lunedì 28 marzo 2011

Elitron-Fatal Inertia 3-3

I fatalinerti sono abbastanza alti e abbastanza larghi e neri. Almeno quando hanno la maglia. Il tipo di squadra che senza conoscere e senza averci mai giocato, ci piace abbastanza incontrare. L’anno scorso hanno fatto bene, quest’anno sembra vogliano replicare. Ma noi –oggi- non abbiamo più paura di nessuno e quindi li affrontiamo a viso aperto e partendo piuttosto aggressivi. Andiamo sopra grazie ad una palla abilmente lavorata da Teo e offerta a Teto sul primo palo, lesto a girare in rete. Poi inventiamo un pasticcio, un’incomprensione: un’uscita timida e un rinvio frettoloso dalla parte sbagliata. Rimpallo e parità. Siamo imperfetti su una punizione (la solita gamba che dimentica di farsi albero, con radici salde in terra e incrollabile stabilità), siamo bravi a tornare su, con Teo che questa volta fa tutto da solo e guadagna il pari con un gran diagonale. Poi la finezza: finta di rientrare verso la difesa, elastico e superiorità numerica: la palla arriva a Olly, quello che non dorme di notte, ma nemmeno in campo, che l’addomestica e sfodera un colpo da attaccante vero, sotto gli occhi di ghiaccio del mister di giornata (elegantissimo come sempre, riesce a polemizzare sui falli anche da bordo campo). Manca poco alla fine e un fallo di troppo porta al tiro libero gli avversari. Pare che non ci sia gran voglia di tirarlo, si discuta un po’ su chi debba farlo. L’arbitro ignora le regole (non è solo, meglio portarsi appresso il regolamento) e costringe il portiere a stare sulla linea di porta. L’inerte scaglia il tiro, bruttino, centrale e rasoterra, comodo per una respinta di piede che però è troppo dritta e torna verso un nero, mentre gli zebrati gialloblù se la dormono un po’. Altro tiro e questa volta va dentro. Altro pareggio stretto, per quel che si è visto. Altra boccata di ossigeno e fiducia per la squadra, che ora guarda avanti con fiducia.

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