lunedì 11 maggio 2009

Seleção

Di solito i suicidi underground di Milano scelgono la mattina per il loro gesto disperato. Quella volta l’infelice ha aspettato l’orario di uscita dagli uffici per tuffarsi sotto la metrò. Così, non facendo in tempo a tornare a casa, ho chiamato il mister perché passasse a prendermi la borsa e mi sono incamminato verso il TCLibertas. Qui, arrivato in anticipo, mi guardo la partita in corso. Una squadra lamentava i troppi nati di quest’anno e la scarsa condizione di forma che ne deriva, l’altra aveva una maglia blu con una striscia azzurra e bianca verticale, un’età media non dissimile dalla nostra, una tecnica molto futsal, specialmente in un paio di elementi, gran velocità e sicurezza. Un’impressione di tranquillità e forza nettissima. “Osti” mi son detto “chi sono questi qui?”. La risposta è ovvia.
Sono forti, forse molto. Detta tutta, non si capisce bene cosa ci facciano agli spareggi, cioè cosa ci facciano in serie B. Spigolando in giro si può scoprire infatti che nel 2006/07 si sono giocati la finale con i Reduci. Se così fosse, la Seleção deve aver cambiato nome e prima essersi chiamata Kappa’s Cafè. Se è vero, non è una bellissima notizia per i nostri sogni di play-off. Negli ultimi 5 anni (in realtà non ho il dato dell’anno scorso, che si trova sul libro in possesso del mister) si sono classicati secondi, quinti, noni, quarti e terzi. Come dire? Meritano rispetto.
Le considerazioni tecniche le farà il mister. Io mi occupo di quelle che hanno a che vedere con la “poetica” della squadra e dico una cosa semplicissima. Abbiamo aspettato, addirittura desiderato, di avere di fronte una squadra sicuramente grande. Il momento è arrivato: è domani sera, ore 20. Sarà tiepido, i piumini nell’aria, sarà una classica sera di maggio milanese. Cuore, testa, muscoli, ossa, pensieri, sangue, tendini, fatica, voglia, ossigeno, grinta, corsa, emozione, maglie nere, idee chiare. Provare a vincere. Con gente forte, fortissima. Con i nostri mezzi, sapendo che possiamo perdere, provando a mettercela tutta.

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