Torino - In settimana si è giocata la partita tra le vecchie glorie bianconere e quelle granata. Per i tifosi delle rispettive squadre i lacrimoni sono stati inevitabili. Junior e Pulici, Bonini e Vignola, Lentini e Policano, Zidane e Nedved e Vialli e Ravanelli, Claudio Sala, Cabrini e Torricelli e Montero, ecc, ecc, ecc. La visita del Mister nella vecchia capitale questa volta non è però per il mercato di riparazione, siamo a questo punto a posto, semmai per la visita al museo del cinema presso la Mole Antonelliana. La signorile città è colorata dell'abituale grigio (come si vede nella foto da me scattata), la pioggia rumorosa però arriva solo dopo l'ingresso al museo. Siamo (io e il resto della ciurma che già avete visto spesso a bordo campo) per fortuna al coperto. Un passo indietro: durante la moderata fila per entrare al museo si possono scorgere alcuni aspetti della città. Il primo è un cartello in cui c'è scritto che la Mole costruita da Antonelli è stata per lungo periodo la struttura più alta d'Europa. Il secondo è che Torino è incartata di bandiere italiane. Ogni balcone è decorato di bianco, rosso e verde, qui l'unità si sente come un valore importante. Un passo avanti: nel prepartita, nella consueta attesa sotto casa del portiere (che probabilmente prepara la borsa tra un bacio alle figlie e una frettolosa conversazione organizzativa con la moglie) il Mister consulta come abitudine wikipedia. L'argomento della serata, per chiudere il cerchio, è Giuseppe Mazzini. Politico, patriota e filosofo, alla fine esiliato, è padre, insieme a Garibaldi, Vittorio Emanuele II e Cavour, dell'unità d'Italia. Di concezione romantica si opponeva agli illuministi biribì biribì. Biribì biribì è il suono del messeggio che arriva, Ale Stella è in ritardo. Il Mister guarda l'orologio, il portiere non scende ancora, si continua con Camillo Benso conte di Cavour. Capo della destra moderata, libero scambio, in urto con quel capellone di Garibaldi che viene visto come un rivoluzionario e per vostra fortuna arriva il portiere. Partenza via. Il portiere confonde il Mister con convenevoli, di fioretto tira fuori verso Santa Rita la consueta telefonata a chicchessia dichiarando che sarà breve, tanto chicchessia è di poche parole. Il Mister abbassa, per rispetto, la radio e sprofonda nella più totale solitudine per più di dieci minuti...La luce alla sera è la vera novità di questa nuova giornata di calcetto. Si respira un'aria più calda, è segno che si volge alla stretta conclusiva. Negli spogliatoi non si capisce bene se la partita è della FCE o della Punto Calcio Rembrandt (la vecchia Assagodent), visto che le due compagini si sono fuse, visto che Teto e Olly hanno impegni di lavoro fuori città e visto che Dario...non sta bene, aridaje. In campo il primo tempo finisce con un paio di occhiali, zero a zero. Nel mentre...parapiglia: para il portiere loro diversi tiri nostri, piglia un cartellino giallo Seba, piglia un cartellino giallo Teo e piglia un cartellino giallo lo Stielike loro, tutti rigorosamentente per sterili proteste. Nel secondo tempo Seba si concentra e segna, la scarpa nuova del Mister, come si diceva forse di un numero più grande, impatta leggermente il tiro avversario ma quel tanto che basta per mettere fuori traiettoria il nostro portiere, che intanto aveva concluso la telefonata con l'amico di poche parole. Tutto da capo. Stefano scende sulla destra, finta il tiro, si porta la palla sul sinistro e segna un gol di classe. Da un retropassaggio timido di Teo ne esce una rimessa laterale per gli avversari, che non si chiamano Imprevedibili per caso, e così talmen in fret...gol. Ultimo secondo. Punizione avversaria, l'arbitro dichiara che non ci sarà seguito. Paura. Respinta. finita. Rammarico per altri 2 punti persi. Abbiamo giocato molto meglio, tirato molto spesso, ma qualche energia è stata mal donata al nervosismo. Nel post partita arriva Carlo. Sguardo scuro. Visto l'infortunio da cui è appena uscito è andato ad allenarsi, ma ciò che ha dovuto sopportare è stato durissimo. I compagni del calcio a 11 l'hanno ricoperto di perfide valutazioni: "quelli del calcetto ti hanno fatto fuori è..." gli hano ripetuto per tutta la sera, poverino. E senza neanche metterci d'accordo! Dal tavolo poco distante, Stielike si alza ma non concede lo sguardo. Sarebbe proprio ora di archiviare il tutto e concedersi al sonno ma Carlo e Seba chiedono una grappa, il cameriere dice che la casa non li offre, se vogliono ne porta due a testa pagandole però solo 1,5. Nessuno ci capisce niente, sembra che i migliori scienziati siano tuttora a lavoro e soprattutto sembra che Giò abbia richiamato il suo amico di poche parole per un consulto. Per i dettagli della partita...a te Ameri.
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