lunedì 4 maggio 2009
Elitron-Real Tantarobba 3-3
Una sera di cervi, cerotti, charter e certezze. Della metafora si è già detto sopra, anzi sotto, che questo è un blog. Del perché poi tra i tanti insulti possibili proprio questo sembri così adatto all’arbitro difettoso si può discutere. Avrà a che fare con lo spirito italico che nell’adulterio vede l’affronto peggiore all’uomo, tanto da arrivare a mitigare in sede legale la punizione ad un’eventuale spropositata reazione uxoricida, o forse più prosaicamente nascerà dall’interrogativo su come la coniuge del direttore di gara inganni il tempo mentre il fischietto, a qualche chilometro dal talamo, preso nella sua attività di direttore di gara, ignora un evidente carica al portiere dopo che con metro diseguale poco prima aveva punito un gioco pericoloso verificatosi sull’altro fronte. Pazienza. Fa tre a tre, secondo pareggio in extremis con il Real. Se le partite durassero trentanove minuti avremmo quattro punti in più. Serata di cerotti però. Cerotti sullo strappo del mister, di una settimana fa. Entra, scorrazza pochi minuti (trenta secondi nella sua versione) per le praterie dell’attacco e poi si accartoccia sulla gambina offesa e striscia fuori dal campo a dare ordini alla squadra. Cerotti anche sulla caviglia del redivivo Giangio, che ricompare a sorpresa, silenzioso come la sua Prius, nelle convocazioni e poi in carne ed ossa sul campo. Il suo ingresso fa bene alla squadra (sua la fascia, se ci sarà), che guadagna in aggressività e fluidità di gioco, finalmente uscendo dall’impasse cui una serie di posizioni di gioco innaturali l’hanno ficcata nel primo quarto di partita. Ma la faccia di Giangio all’intervallo non dice niente di buono. Faccia da certotti, caviglia dolente. Non abbastanza da impedirgli il goal del momentaneo vantaggio, dopo che il solito Olly e Ibe con il solito stile spaccabarrirera avevano rimesso in piedi una gara che si era avviata per una china pericolosa. Ma serata di charter anche, di voli dalla Germania a Malpensa, dove arriva la Golf di Zacca, clamorosamente fuori rotta rispetto alle esigenze della squadra. Charter è una licenza poetica, serve alla consonanza iniziale, che in realtà la cognata sarà arrivata con volo Lufthansa, drink servito da Christine, la ventiduenne hostess che quella notte dorme in un hotel di Varese, guarda il lago e rimpiange Frankfurt in questa sera italiana così stranamente piena di nostalgia. Fatto sta che Zacca non c’era e si è sentito. Serata di certezze infine. Siamo sicuri che lo spareggio si farà, che avremo una chance per giocarci i play-off. Mal che vada (e speriamo non vada), ritroveremo La Pessima. Ci sarebbero molte considerazioni da fare, sul risultato che abbiamo ottenuto fin qui, ma manca così poco tempo all’epilogo di questo girone che non vale la pena di pensare troppo alle possibilità o alle probabilità. Quando il futuro si misura in ore speculare è inutile, meglio avere pazienza. E cuore, piedi, testa e grinta in campo. Ancora una volta, avanti Elitron!
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