martedì 29 marzo 2011
Elitron-Absolut 8-3
Absolut è una squadra che rappresenta qualcosa, nella nostra storia (oltre ad essere una di quelle squadre con cui è sempre un piacere giocare –e magari ci si scazza in campo ma tutto finisce al triplice fischio, come abbiamo visto, strada facendo). L’abbiamo incontrata il primo anno e almeno in due ancora ci sogniamo alla notte il colpo di tacco ad un metro dalla porta che con doppio tunnel entra nel nostro sacco e ci rende chiaro che per quell’anno finisce lì. Troppo evidentemente più forti di noi. L’abbiamo incontrata l’anno scorso: abbiamo sofferto, sperato e perso; abbiamo sofferto, sperato e subito il pareggio all’ultimo minuto. L’abbiamo incontrata all’inizio di questa serie A e ad un certo punto è stato chiaro che stavano dando spazio a chi gioca magari un po’ meno per non infierire. Giocare con Absolut è un po’ giocare con la nostra storia, misurarci con il passato per vedere in che direzione stiamo andando. Li reincontriamo in un momento in cui cerchiamo conferme ad uno stato di forma apprezzabile dal punto di vista tattico e finalmente anche fisico. Loro sono un po’ decimati. Vedere quello che (secondo me) è il più forte centrale del torneo su una sedia con il gesso alla caviglia fa venire l’acquolina a qualunque attaccante avversario. Il nostro fa appena in tempo ad avvertirla che già ha affondato le zanne. Succederà altre quattro volte. Succederà che Teo, magnificamente inserito, ne metta altri due. Succederà che ci troviamo in vantaggio 7-0, ben oltre ogni più rosea previsione. Poi arriva il Re Leone, poco aiutato dal clima Klondyke del finale di partita e il distacco si riduce, ma al triplice trillo concretizziamo un inseguimento durato tre anni, con una bella e importante vittoria. C’è un’aria diversa in campo e anche nello spogliatoio. C’è più volontà, più concentrazione, più cattiveria. La ricetta è sconosciuta. Speriamo che duri a lungo.
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