamo bene, con un bomber a sorpresa arretrato a governare la costruzione della diga. Poi uno svacco e rumor di zoccoli e pallonate, la testa sott’acqua. Avanti loro, come prevedibile e partita ad inseguire, ma invano. Il cavallo con le scarpe non sue rantola a fine gara, colpito al costato da una mano invisibile, osso o carne, non si sa, non si capisce, ha lo sguardo stralunato quando si rialza e prova l'impresa di respirare come si deve. Strette di mano, docce in comune, come vuole il fair play. Ce ne andiamo in ordine sparso a celebrare il rituale mangereccio post-partita. Parliamo di figli, asili, mattine rocambolesche contro l’orologio, tra vestiti poco graditi, urla e scapaccioni, brevi addii, musi lunghi e giochi. Cresceranno un giorno ‘sti bambini e forse uno di loro vendicherà a pallonate i padri, incrociando i cavalli invecchiati su un campetto di periferia. Ce lo diranno, ne rideremo, pensando a ieri, che sarà un sacco di tempo fa.
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
2 commenti:
Le colpe dei padri.. :)
Come sempre un gran penna :)
Posta un commento