martedì 15 marzo 2011

A caldo...

Nel pomeriggio Carlo da forfait per una caviglia tensoplastata, anche Ale P. e S. sono out, viene ripescato Antonio Paese anche se malconcio. Seba squalificato ci fa una sorpresa e viene al campo, non sa ancora che il Mister gli passerà l'onere e l'onore. Guida molto bene la squadra, cambi perfetti, time out al momento giusto, formazione di partenza solo da condividere. Palla al centro, ritmo importante, loro forti, noi di più. Esordisce Teo con il naso mal concio per colpa del Mister, quello vecchio, e lo fa bene. La palla gira, i passaggi sono precisi. Prendiamo campo, difendiamo bene. In un fazzoletto, vicino al corner di sinistra, la coppia T&T ci porta in vantaggio, Teo inventa, Teto uncina e segna. Teto dichiarerà che l'ha fatto solo perchè non può digerire la classifica marcatori di Carlo. La palla gira lemme verso il nostro n°23, seguita dal nostro n°7, quest'ultimo malintende e facciamo loro un regalo: uno a uno. Rabbia. Fine primo tempo. Il mister, quello nuovo, mette calma e convinzione. Riniziamo bene, forse qualche fallo di troppo. Calcio di punizione dal limite per loro, la barriera si apre, secondo regalo, uno a due. Rabbissima. Testa bassa, attacchiamo perché il risultato non ci sembra giusto, tre contropiedi per loro, nessun gol. Time out fondamentale. Un gol lo si può recuperare, prenderne un altro sarebbe la fine. Partita corretta. Fair Play. Ci risistemiamo. In attacco Olly e Teo si danno il cambio. Grande determinazione e caparbietà: Teo pareggia con un gran diagonale in scivolata che tuttora ci chiediamo come sia stato. Serenità. Ma non basta. Antonio è sulla sinistra, può appoggiarla dietro facile ma si fa prendere dall'istinto. Elastico e supera l'avversario, avanza e la mette in mezzo. Trova la classe di Olly. La fa scorrere un pochino sulla destra con un delicato movimento e sono tre. Gioia e abbracci. Finita. No. E' l'ora di fare i conti coi falli fatti. Il nostro n°7 sceglie il fallo tattico al rischio dell'uno contro il nostro portiere. Calcio libero. Il nostro estremo difensore dice all'arbitro che non è vero che deve stare sulla linea. Probabilmente i due si scommettono un caffè. Però decide l'arbitro. Parte il tiro. Parato. Gioia. Riprende il loro. Gol. Delusione, rabbia e triplice fischio. Dovevamo vincere, potevamo perdere. Cazzo cazzo!

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